Magazine Sabato 9 aprile 2011

«La mia ragazza è bisex ma sogno una famiglia tradizionale»

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Magazine - Frequento una ragazza bisex le cui ultime storie serie sono state con donne che l'hanno fatta soffrire terribilmente.
Ci siamo incontrati, una sera per caso, grazie ad un amico comune, abbiamo legato, mi ha incuriosito e l'ho contatta, cominciando una frequentazione telefonica a distanza di due mesi, perché io vivo a Milano.
Fin dall'inizio gli ho espresso la mia opinione che questo doppio interesse impedisse un completo appagamento non potendo stare contemporaneamente con entrambi, ma lei per rassicurarmi ribadiva sempre di essere interessata alle persone piuttosto che ai
generi.
Dentro di me non ci ho mai creduto, consapevole che essendo stata troppo ferita dalle precedenti compagne, cercasse una sorta di approccio maschile (termine usato una volta da lei) senza rischio di alcun coinvolgimento.
Lei mi piace davvero, ho messo a tacere ogni incertezza e guidato dalle sensazioni positive che mi da, mi sono lanciato in un corteggiamento forsennato ricoprendola di attenzioni, anche per esorcizzare le mie paure.
Quando abbiamo deciso di incontrarci lei è venuta a stare da me un weekend, diventati 10 giorni a causa dei suoi problemi di salute. Un periodo al di là di ogni aspettativa, dove al feeling emotivo, si è aggiunta una sintonia sessuale che mi ha stupito.
Tutto ciò sarebbe stato sufficiente per quanto mi riguarda ad iniziare una storia seria ma lei voleva tempo. Ci siamo rivisti tre settimane dopo per passare un weekend in un residence, pensavo che lei si sarebbe finalmente lasciata andare, di fronte alle candele alla cannella, allo spumante, e altre cose. E invece, la domenica mattina dopo aver fatto l'amore, io riparto per Milano con stampato in testa, il suo viso in apparenza sereno e con l'idea che mi avrebbe raggiunto dopo due settimane: al contrario mi dice di essere piena di dubbi e sensazioni negative e che «la nostra frequentazione avrebbe implicato una conclusione ovvia il cui finale non era in grado di portare avanti».
Per questo inspiegabile cambiamento così repentino, ho preteso spiegazioni che alla fine sono arrivate tramite una sua mail di cui riporto alcune parti:
«Vedere la vita con un uomo e per quanto bene ci stia non mi appartiene [...] per quanto sia stato bello fare l'amore con te, per quanto fossi lì con te [...] avverto la mancanza di qualcosa, quella di un corpo non maschile».
Dopo alcuni giorni di assenza l'ho richiamata e mi dice di aver capito di essere stata avventata, gli ero mancato maledettamente, voleva raggiungermi per rimediare e chiarirci. Con me aveva provato sensazione mai provate con altri unitamente alle tante attenzioni ricevute l'avevano spaventata ma che ora è pronta a confidarmi tutte le sue sensazioni che prima mi teneva nascoste.
Non posso fare a meno di lei ma per quanto riportato non vedo un futuro con questa persona.
Cosa devo fare? Come devo comportarmi con lei quando fra pochi giorni la rivedrò?


Buongiorno.
Cosa deve fare? Dipende da cosa vuole ottenere!
E qui nasce il problema. Nonostante la tentazione di focalizzare l'attenzione sugli aspetti sessuali (o bisessuali) che lei enfatizza, credo che il punto critico stia nei diversi tipi di rapporto a cui aspirate o che temete e che, forse, non condividete.
Non so se l'ha notato ma, all'alba del terzo millennio, regna una notevole confusione sul significato che diamo al vivere assieme e la sensazione è che su questo siate su versanti opposti.
Lei sembra desiderare una vita di coppia vecchio stile (e già ci sarebbe da discutere) mentre la sua lei ha paura proprio di quel tipo di vita di coppia.
Magari c'entra anche la bisessualità ma credo che questa sia solo quello che a lei da più fastidio (ma che è anche la parte che più la incuriosisce) ma il dover affrontare l'ambivalenza, non solo sessuale, a pensarci bene, non è poi così infrequente.
La vostra situazione non è poi così tanto diversa da quello che avviene normalmente (?) quando una persona ci interessa per alcune caratteristiche ed allo stesso tempo siamo attratti da un altra per caratteristiche diverse.
Si guardi attorno e scoprirà che accade più frequentemente di quanto non vorremmo! Di fronte a queste opposte attrazioni c'è chi si sente di fare e sostenere una scelta netta e chi, invece, sceglie l'alternanza. E ognuno ha le sue ragioni e le sue sofferenze.
Ma a proposito di confusione lei dice di avere paura ma non si capisce bene di che cosa. E questa paura non potrebbe essere lo specchio di un altro punto oscuro? Ovvero che, neppure lei, abbia davvero capito cosa vuole da questa ragazza o, più in generale, da un rapporto?
Per cui, con una banale metafora, le ricordo che ora è primavera e tra poco ci sarà l'estate! La invito a pensare che, adesso, dovrebbe organizzarsi per arrivare a fare, assieme, delle splendide vacanze estive ma senza pretendere che questo star bene d'estate debba garantire, per forza, che vi scambierete i doni sotto l'albero di Natale.
E una bella estate la si ricorda sempre volentieri a prescindere dall'inverno che seguirà.
Quindi, quello che deve fare è prepararsi a vivere una bella storia con una persona che è fantastica, qui, ora e così com'è!
E poi vedere dove vi portano le correnti del destino. Come sta scritto nei biscotti cinesi della fortuna: le ansie del futuro uccidono la gioia del presente!
E a proposito di ansie, non sarà mica che, sotto sotto, teme di soccombere nel confronto con la concorrenza femminile?
Nel caso bisognerà riparlarne!
Saluti
Ventura

* Psicologo e psicoterapeuta. Chi vuole consultare Marco Ventura direttamente può chiamare il numero 010 562769 o recarsi presso il suo Studio di via Macaggi 25/11, Genova.

di Marco Ventura*

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