Magazine Martedì 19 giugno 2001

Grotta Byron. Storie di luoghi e libri

Grotta Byron. Luoghi e Libri
di Massimo Bacigalupo
Editore Campanotto, 2001



Il libro - che è già in libreria - verrà presentato venerdì 22 giugno alle ore 18, nella Biblioteca Civica del Comune di Lavagna (Largo Ravenna). All’incontro con l’autore Massimo Bacigalupo, prenderanno parte anche Vincenzo Gueglio e Carlo Vita.

“Questo libro è nato dall’idea di raccogliere alcune mie corrispondenze europee e americane apparse su giornali e riviste”, scrive Massimo Bacigalupo, con estrem,a semplicità, nella Premessa al suo volume Grotta Byron. Luoghi e Libri.

Una raccolta di scritti, dal 1983 al 2000. Argomento: i luoghi letterari, “cose viste e scoperte sul posto”, seguendo le tracce degli scrittori. Diviso in quattro parti, fatte di brevi capitoli intitolati – nella maggior parte dei casi – a grandi nomi della letteratura, che spesso, ma non sempre, affiancano luoghi geografici: “James Joyce a Copenhagen”, “Sligo, una scuola per Yeats“, “Lawrence a Fiascherino”, etc.

L’occasione di viaggio e reportage, per lo scrittore Bacigalupo, può essere un convegno, la pubblicazione di un libro, un incontro con un artista, un intellettuale, uno studioso, oppure ancora una mostra, una giornata di studio o, nel caso più bizzarro, una telefonata strampalata di qualcuno in cerca della versione originale di un verso di Wordsworth, da utilizzare come dedica amorosa.
Invece, per gli intellettuali e gli artisti al centro dei racconti, i luoghi possono essere mete scelte ora come luoghi di vacanza, di lavoro, di studio o semplicemente per motivi d’ispirazione, come fu nel caso di J. M. Synge che scelse le Isole Aran sulla costa Ovest dell’Irlanda su consiglio di W. B. Yeats.
Il libro, nonostante la copertina grigio pallido su un cartoncino troppo morbido, è divertente. Ha un andamento rilassato, ma progressivamente accattivante. Si parte sempre da una situazione contingente, al cui interno, per gradi, il nostro narratore e scrittore si inserisce con garbo. Dall'interno dei luoghi, ci racconta fatti storici, aneddoti e curiosità attraverso la sua personale “macchina da presa”. Un’esperienza di viaggio intellettuale, che non si ferma mai alla contigenza, ma spazia nel grande libro della letteratura con abilità e senza tediare. I riferimenti a opere, libri o congiunture storiche, sono sparsi qua e là con sapiente parsimonia e arrivano al lettore come un segnale stradale lungamente atteso, che risolleva le sorti di un viaggio in aria di svolta sbagliata.
In chiusura, a completamento dell’eclettica mappa di viaggio descritta dai vari "racconti brevi", una ventina di pagine ricche delle più varie illustrazioni, in alcuni casi inedite, che ritraggono ora uno degli intellettuali protagonisti dei paesaggi, ora, viceversa, particolari o campi lunghi di questi ultimi.

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