Concerti Magazine Lunedì 20 novembre 2000

Napster e gli mp3

Gli mp3, questi sconosciuti. Magari storcerete il naso a vedere un articolo che spiega cosa sono perché per voi, navigati surfisti, lo sapete benissimo. Anzi, non vedete l’ora che inventino qualcosa di nuovo e più veloce. Ma c’è ancora qualcuno che non li conosce e magari vorrebbe saperne di più. Tipo mio papà. Se si connette lui scommetto che non sa cosa sia un mp3. Eppure mio padre ama la musica. E’ un esperto di opera lirica. Vediamo di spiegarlo a lui. Allora. L’mp3 è un “formato di compressione”. Tutto ha avuto inizio quando hanno inventato il cd.
Prima c’era il disco di vinile. Il sistema del disco in vinile era grossolanamente questo: i solchi trasmettono vibrazioni alla puntina del giradischi, la puntina vibra e il suono si forma. Questo è un sistema di riproduzione meccanico. Se c’è un granello di polvere nel solco, la puntina lo percepisce e il suono cambia.
il cd è un mezzo di riproduzione sonora digitale. Non c’è nulla di meccanico: un laser legge il cd. Sul cd c’è scritta una valanga dati: numeri che servono al computer a ricostruire l’onda sonora. Niente polvere nei solchi, la canzone è diventata un file. Esattamente come un file di Word, o una immagine digitale, una pagina web.
Su di un cd di 10 canzoni, ad esempio, ci sono dieci files di più o meno 20 mega ciascuno.Questo perché tre, quattro minuti di suono digitale, richiedono una enorme quantità di dati. Ora, supponiamo che voi vogliate mandare una canzone ad un vostro amico via e-mail. Fate una e-mail, e ci allegate la canzone presa dal cd. Il vostro amico, per scaricarla ci metterà molto tempo. Troppo tempo. Ore.
Il numero dei dati necessari ad ottenere una canzone “qualità cd” è molto alto.
Poi un giorno invntano l’mp3. Una canzone in formato mp3 richiede un sesto dei dati. Se hai una connessione mediamente veloce, puoi scaricare quei dati in quindici, venti minuti.Ciò che fa, in pratica un “codificatore mp3” è prendere i tuoi files dal cd musicale e comprimerli, rimpicciolirli senza compromettere la qualità. Le canzoni diventano così molto più leggere, possono essere spedite.
La rete si popola di siti da cui è possibile scaricare gli mp3. Molti vengono chiusi perché violano il diritto d’autore. Chiunque tenga nel proprio sito una grande quantità di mp3, viene prima o poi scoperto e bloccato, e comunque rischia denunce.
Questo perché, come si intuisce, non si può legelmente mettere a disposizione degli altri un archivio di mp3.
Poi un ragazzo, Shawn Fanning, ha l’idea geniale e inventa un sistema per scambiarsi mp3 come figurine. Si va su www.napster.com e si scarica il programmino gratuito (ancora per poco) che ti mette in condizione di contattare altri utenti o di cercare una canzone. Ecco, digiti il titolo della canzone che vuoi e il programma la va a cercare dentro i computers di tutti gli utenti collegati con Napster. Per questo Napster è potuto sopravvivere agli attachi delle multinazionali discografiche: perché non detiene canzoni, solo mette le persone in condizione di “incontrarsi” in internet e di scambiarsi privatamente uno o più files mp3. Sono quindi gli utenti ad avere il problema di violare o meno le leggi sul diritto d’autore. Il sistema formalmente è innocente: per quel che ne sanno quelli di Napster io potrei scambiare composizioni mie, originali, o di dominio pubblico.
Non è difficile immaginare il successo di Napster. Tutti, specie in America, dove le connessioni telefoniche viaggiano molto più veloci e spesso sono gratuite, cominciano a scambiare mp3. Ti connetti alla rete e nel frattempo, mentre fai dell’altro, ti scarichi l’ultimo disco che ti interessa. La qualità è ottima. Certo, sentire un mp3 non è come ascoltare uno splendido impianto stereo, ma ci siamo quasi. E poi è completamente gratis.
Provate ad immaginare la perdita finanziaria per l’industria discografica.
Ma la grandezza di Napster è un’altra. Oltre a far perdere miliardi alle majors della musica, ha completamente aggirato la rete, ha scosso le fondamenta di internet.
Il web, infatti, pur se così apparentemente libero, è in parte dominato da colossi quali Yahoo, Altavista, i grandi siti che divengono poli di attrazione, come metropoli tentacolari piene di servizi al centro di un territorio ancora indisciplinato. Ebbene, Napster ha creato un enorme bacino di utenza invisibile. E’ stata questa la rivoluzione del liceale americano, aver reso possibile lo scambio di dati da privato a privato su larga scala, senza passare per intermediari che finiranno per includerti in una mailing list, o cercheranno di venderti qualcosa, sfruttare la tua utenza come fonte di ricchiezza. Per questo Napster va ricordato come il più sonoro scacco al sistema.

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