Magazine Mercoledì 20 aprile 2011

«Ci amavamo ma lui si è arruolato e non so spiegarmi il perché»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Salve dottore sono una ragazza di 25 anni e le scrivo per chiedere un consiglio per come vede la mia situazione sentimentale.

Sono stata legata 2 anni con un ragazzo di 24 che per conquistarlo l'ho corteggiato per bene 9 mesi: alla fine è diventato mio. Una storia d'amore bellissima, certo con alti e bassi, ma alla fine stupenda. All'inizio lui, a causa della separazione dei suoi era molto chiuso, ma con tanta pazienza sono riuscita a renderlo un'altra persona.
Oggi avremmo dovuto festeggiare due anni e lui sabato dopo un piccolo litigio, decide di lasciarmi.

Avevamo la cena prenotata al ristorante, il giorno prima abbiamo fatto l'amore per un pomeriggio intero e dopo una mia breve vacanza con amici mi aveva dichiarato quanto gli fossi mancata e quanto davvero mi amava.

Lui in fondo non era una persona romanticona ma con piccoli gesti ti dimostrava tutto il suo bene. Ultimamente decide di lasciare l'università con solo quattro materie da dare e ha voluto fare domandina nell'esercito. All'inizio io ero contraria, dopo, per amore e per vederlo sereno decido di dargli il mio appoggio.

Freddo con tutte le persone che gli stanno attorno, sia con me che con la sua famiglia ha detto che vuole scappare da tutti: arriviamo a sabato e mi dice che tra i suoi problemi ci manco solo io e che era meglio staccare un po'.
In questo momento non vuole nessuno accanto a lui e che non c'è bisogno di piangermi addosso in quanto sono ormai trentenne.

Lui sa che ferendomi io vado per sempre via e infatti vedo proprio questo: tanta ostilità, freddezza e cattiveria come se io non fossi mai stata sua, come una persona qualunque.
Quelle sue parole e quel suo sguardo. Nemmeno vedermi soffrire come un cane ha cambiato il suo animo.

Arriviamo alla nostra festa, che coincide con la festa delle donne: io nn l'ho chiamato in questi giorni ma questa mattina trovo su facebook un messaggio privato con su scritto
auguri!!!. Dopo un po' di incertezza rispondo. Lo faccio con auguri di cosa!? E lui replica dicendomi in quanto io sia donna.

Ormai mi dica lei che senso ha. Oggi penso che necessitava solo di tanto silenzio e rispetto, perché un amore può finire ma bisogna sapere farlo finire. Mi dico che forse è un periodo, che ha bisogno di tempo ma poi mi dico che lo rifarà se mai tornerà. E se fossimo stati sposati che faceva?!
Io decido di rispettare tale scelta ma vorrei sapere cosa ne pensa lei e se è normale che un uomo preferisca chiudersi. Che ci sia un'altra?
Premetto ne sono sicura al 1000 per 1000. Aspetto notizie, grazie.


Buongiorno ragazza di 25 anni (ormai trentenne?).
Ho letto la sua mail ma non sono sicuro di aver capito bene la sua domanda se rispetto noi donne è normale che un uomo preferisce chiudersi.
Mi perdoni ma dire che tra uomini e donne la comunicazione sia complicata, non é certo una novità. E non dovrebbe stupire più di tanto.

Semmai sarebbe più interessante trovare il modo di renderla più soddisfacente, per tutti, ma il discorso è lungo e porta lontano.
Tornando al suo ragazzo può anche essere che la sua chiusura non sia soltanto verso le donne. Non le è venuto da pensare che potrebbe essere, più semplicemente, il suo modo di affrontare quelli che crede essere i propri problemi? E che un problema ci sia lo denota il comportamento che lei descrive e che, sostanzialmente, può derivare due cause: o è successo qualcosa che lo ha turbato notevolmente o si sono accumulate, nel tempo, così tante incomprensioni e insoddisfazioni che alla fine sono tracimate.

E la spia che ci sia stato un cambiamento significativo, non solo nella vostra relazione, potrebbe proprio essere anche la sua decisione di cambiare indirizzo alla sua vita, lasciando tutto e tutti e scegliendo di abbandonare gli studi per tentare la carriera nell'esercito.

Ma per sapere cosa sia successo davvero, bisognerebbe avere la sua (di lui) versione. Parlando invece della sua (di lei) versione vorrei segnalarle alcune frasi della sua mail, che mi hanno colpito molto e sulle quali vorrei riflettere. Lei scrive: «l'ho corteggiato per bene 9 mesi: alla fine è diventato mio» (e mi permetta di farle notare che se fosse stato un uomo a dire cosi di una donna, sarebbe stato definito un bieco maschilista).

E poi: «era molto chiuso, ma con tanta pazienza sono riuscita a renderlo un altra persona».
E giusto per continuare ad essere provocatorio: onore alla sua pazienza, ma siamo sicuri che lui fosse davvero contento di essere diventato quell'altra persona?

E così, adesso, dopo che lo ha fatto diventare un altro lei è stupita di come mai questo nuovo uomo non è come lei lo vorrebbe.
Sembra quasi che lei non riesca a capacitarsi di come mai l'uomo con cui è stata tutto questo tempo possa essere anche una persona con il diritto di voler essere ciò che è, e non ciò che gli altri (famiglia, società, fidanzati) vogliono che sia!

Sa una cosa buffa? Questi erano proprio gli argomenti della rivoluzione femminista degli anni '60-'70!
Forse abbiamo sottovalutato il fatto che, innanzitutto, era una rivoluzione sociale e non riguardava solo il sesso.

Un consiglio? Le persone (sia uomini che donne e gay e lesbiche e trans ecc,ecc) hanno bisogno, innanzitutto, di essere capite e, poi, semmai, aiutate (e non prese e cambiate)!
E forse il suo lui non si apre anche perché non trova qualcuno che lo ascolti davvero.
Saluti, Ventura

* Psicologo e psicoterapeuta. Chi vuole consultare Marco Ventura direttamente può chiamare il numero 010 562769 o recarsi presso il suo Studio di via Macaggi 25/11, Genova.

di Marco Ventura*

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