Concerti Magazine Giovedì 24 novembre 2011

La versione di Vasco: un'autobiografia per frasi

Magazine - Giovedì 24 novembre esce nelle librerie quello che si preannuncia come l'evento editoriale del Natale 2011, La versione di Vasco (Chiarelettere, 190 pp., 14 Eu), un testo che si colloca a metà strada tra autobiografia ufficiale autorizzata e raccolta di frasi celebri o pillole pronunciate durante la sua trentennale carriera dal rocker di Zocca.

Il libro segue l'uscita nelle sale cinematografiche del film - documentario a lui dedicato Questa storia qua, presentato all'ultimo Festival del cinema di Venezia. Vasco sembra sentire il bisogno di spiegarsi, prima con un film, ora con un testo, i cui proventi andranno al Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti.

Il sottotitolo della pubblicazione ci fornisce una prima spiegazione del personaggio: amorale, anarchico e autentico e descrive in maniera chiara e incisiva tre caratteristiche ben delineate del carattere di Vasco.

Amorale forse lo era un tempo, quando si affacciava per le prime volte sulle tavole dei palcoscenici live alla fine degli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, con il fedele e sfortunato compagno di avventura, il chitarrista Massimo Riva, scomparso nel 1999 a seguito di una overdose. Erano gli anni degli eccessi, dei capelli lunghi, dei testi a doppio senso che inneggiavano a una vita spericolata e che scandalizzavano l'abbottonato pubblico di un lontano Festival di Sanremo suonato e cantato in play back.

Anarchico lo è tutt'ora, non gioca secondo le regole e dopo trent'anni di onorata carriera passata a riempire gli stadi italiani, ha deciso di sovvertire -dopo decenni spesi ad alimentare il business- le regole del classico ciclo album - tour promozionale, annunciando sorprese ed eventi futuri attraverso i clippini sul social network Facebook, grazie ai quali è stato soprannominato social rocker.

Tra tutti quelli usati nella copertina, Autentico è sicuramente l'aggettivo più azzeccato. Come recita la parte finale del sottotitolo, «c'è un po' di Vasco in ognuno di noi», il rocker emiliano ha sempre raccolto un grande consenso di pubblico trans generazionale, proprio per la sua capacità di raccontare in poche, vere e biascicate parole le storie di molte persone. Autentico lo è stato a mostrarsi mentre entrava in clinica l'estate scorsa per curare una brutta infezione che gli ha fatto interrompere il controverso Live Kom 11 e che ha fatto temere il peggio ai fans. Autentico lo è stato pure in occasione della confessione riguardo ai suoi problemi di depressione.
Vasco è uno che non ama la realtà, come ha affermato più volte: la descrive in maniera cruda e veritiera, ma preferisce perdersi nei sogni e nelle illusioni. Eppure riesce ad essere autentico come sono autentiche le tante idee confuse passate attraverso i clippini negli ultimi mesi: alcune interessanti, alcune meno, altre semplicemente incomprensibili.

Il libro presenta una raccolta di frasi, intervallate da numerosi puntini di sospensione, tipici dello stile di Vasco che sembra non finire mai i concetti, quasi per lasciare a ognuno di noi la possibilità di dare una propria versione dei fatti. Tra le pagine viene raccontata la sua favola rock, vissuta imbracciando una chitarra, la dolorosa perdita del padre in tenera età, l'intenso e turbolento rapporto con le donne, gli studi, i cantautori che lo hanno ispirato, gli amici che ha trovato lungo la strada e quelli che purtroppo ha perso.

Vasco Rossi vuole cambiare, non vuole più essere una rockstar nel senso stretto del termine, vuole sperimentare e andare oltre e con questo libro vuol dare la sua versione della storia, o per lo meno tentare di fare un po' di chiarezza in questo periodo piuttosto confuso: «Ognuno ricorda le cose alla sua maniera, ognuno un po' se la racconta. Io sono stato franco. Con questo libro di dichiarazioni forse si capirà di più la mia versione...». Sempre lasciando ai fans la decisione di trarre le proprie conclusioni e di non essere d'accordo. In fondo lui è un anarchico.

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