Magazine Martedì 22 marzo 2011

'Meditazioni per donne sempre di corsa' di Anna Talò

© Flickr: MarkAllanson

Magazine - La meditazione del sorriso

Anche questa meditazione si può fare in qualsiasi momento, senza impegno alcuno, e senza il più piccolo sforzo di concentrazione.
Basta sorridere, con insistenza.
Un sorriso piccolo, a labbra chiuse, sarà sufficiente, anche perché se cominciate a sorridere entusiaste, da orecchio a orecchio, mentre siete sole per strada, o fingete di parlare al telefonino con Hugh Jackman che finalmente ha deciso di invitarvi a cena (siate convincenti!) o vi prenderanno per matte. A casa, senza testimoni scomodi, potete anche scoprire tutti e trentadue i denti.
Decidere di sorridere, anche se non ce n'è ragione, anche se proprio non ne avete voglia, porta a un miglioramento dell'umore: fate subito l'esperimento.
L'effetto è proporzionale allo stato d'animo attuale, ma è pressoché immediato. Dedicare qualche minuto al giorno alla meditazione del sorriso porterà innumerevoli benefici.
In questo caso, rispetto ai precedenti esercizi, non è la mente che influisce sul corpo, bensì è un'azione fisica a condizionare la mente.
Non è una novità, naturalmente: a chi soffre di depressione viene consigliato di praticare esercizio fisico, una bella corsa, un po' di palestra, perché questo induce la produzione di endorfine, che hanno un'attività analgesica, inibendo la trasmissione della sensazione del dolore al cervello; e stimolando i centri del piacere.
Anche sorridere produce endorfine; e non deve neppure essere un sorrisone: basta un abbozzo.
Sono numerosi gli studi sull'importanza dall'allegria, di una risata di cuore o solo di un bel sorriso anche per la salute fisica: addirittura la risata viene stimolata per permettere a chi è gravemente disabile o allettato di fare esercizio aerobico.
Ma sono risate o sorrisi che vengono indotti raccontando una barzelletta, creando una situazione divertente, portando i clown nelle corsie degli ospedali: si tratta, quindi, di una reazione fisica scatenata da uno stato emotivo, per quanto di breve durata.
Il percorso opposto era già stato osservato addirittura da Charles Darwin che, nel 1872, aveva pubblicato un trattato sul rapporto fra espressioni facciali ed emozioni. Una teoria che è stata abbandonata a lungo, ma che negli ultimi decenni è stata al centro di diversi studi scientifici. Uno particolarmente divertente, condotto in Germania, dimostrava come fosse possibile indurre sentimenti positivi semplicemente tenendo fra i denti una penna perché la posizione della bocca imita un sorriso.
In più potrete influire sull'ambiente circostante, grazie al meccanismo dei neuroni specchio, scoperti una ventina di anni da dall'italiano Giacomo Rizzolatti, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Parma.
Come funzionano? Quando osserviamo un'azione compiuta da un altro, il nostro sistema neuronale la riconosce e si attiva, come se fossimo noi stessi a eseguirla: anche se non abbiamo sonno, è difficile resistere e non fare altrettanto se qualcuno, vicino a noi, sbadiglia.
Lo stesso Rizzolatti raccontava di un esperimento in cui alcuni soggetti prendevano un cioccolatino, e altri - che si limitavano a osservarli - in risposta muovevano, se pure impercettibilmente, i muscoli della mandibola, preparandosi a addentarlo.
Ecco perché a tutti (o quasi) fa piacere avere intorno persone di buonumore, ci riconcilia con la vita, alleggerisce la tensione e il peso dello stress: attraverso l'azione dei neuroni specchio, stimolano in noi la stessa carica positiva.
Quindi, sorridendo, inneschiamo un circolo virtuoso nel nostro ambiente, che sia lavorativo o famigliare: prima di tutto ci sentiremo meglio noi, perché produrremo endorfine senza sforzo, e questa è già una gran cosa.
Poi faremo sentire meglio gli altri che, grazie all'intervento dei loro neuroni specchio, sentiranno volgere al bello il loro stato d'animo.
Stare con persone di buonumore ci renderà la vita più piacevole e meno stressante e così via...

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Gruppo editoriale Mauri Spagnol

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