Concerti Magazine Mercoledì 20 giugno 2001

Giovedì 21, Festa della Musica!

Magazine - Oggi, giovedì 21, in tutta Europa si festeggia la Festa della Musica.
Non è Santa Cecilia, protettrice dei suonatori, troppo austera, ma semplicemente il solstizio d’estate. Il primo giorno della stagione estiva, festa pagana e popolare, di quelle che ti fanno tirare un sospiro di sollievo, “ah, le ferie stanno per arrivare!”.
Gioia, ovvero uno dei sentimenti primari per ascoltare la musica, ogni tipo di musica.

Il merito di aver inventato questa festa è dei francesi, che dal 1982 (per iniziativa di Jack Lang) hanno pian piano fatto diventare questa giornata un vero e proprio meeting di popolo, portando in piazza chiunque suoni uno strumento o ami la musica.
Non per nulla in francese fête de la musique (festa della musica) ha lo stesso suono di faites de la musique, che vuol dire “fate musica”, “suonate!”.

Da noi l’istituzione della "Giornata nazionale della musica" (madonna, che nome burocratico!) è del 1997. A onor del merito la firma sotto il documento era quella dell’allora ministro Veltroni.

A Genova la Festa, alla sua quinta edizione, si svolgerà sotto il Tendone dell’Expò a partire da mercoledì 20 giugno. Suoneranno gli Istralia, vincitori del concorso “Jazz Emergente in Liguria”, e la Bansigu Big Band.
Oggi si prosegue col jazz del Marco Tindiglia Quartet e le musiche klezmer dell’Orchestra Bailam.

A proposito di musica.
Vogliamo parlare del prezzo dei CD?
Vi rendete conto, porca puttana, noi paghiamo su un CD la stessa percentuale di tasse che pagheremmo su una borsa di Louis Vuitton! Iva al 20%, come se fosse un “bene di lusso” e non “cultura”.
Invece i giornali, quando escono con le loro videocassette col corso di tango insegnato da Vissani, pagano solo il 4% perché quella è “cultura”.
Forse una degna punizione per un paese dove la musica è insegnata malissimo nelle scuole.

E qui, dispiace dirlo, ma il primo punto va ad una multinazionale come FNAC, che da domani fino al 24 giugno offrirà uno sconto del 20% su tutti i prodotti audio-video, una sorta di compensazione anti-iva, a favore della (dicono) “democratizzazione della cultura”.
Ma attenzione, la democratizzazione unilaterale operata da FNAC, pur se molto bella e interessante, è interessata.
Loro infatti se lo possono permettere perché sono un colosso. Facendo così però tagliano le gambe a tutti gli altri negozietti di musica che non hanno dietro le spalle nessuna multinazionale e non si possono permettere di regalarci il 20% del prezzo di un CD.
Per cui: andate pure alla FNAC e comprate, magari anche un paio di dischi, ma ricordatevi la prossima volta di andare a comprarli da qualcun altro. Questa sì è vera “democratizzazione della cultura”!

Per saperne di più (per chi sa il francese):

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