Magazine Sabato 4 giugno 2011

«Lui è un burattino nelle mani dei genitori, ma non voglio lasciarlo»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Salve,
sono una donna di 36 anni; da circa tre anni convivo con un ragazzo.
Il problema che ci sta portando alla rottura è che lui lavora per per i suoi genitori. I genitori hanno un po' di soldi da parte ma non si capisce come tutto ciò che serve per il loro sostentamento (affitto della casa, spesa) deve provenire dall'attività del mio fidanzato.

Insieme a lui lavora anche il papà e quindi è giusto che anche lui abbia uno stipendio, ma non è giusto che ciò che va al papà sia molto di più di ciò che rimane a lui.
Fatto sta che alla fine del mese a lui non rimane niente e per la nostra vita insieme pago tutto io (mutuo, spesa, bollette) e intanto i suoi genitori si godono il loro bel gruzzoletto.

Io sono stanca di fare sacrifici per far vivere comodamente i suoceri ma il mio fidanzato (molto probabilmente a breve ex) dice che ha il dovere di aiutare i suoi ma non capisce che i suoi non hanno nessun bisogno di aiuto e lo stanno sempre sfruttando.
Come mi consiglia di comportarmi? Soffro da morire perchè non sopporto più questa situazione ma amo il mio fidanzato con tutta me stessa.



Salve a Lei 36 enne dubbiosa.
Bella domanda.
Senza entrare nel merito credo di poter dire che, in generale, si dovrebbe tenere conto sia della famiglia d'origine che della nostra nuova famiglia. ma in proporzioni diverse! E, se non ci sono particolari emergenze, bisognerebbe dare una maggiore attenzione al proprio nuovo nucleo rispetto a quello d'origine.

Se non altro, per ovvi motivi evolutivi. Mi sembra di capire che, invece, il suo compagno non fa così, subendo ancora ed in maniera preponderante, il fascino dei suoi genitori. E questo non va bene perché, a un certo punto, anche i migliori figli devono smettere di comportarsi da sudditi e incominciare a comportarsi da pari.

E se il suo compagno ha passato la trentina ed è ancora invischiato in queste modalità di rapporto con i propri genitori, allora credo che forse sia un po' indietro rispetto a quella che dovrebbe essere la sua evoluzione come persona.

E la sua definizione di burattino fornisce un'immagine che rende l'idea meglio di qualsiasi discorso (a questo punto ci sarebbe da chiedersi come mai, alcuni genitori, continuano, imperterriti, a preferire di avere dei figli-burattini anzichè dei figli-adulti, ma il discorso sarebbe lungo).
A questo punto resta solo da vedere se, a lei, sta bene avere per compagno uno che si comporta così (a me sembra di no) anche se lei, a un certo punto, quasi a scusarsi, dice che lo ama.

Davvero? Forse sarebbe più corretto dire che lei ama una parte di lui, mentre non ama, proprio per niente, l'altra parte, ovvera quella del bambino non del tutto cresciuto!
Ma resta lo stesso con lui, quindi ci sarà sicuramente un buon motivo.
Spero che non sia solo perché teme di non avere alternative. Come spero che lei non sia convinta che se si ama allora si deve soffrire. Nel caso, credo che siano idee sulle quali la inviterei a riflettere prima di prenderle per buona.

E non sono le uniche. In effetti, spesso, la nostra vita, è condizionata da idee strane (o preconcetti) che invece che aiutarci ci complicano la vita.
Ed è il caso del sua lui che sta con lei, ma crede ancora di dover fare il bravo bambino anzichè il bravo adulto.
E anche su questa distorsione che ci fa sentire in dovere di essere figli piccoli per sempre bisognerebbe riflettere prima di diventare così
vecchi da non avere più genitori a cui ubbidire. Come vede il problema è piuttosto ampio ed articolato.

Lei mi chiedeva che fare? Crescere! Tutti e due!
Anche se, lo ammetto, potrebbe essere meno semplice del previsto.
Saluti, Ventura

* Psicologo e psicoterapeuta. Chi vuole consultare Marco Ventura direttamente può chiamare il numero 010 562769 o recarsi presso il suo Studio di via Macaggi 25/11, Genova.
di Marco Ventura*

Potrebbe interessarti anche: , Una donna ossessionata dal pensiero di essere lesbica chiede aiuto: il consiglio dello psicologo , «Mamma secondo te sono lesbica?»: la domanda di una figlia i dubbi di una madre , «Preferisco stare con le mie amiche anziché con il mio ragazzo: Cosa mi succede?» , Paura di essere omosessuale, lo sfogo di un ragazzo e la risposta dello psicologo , «E se fossi lesbica?»: forse è solo paura e ipocondria

Oggi al cinema

Minions Di Kyle Balda, Pierre Coffin Animazione U.S.A., 2014 La storia di Minions inizia all'alba dei tempi. Partendo da organismi gialli unicellulari, i Minion si evolvono attraverso i secoli, perennemente al servizio del più spregevole dei padroni. Continuamente senza successo nel preservare questi maestri,... Guarda la scheda del film