Magazine Venerdì 18 marzo 2011

«Avevo un ragazzo di 18 anni più giovane, è finita e mi sembra di impazzire»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Per scrivere a Marco Ventura, clicca qui

Chi vuole consultare Marco Ventura direttamente può chiamare il numero 010 562769 presso il suo Studio di via Macaggi 25/11

Magazine - Ho 46 anni, separata con due figlie e un lavoro da precaria.
Sono la classica donna con tutti i problemi familiari e lavorativi dei nostri tempi, ma di tutto questo non mi lamento lo affronto quotidianamente. Mentre non riesco ad affrontare, ma soprattutto a superare una relazione finita.
Sono uscita per quattro anni con un ragazzo più giovane di me di ben 18 anni. Una differenza di età anagraficamente enorme che nella realtà non si vedeva né sentiva.
La decisione di non vederci più è stata presa perché mia figlia non accettava questa relazione e cominciava ad avere dei problemi emotivi.
Tutto questo un anno fa. Io dopo alcuni mesi ho iniziato un'altra relazione con un coetaneo, perché non riuscivo a stare sola, stavo malissimo.
Ho deciso di iniziare con lui perché mi sembrava che caratterialmente assomigliasse tantissimo al mio ex. Ovviamente così non era, ma stavo discretamente bene, fino a quando in primavera dell'anno scorso non mi richiama il mio ex e mi dice di aver sbagliato a troncare la relazione e di voler ricominciare. Non ho voluto ricominciare ma nello stesso tempo non ho più potuto fare a meno di sentirlo ogni 15 giorni e ogni tanto vederlo.
Fino a quando per Natale mi mancava talmente tanto che gli ho scritto una lettera dichiarando quanto lo amavo.
Ma stavolta era lui che non voleva più una relazione con me avendone iniziata un'altra.
Gli ho scritto altre due volte, mentre lui ha dichiarato di aver lasciato la ragazza perché non faceva che pensare a me e chiamarla con il mio nome. Ma non voleva ricominciare.
L'ultima pazzia l'ho fatta due settimane fa: ho comprato una rosa blu, ho scritto una lettera e ho fatto un CD di canzoni, ma quando sono arrivata alla porta ho sentito che aveva una in casa, ho posato tutto davanti all'ingresso e me ne sono andata.
Dopo gli ho mandato un messaggio arrabbiata e pretendevo le mie foto indietro, che mi ha fatto trovare nella cassetta. Tranne una insieme. Poi mi ha mandato un messaggio dicendo di non rompere più. La mia risposta è stata tranquillo per me sei morto, ma purtroppo non è così.
Non faccio che pensare a lui sempre più spesso e paradossalmente più passano i giorni e più sto male. Riesco a stare bene solo quando sono con il
fidanzato.
Mi sembra di impazzire! Non sono abituata a tutte queste cose, sono sempre stata una persona decisa e sicura e adesso mi ritrovo a non saper dire basta voltando pagina definitivamente.
Non so più se amo e soprattutto chi amo.

Buongiorno cara 46 enne che teme di impazzire.
Lei si definisce una classica donna con tutti i problemi familiari e lavorativi dei nostri tempi, quindi non corro il rischio di stupirla, nel dirle che lei sta vivendo la classica situazione nevrotica delle donne dei nostri (?) tempi.
Ho messo quel punto interrogativo dopo la parola nostri perché va ricordato come S. Freud, padre di gran parte della psicologia moderna, ha incominciato a elaborare la sua teoria psicologica partendo proprio dagli studi sull'isteria femminile di fine Ottocento.
E sa quale sarebbe il classico problema delle donne?
Sentire il bisogno di avere qualcuno al fianco e contemporaneamente, volere che questo qualcuno sia la persona giusta per età, condizione, tempistica, condivisione di interessi, intesa sessuale, affinità emotiva, capacità di essere protettivo ma che la lasci libera di essere se stessa, forte e sicuro ma anche gentile e sensibile e di cui essere anche follemente innamorata.
E mi scusi se, detta cosi, può sembrare una presa in giro.
Invece credo proprio che una grande parte del suo malessere derivi da questo intrecciarsi di bisogni che troppo spesso sono antitetici e dunque portano, inevitabilmente, a una perenne insoddisfazione.
E in questo senso il destino beffardo fa sì che non siano gli altri a essere il problema, ma proprio noi stessi. Perché, senza accorgersene, nell'agire cosi disordinatamente ci si prende in giro da soli. E ci si rimane male.
Già, ma come uscirne?
Mi permetto di farle notare che la sua mail termina con Non so più se amo e soprattutto chi amo ma poco prima diceva Riesco a stare bene solo quando sono con un fidanzato. E all'inizio quando aveva un fidanzato col quale sembrava stare bene è stata proprio lei a lasciarlo perché: mia figlia non accettava questa relazione e cominciava ad avere dei problemi emotivi (aspetto che andrebbe approfondito).
Poi si è messa con un altro fidanzato ma, per non si sa quali motivi, non andava abbastanza bene e lo ha lasciato dopo un lungo tentennamento, con il risultato di rimanere da sola, che è la cosa che detesta. E che non c'entra nulla con l'amore.
Non sono le uniche contraddizioni della sua storia. Ma neanche delle storie di tanti altri. Deve averlo notato anche lei visto che si chiede ma perché?
A questo proposito volevo farle notare come ognuna delle sue azioni, se prese una ad una, sembrino tutte cose assolutamente sensate. Peccato che messe assieme risultino completamente slegate tra di loro. Non è pazzia, è solo che se lei compra una bellissima giacca da sci e poi delle fantastiche decolleté tacco 13 e poi un bellissimo paio di jeans attillati e poi li mette tutti assieme per andare a fare una bellissima settimana alle Maldive, potrebbe scoprire che tutte queste cose assieme non stanno per niente bene anche se, una ad una, sono ineccepibili.
Ma, come le dicevo, è un classico problema che risolve il conflitto tra il principio del piacere (agire ciò che si sente sul momento) e il principio di realtà (seguire un progetto a lungo termine anche se non sempre ci piace fare quello che dobbiamo fare).
Quindi credo che a questo punto dovrà prendersi una pausa per fermarsi, ritrovare un po' di calma e pianificare meglio il suo futuro affettivo-relazionale che è fatto sia da aspetti entusiasmanti che di condizioni da sopportare (sia pure col sorriso)

E dopo, se proprio dovessi dire da dove cominciare, io le consiglierei di riflettere sul bisogno di avere un fidanzato. Che, forse, più che un bisogno da fine Ottocento, nel terzo millennio dovrebbe essere un piacere.
Saluti
MV

di Marco Ventura

Potrebbe interessarti anche: , Paura di sposarsi: i dubbi di una ragazza, la risposta dello psicologo , «Ho chiamato il mio compagno con il nome del mio ex: Cosa c'è che non va?» , Una donna ossessionata dal pensiero di essere lesbica chiede aiuto: il consiglio dello psicologo , «Mamma secondo te sono lesbica?»: la domanda di una figlia i dubbi di una madre , «Preferisco stare con le mie amiche anziché con il mio ragazzo: Cosa mi succede?»

Oggi al cinema

Tutti lo sanno Di Asghar Farhadi Drammatico, Thriller Spagna, Francia, 2018 ... Guarda la scheda del film