Magazine Venerdì 3 giugno 2011

«Penso sempre al mio ex: lui mi dice che ritorneremo insieme»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Caro dottore, sono una ragazza di 25 anni credo abbastanza insicura. L'unico punto fermo della mia vita era il mio ex che ho conosciuto a diciassette anni e lasciato a ventitré perché credevo di essermi innamorata di un altro. L'ho lasciato: mi sono messa insieme all'altro ma più vado avanti più mi rendo conto che è completamente diverso da come lo avevo idealizzato (è molto egocentrico, tirchio, nervoso e a volte quasi violento).

Penso sempre e in continuazione al mio ex ed egli stesso mi dice che ritorneremo insieme prima o poi. Io non so che fare: ho la mente vuota, non riesco a realizzarmi professionalmente perché non so mai cosa voglio.
Grazie in anticipo.



Già, brutta bestia l'indecisione, o forse no.
Infatti se è difficile ottenere qualcosa se non si sa cosa si vuole, è anche vero che se non sappiamo cosa scegliere vuol dire che abbiamo già tutto quello che ci serve davvero.
Peccato che non ce ne accorgiamo e il malessere lo sentiamo lo stesso.

E dunque credo che il primo passo per aiutarla nelle sue scelte dovrebbe essere quello di chiarire meglio, dentro di se, cosa già ha e cosa le manca così tanto da doverlo ottenere.
Per aiutarla in questa ricerca le ricordo che vanno tenute in conto due o tre aspetti critici.

Primo: ottenere qualcosa costa fatica così come costa fatica mantenere ciò che si è ottenuto e questo non deve essere confuso con la sensazione che allora abbiamo sbagliato a scegliere.
Secondo: appena abbiamo ottenuto qualcosa bisogna trattenersi dalla voglia di avere anche il suo contrario.
Terzo: bisogna fissare le nostre idee (anche su un pezzo di carta) e poi rivederle tutte assieme dopo qualche giorno. Perché spesso ciò che pensiamo è influenzato dal nostro umore e il nostro umore varia, di giorno in giorno (talvolta anche più volte nello stesso giorno) per mille motivi, a volte anche insignificanti, complicando, inutilmente, il corso dei nostri pensieri.
Facendoci piombare dentro a un vortice che non porta da nessuna parte.

Detto questo, e tenendo presente che non conosco ne' lei ne' la sua storia, mi verrebbe da proporle di fare un piccolo esercizio di prova. Ovvero, tenendo conto di quello che le ho appena scritto, le vorrei chiedere, per favore, di pensare a come organizzare le sue vacanze estive.
Siamo alla fine di aprile e dovrebbe avere tutto il tempo per pensare a dove andare, per fare cosa, a che scopo, e con chi. Dovrebbe pensare a cosa dover portare con sé ed a cosa vorrebbe riportare indietro dalla sua esperienza.

Ripeto, è solo un esercizio, ma se non riusciamo a capire come fare a organizzare una vacanza, che per piccola o grande che sia è pur sempre una cosa facile, non vorrà mica che siamo capaci di scegliere il lavoro da fare nella vita o la persona con cui viverla, eh?
E a proposito di fidanzati le vorrei ricordare che lei ha 25 anni e siamo in Europa, nell'anno 2011!

Sa cosa vuol dire?
Che non c'è più bisogno di avere un compagno ma c'è ancora il piacere di stare assieme. Sempre che stare assieme sia davvero un piacere!
Saluti
Marco Ventura

* Psicologo e psicoterapeuta. Chi vuole consultare Marco Ventura direttamente può chiamare il numero 010 562769 o recarsi presso il suo Studio di via Macaggi 25/11, Genova.
di Marco Ventura*

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