Magazine Martedì 13 settembre 2011

«Perché mi ha lasciato e sta male se prima eravamo felici?»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Ciao a tutti.
È la prima volta che scrivo
e lo faccio perché ho bisogno di pareri magari su situazioni successe anche a voi per capire la fine del mio rapporto. Stavo assieme a una ragazza da cinque anni e mezzo, ci siamo messi assieme molto giovani io diciassette e lei sedici anni.
In questi anni la nostra storia è stata veramente pazzesca, pochissimi litigi, tanti divertimenti, insomma una storia che è sempre andata a gonfie vele nonostante le difficoltà da lei avute in famiglia con la separazione dei genitori e una grave malattia che ha colpito il padre circa un anno fa (persona a cui lei era ed è legatissima tuttora).

L'unico intoppo avuto è stato due anni fa quando ci siamo lasciati per cinque mesi solo perché avevano raggiunto una monotonia quotidiana che a venti anni ti porta inevitabilmente alla rottura e alla voglia di provare nuove situazioni.
Passati questi mesi lei si riavvicina a me ed il tempo di una serata il fuoco si è riacceso. Sono passati due anni veramente grandiosi, anche se lei fa l'università e vive in un altra città e ci vediamo quasi ogni fine settimana. Comunque il tempo l'abbiamo sempre cercato e voluto e ogni volta il vedersi era veramente fantastico e lo si capiva anche dai suoi gesti e attenzioni.
Nell'ultimo mese poi cosa notata da tutti, lei voleva seriamente passare le vacanze assieme, messaggi carinissimi tutti i giorni che esprimevano questa volontà, chiamate, vita sessuale che andava meglio di sempre, lei sempre piena di attenzioni, baci, coccole, piena di voglia di stare assieme, tanto che ne rimasi veramente felice e stupito.

Poi una sera dopo essere stati in ospedale dal padre, ceniamo con i nostri amici, usciamo, torniamo a casa felici e contenti, guardiamo un film chiacchieriamo ma noto che è un po fredda, le faccio una battuta dicendole sembra che ci siamo lasciati, lei rimane sulle sue e io intuisco a quel punto che ci sia qualcosa che non vada e dal nulla mi dice: «Forse sono stufa di te. Non so più cosa voglio dalla mia vita, la situazione di mio padre non mi permette più di vedere oltre la giornata».
Io le rispondo va bene, di pensarci e che poi ne avremmo riparlato. La settimana successiva ne parliamo e mi continua a dire ogni volta che ci vediamo lei è confusa: parte per una vacanza (già programmata da mesi) sta via con le sue amiche e non ci sentiamo per dieci giorni perché di mia spontanea volontà le dico è una prova questa. Torna e per altri tre o quattro giorni ci vediamo e mi continua a dire che continua a essere confusa.
Decido di lasciarla io per il bene del rapporto.

Nei giorni seguenti sono venuto a sapere dalle amiche che durante la vacanza è stata veramente male perché dopo un anno ha realizzato la vera situazione del padre e questa cosa la sta distruggendo tanto che esce poco e niente. Anche quando esce si innervosisce o è triste perché preferirebbe stare da sola a casa. Ha dovuto eliminare tutte le mie cose (foto, anello regalato per i vent'anni, qualsiasi cosa le facesse venire in mente me perché se no ci sta male) ma io non capisco questa situazione che ha voluto lei.

Sa benissimo che sono innamoratissimo e non lo avrei mai fatto, io mi dovrei trovare nella situazione di volerla eliminare in qualsiasi modo dalla mia vita, invece lei è nervosa se ci incontriamo anche per un caffè con amici in comune, mentre io mantengo una situazione totalmente indifferente nei suoi confronti ma quando uscirò da quella porta a me non interessa nemmeno del suo saluto.
Dopo cinque anni credo che non si possa mollare un rapporto così senza nessun tipo di motivazione, premetto che lei è una ragazza veramente decisa e se avesse voluto lasciarmi lo avrebbe fatto senza problema, le amiche continuano a dirmi che ne uscirete meglio di prima. Può essere che la realtà del padre l'abbia veramente fatta uscire di testa e cerca di allontanarmi?

Lei in queste ultime settimane si sta veramente rovinando e questo mi preoccupa, accetto consigli.



Si credo che questa storia sia stata già vissuta da molte altre persone e da altrettante verrà vissuta in futuro: sembra che tutto vada bene e poi, improvvisamente, sembra che niente abbia più senso.
Da perderci la testa. E spesso non sembra esserci un motivo. Così ci si arrovella nella ricerca di una causa. Fondata, grossa, chiara ed evidente che, spesso, non c'è.
Lei chiede un aiuto per capire e allora io vorrei proporle una chiave di interpretazione che non prevede una causa ma che, anzi, vuole prendere in considerazione l'accumularsi di una serie di eventi, di indizi e di concause che, alla fine, si sommano e determinano un cambiamento, a volte radicale, in quello che sentiamo e di conseguenza nel modo di vivere la nostra vita.

Sembra una cosa complicata ma è quello che intendiamo quando diciamo la goccia che fa traboccare il vaso e che quindi noi ci accorgiamo di un evento quando accade qualcosa che ci coglie impreparati ma davvero la colpa è dell'ultima, piccola, goccia o di tutto quelle gocce che si sono accumulate?
Allora la inviterei a mettere assieme tutti i fatti della vostra storia e fare la somma. É vero che presi a uno ad uno, non sembrano così drammatici ma messi assieme? Le cito solo quelli che mi hanno colpito nel leggere la sua mail: la vostra giovane età, la distanza, le differenze culturali, le problematiche famigliari, la monotonia, l'incertezza del futuro, le diverse personalità, e presumo che ci sia anche molto altro, come , a esempio, una globale situazione di disagio e di incertezza.

Non pensa che tutto questo, messo assieme, possa far cambiare i progetti o la visione del mondo e delle relazioni nelle persone?
E non è neanche strano che, di fronte ad una crisi, si tenti un ultimo guizzo per vedere se si riesce a uscirne, con una conseguente fase depressiva nel constatare che neanche quest'ultimo tentativo ha avuto successo.
Ecco, adesso che ho cercato di darle una possibile spiegazione di quello che sta succedendo mi sorgono due domande, la prima è chissà se lei ha raccontato davvero tutto, magari ci sono altri elementi di cui lei non è a conoscenza o che, nella fretta, ha sottovalutato.
Di sicuro ha riassunto la sua storia dal suo punto di vista e chissà se non ci siano altri aspetti o altri punti di vista che potrebbero dare diversi spunti interpretativi.

Mentre la seconda è ammettiamo che la sua versione sia sufficientemente corretta e che lei sia preoccupato di come sta la sua ragazza, sicuramente il primo passo è capire cos'è successo ma, poi, c'è il decidere cosa fare e infine il sapere come farlo bene. A che punto siamo?
Saluti, Ventura

* Psicologo e psicoterapeuta. Chi vuole consultare Marco Ventura direttamente può chiamare il numero 010 562769 o recarsi presso il suo Studio di via Macaggi 25/11, Genova.
di Marco Ventura *

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