Concerti Magazine Domenica 1 luglio 2001

It’s unza‑unza time!

Magazine - Ve lo immaginate Moretti con un cappellaccio di paglia, la chitarra in mano, la maglietta della Roma che grida nel microfono: “non so se suoneremo, non vorremmo che impazziste troppo!”.
No, eh?
Eppure ieri è successo questo al GoaBoa. A dir la verità, il regista – pluripremiato anche lui – era Emir Kusturica e la maglietta quella del Genoa.
Ma andiamo con ordine.

Dopo le Formiche atomiche e le Pornoriviste, intervallati dagli show degli skaters, la serata entra nel vivo con Fermin Muguruza.
Ex cantate dei Negu Korriak, basco, Fermin ha dato vita ad uno show come quelli a cui ci avevano abituato i grandi gruppi reggae e ska italiani quando erano “giovani” e dovevano ancora sfondare. Uno spettacolo militante, militantissimo (e divertente).
Ska puro, a volte reggae. Perché vergognarsene se la miscela funziona? E comunque di ottima qualità, con tanti campionamenti e cambi di ritmo a sopperire alla minore potenza musicale di un gruppo relativamente piccolo.
I pezzi provenivano più che altro dall’album Brigadistak, precedente il nuovo FM 99.00 Dub Manifest.

Incredibili i Turin Brakes. Si sono ritrovati a suonare il loro rock acustico, lento e melodico, dopo un gruppo ska e prima dell’unza-unza di Kusturica. Decisamente fuori luogo, ci sarebbe da dire.
E ciononostante i ragazzi londinesi sono riusciti a ipnotizzare tutti, proponendo uno show minimalista come non era ancora accaduto al GoaBoa. Tutta la potenza e il fascino della musica fatta bene.
Giù il cappello e tutti a comprare The optimist. Suoni fra Buckley, Cohen e secondo me anche parecchi riferimenti alla scena canterbury degli anni ’70, Caravan e altri.

Assenti i Quintorigo per motivi di salute, tocca già ad Emir Kusturica & No Smoking Orchestra.
“Are you ready fo unza-unza?” annuncia il regista.
E si parte.
Non ha alcun senso che vi racconti cosa è stato lo show della No Smoking Orchestra. Non riuscirei neanche a rendere un decimo dell’idea.
Vi posso solo dire che la miscela di punk balcanico è stata esplosiva. Una musica che mischia violini tzigani, sirtaki, rock, new orleans e klezmer. Il tutto ad una velocità folle (ma veramente folle).

unza-unza-unza-unza-unza-unza-unza-unza-unza!

E poi c’è stato lo show sul palco. La No Smoking è una macchina da guerra. Perfetta, potentissima, affiatata in maniera perfino eccessiva. E divertente da matti.
Kusturica (che evidentemente non sa suonare) se n’è stato in un canto per tutta la durata dello spettacolo. Siparietti, ragazze chiamate sul palco e poi semispogliate, finte risse fra i musicisti, e poi il violinista che s’infila l’archetto nel pacco e suona il violino così, “in a sexual way”.

Non ci resta che aspettare Super-8 stories, il nuovo film di Kusturica, che racconta le peripezie della No Smoking durante la guerra del Kossovo.
Dopo sì che sarà unza-unza mania!


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