Magazine Venerdì 25 febbraio 2011

«Sono disoccupato e vorrei andare all'estero, ma la fidanzata?»

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Magazine - Salve,
ho 36 anni, mi chiamo Luk, ora sono disoccupato, son due anni che non riesco più a combinare niente, a volte mi capita che mi sveglio di mattina presto con le palpitazioni, vorrei fare tante cose ma non riesco a concludere niente: un giorno pianifico un progetto, ma il giorno dopo si dissolve, come un bicchiere d'acqua nel deserto.
Penso di continuo ad andarmene, andare lontano dove non mi conosce nessuno, magari penso di trovare forse una vita migliore.
Cerco di evitare tutti: amici, parenti, proprio per non farmi domandare se va tutto bene.
Ormai ho perso la mia stima e la fiducia, ma la cosa più strana è che sto distruggendo anche il rapporto con la mia ragazza per pensare logicamente di partire. Cosa mi consigliate?

Buongiorno Luk,
In effetti questi sono momenti difficili per quanto riguarda il mondo del lavoro. E quindi capisco che essere nella situazione di disoccupato sia oggettivamente spiacevole e renda tutto più difficile. E capisco anche la sua voglia di scappare via da tutto questo.
Ma per andare verso cosa?
Ecco, su questo ci sarebbero alcune cose su cui riflettere. La prima è che è troppo banale essere contenti quando va tutto bene e tristi quando le cose vanno male. In realtà siamo molto più avanti delle lucertole che si animano con il caldo del sole e si bloccano al freddo dell'inverno.

Così, se è comprensibile che nei momenti di crisi ci si ritrovi in una condizione depressiva che a sua volta rende tutto più difficile, è altrettanto ovvio che qualunque cambiamento ci sia da fare, prima, bisogna cercare di ritrovare, dentro di sé, e nonostante tutto, uno stato emotivo più calmo. Stato che, evidentemente, lei fa fatica a raggiungere e che invece, dal mio punto di vista, è l'aspetto più importante.
Tra l'altro con questo si spiegano le sue"palpitazioni, che sono dovute proprio alla paura di non farcela che la attanaglia. E temo che non solo non la turbi al risveglio, ma anche le inquini i pensieri e le emozioni del giorno.

Dunque, per affrontare il futuro dovrà almeno incominciare a dirsi che, nonostante le attuali condizioni sfavorevoli, alla fine ce la farà, anche se ora come ora non ci crede davvero.
Ma attenzione: ce la posso fare è soltanto l'antidoto al non ce la posso fare. Altrimenti succede quello che lei racconta: grandi sogni e grandi slanci che si infrangono, subito, proprio di fronte alla loro grandezza.
Questo perché, in pratica, il ce la posso fare va accompagnato, realisticamente, al cosa voglio fare e, soprattutto, al come cercherò di farlo.
Questo significa che qualsiasi cosa vogliamo fare la dobbiamo pianificare, studiare, conoscere e scomporre nelle sue parti per poi affrontarla a piccoli passi. A questo punto il ce la posso fare è l'aiuto a superare la notevole fatica di tutto questo lavoro.

A questo proposito mi ha colpito quando lei dice che: evita tutti anche se non mi è del tutto chiaro il vero motivo. Non parla delle sue qualifiche ma, a senso sarebbe più utile cercare di fare progetti sulla base di quello che, in qualche misura, gia sappiamo e conosciamo, utilizzando e sviluppando i contatti che gia sono a nostra disposizione.
E allora forse è meglio riallacciare i rapporti, parlare con gli amici e far sapere che abbiamo bisogno di un aiuto o di informazioni o di idee.
E con questo si arriva a parlare del cosa. Lei sogna di andare all' estero. Bene: può essere una bella idea. Ma dove? E, appunto, a fare cosa? Andare all'estero funziona solo se ci sono sia la fiducia in se stessi, sia un progetto concreto e basato sulle proprie capacità. Altrimenti cosa cambia?

Come dicevo, capisco che da una brutta situazione venga voglia di scappare, ma forse è il caso di valutare se questa sua sensazione non assomigli più a una fuga alla cieca che non a una vera soluzione. E scappare da una brutta situazione per ritrovarsi in un'altra situazione simile, non credo proprio che possa risolverle qualcosa.
Lo so che adesso farò la parte del pedante, ma se non si ha fiducia in se stessi e se non si affrontano i problemi con metodo un posto vale l'altro perché da nessuna parte ci regalano le soluzioni.

Infine una parola sulla sua relazione sentimentale. Se vuol stare con la sua ragazza ci stia e ci stia bene e se non ci sta bene la lasci.
Ma torturarvi con l'inutile scusa del devo (?) andare via non lo merita nessuno dei due.

A meno che non ci sia qualcos'altro che non so, queste sono le cose che mi sono venute in mente leggendo la sua storia.
E sono tutte positive.
Ma se ha altre cose da aggiungere, la leggerò volentieri.
Saluti,
Ventura

di Marco Ventura

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