Magazine Mercoledì 27 giugno 2001

Matrix, o quasi, @ mentelocale

Multiplayer contest, annuncia il banner di www.mentelocale.it. Ma sicuramente in tantissimi vi chiederete che accidenti vuole dire.

Bene: immaginate un videogioco "standard", di quelli un po' evoluti e belli a vedersi.
Generalmente si esplora, si spara, si corre o svolazza qua e là. Ma gli avversari sono sempre un insieme di poligoni, magari anche ben strutturati e colorati, ma sempre poligoni, comandati dal processore del nostro computer.
Nel multiplayer, invece, avversari (e compagni) sono comandati da altri giocatori, esseri umani della specie "homo sapiens sapiens".

Ed è proprio questo che succederà venerdì sera, alle 21, @ mentelocale café. Con in più il divertimento che i computer saranno nella stessa stanza e si potrà vedere il volto "umano" dell'omino che state cercando di far fuori.
Il gioco è Unreal Tournament, erede del famosissimo Doom (per saperne di più: www.unrealtournament.net ; www.utcenter.com ).
Sarà una notte di furiose battaglie in LAN, una rete locale in grado di connettere 8 computer tutti assieme. Le regole sono quelle del deathmatch, quindi tutti contro tutti. I primi che stendono, o "fraggano" - come si dice in gergo - più avversari, passano il turno, e via così fino alla finale. Il primo vince un palmare, e non è certo male. Per saperne di più ed iscrivervi cliccate sul banner.

Giocare contro altre persone è radicalmente diverso rispetto al solito, e il risultato è completamente imprevedibile.
Un po� come accade in alcune sale giochi, solo che magari si gioca in trenta o più, con qualcosa di molto più accurato e divertente. Tutti assieme, nello "stesso mondo".
La vera rivoluzione multiplayer dei videogiochi è nata grazie ad Internet e alle connessioni ad alta velocità. Sia che tu sia un soldato, un guerriero, un mago, il comandate di un esercito o un pilota da caccia hai a che fare con personaggi o oggetti controllati da persone spesso a migliaia di km di distanza. Giocano come te, dalle loro case o in un area appositamente attrezzata, con diversissime strategie, a volte per eliminarti, altre per aiutarti, secondo le regole.

Ci si �incontra� in determinati siti, (in Italia, tanto per citarne uno, c�è www.ngi.it ), segue una breve discussione in chat per accordarsi e poi si gioca.
Si formano subito i clan: gruppi di persone che si conoscono e giocano insieme su uno stesso programma, nella stessa squadra, contro altri clan o nemici controllati da un computer. Spesso si può anche parlare, utilizzando alcuni software che consentono di impiegare il modem più o meno come un telefono.

A questo punto non mi resta che ricordarvelo: venerdì 29, @ mentelocale café, atrio di Palazzo Ducale, dalle 21.00.
E il fraggar m'è dolce in questo mare...
di Francesco Tomasinelli

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