Magazine Martedì 12 giugno 2001

Maupassant, l'Italia nel cuore

Magazine - Guy de Maupassant
Dall'Italia. Lettere 1885 - 1889
philobiblon edizioni
lire 16.000


Tutta l’Italia in un epistolario. Un’Italia da amare come una bella donna, come un’opera d’arte assoluta, come un’amante fedele. Una passione intensa, quella di Guy de Maupassant, che intraprese per ben tre volte il famoso Viaggio in Italia. Una tappa obbligata (Maupassant parla di “febbre periodica”) per gli intellettuali dell’800, una sorta di viaggio iniziatico nella culla dell’arte.

La storia di questo amore è riepilogata nel libro Dall’Italia. Lettere 1885 – 1889 edito da philobiblon edizioni, che raccoglie le lettere (molte delle quali inedite) dello scrittore normanno al tempo dei suoi soggiorni italiani.

All’epoca del suo primo viaggio i rapporti tra Italia e Francia non sono buoni (siamo nel 1881 e c’è in ballo la conquista coloniale della Tunisia), ma lo scrittore sfida lo sciovinismo d’oltralpe e si concede al sole della riviera ligure e della Toscana. Si innamora di Santa Margherita (“è uno dei più bei paesi che io conosca”) e di Firenze. Della città del giglio ammira l’architettura: nel 1889, reduce dall’Esposizione Universale, dichiara di rifugiarsi tra le pietre antiche e sobrie per mondarsi dalle brutture della Tour Eiffel, "un camino da cucina in ferraglia". Dice di amare quelle pietre più di una donna. Sta bluffando, perché è nota la sua debolezza nei confronti della bellezza femminile. Ma di fronte all’arte sembra non avere dubbi. È un turista onnivoro e un critico feroce. Di Roma salva solo le Terme di Caracalla, mentre il Giudizio Universale è degno di una stalla.
Miglior sorte non tocca a Genova. “La zona del porto è un immondezzaio e le strade strette, originali, chiuse come corridoi tra due linee tortuose di case smisuratamente alte, provocano la nausea per i miasmi pestilenziali”. Ma vista dal mare è “una delle cose più belle che si possano vedere”, con le sue case colorate accarezzate dalle onde. A Genova ambienta anche una novella scabrosa, Le sorelle Rondoli, dove racconta, partendo dal pretesto di una delle tante avventure galanti, della sua visita ai musei cittadini “visitiamo i palazzi Spinola, Doria, Durazzo, Palazzo Rosso, Palazzo Bianco”.

Se volete imitare Maupassant e fare un tour dei musei genovesi leggete i nostri articoli Leggi l'articolo , Leggi l'articolo , Leggi l'articolo , Leggi l'articolo e Leggi l'articolo . Se invece volete imitarlo nell'avventura galante che lo ha ispirato nella sua novella genovese, beh, lì temo non possiamo esservi d'aiuto.

di Donald Datti

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