Concerti Magazine Sabato 20 agosto 2011

Vasco Rossi contro Giovanardi: 'Sulle droghe è un disonesto'

Magazine - Vasco ha scoperto la potenza della rete e ha iniziato a usarla come megafono: se nei primi tempi ha sfruttato il nuovo mezzo di comunicazione per ragioni di marketing (il lancio del nuovo disco) e poi per scaramucce di discutibile profilo (la querelle con il collega Ligabue, gli attacchi ai giornalisti Fegiz e Tortarolo), ora il Blasco è passato a una battaglia sociale per la legalizzazione delle droghe leggere. Condotta, come nel suo stile, senza giri di parole.

Così, a colpi di post, nel mirino di Vasco è finito il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, Carlo Giovanardi, noto per le sue posizioni conservatrici non solo in materia di spinelli e affini, ma anche per le sue idee su omosessuali, coppie di fatto e matrimoni gay. La legge attualmente in vigore, che equipara cannabis e droghe leggere a eroina, crack e cocaina porta la firma proprio di Fini e Giovanardi.

L'accusa che Vasco muove nei confronti del politico è di quelle serie, scorrettezza e mancanza di chiarezza perseguita come fine ultimo.
Scrive il Blasco su Facebook: "E' estremamente scorretto, egregio sig Giovanardi, continuare ad usare sempre la definizione Liberalizzazione della droga, quando si tratta invece di LEGALIZZAZIONE che è cosa ben diversa! Lei non può usare questi sotterfugi. Non è onesto, non è da Lei".

Il rocker passa poi a un'analisi più dettagliata: "Liberalizzata è già adesso che si può trovare ad ogni angolo di strada! Legalizzarla significa metterla sotto controllo, sottrarne il mercato alla malavita e mettere delle regole chiare laddove al momento esiste solo la legge della giungla".

La schermaglia tra Vasco Rossi e il sottosegretario Giovanardi era iniziata tempo fa, quando il politico aveva accusato il rocker di favorire il consumo di stupefacenti, creando di fatto una sottocultura dove lo sballo diventava uno stile di vita. "Vasco Rossi continua a dare lezioni divagando su temi sui quali purtroppo può portare soltanto il contributo della sua esperienza personale" aveva detto a proposito Giovanardi.

La risposta del rocker non si era fatta attendere. Sempre su Facebook, com'è ormai abitudine: "Siamo tutti contro la droga! Non si può difendere un vizio! E siamo tutti per la cultura della vita. Si tratta solo di avere idee diverse su come contrastarne e scoraggiarne l'uso. Una cosa è certa. Criminalizzare chi la usa è una cosa assurda. E' come aggiungere un problema ad un altro problema. Un disperato, drogato, che ha già il problema di essere vittima di una feroce dipendenza, si trova ad averne (in aggiunta) un altro: quello della discriminazione e della galera! Il Proibizionismo non ha mai pagato e non ha mai risolto nulla".

E alla fine del suo post, Vasco conclude con una nota tanto sintetica quanto critica nei confronti delle politiche restrittive applicate dalla legge Fini-Giovanardi: "Il drogato non è un pericoloso criminale, ma un malato che soffre di una feroce dipendenza.
Chi sostiene il proibizionismo sostiene, di fatto, gli interessi della Mafia e della malavita".

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