Concerti Magazine Sabato 19 febbraio 2011

Sanremo: il jazz di Raphael Gualazzi vince al Festival tra i giovani

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Venerdì 18 febbraio 2011 Raphael Gualazzi si è aggiudicato il primo premio nella categoria giovani del Festival di Sanremo numero 61.
Pianista jazz già conosciuto e apprezzato all'estero, era accompagnato sul palco dal trombettista Fabrizio Bosso.

Magazine - «In casa non ho la televisione, mi informo solo su internet, mi mette in contatto con il mondo», ci piace Raphael Gualazzi, vincitore nella categoria Giovani. Schivo timido, quasi dimesso. Raffinato, colto, da pubblico di nicchia. Ogni tanto la qualità vince: Raphael è senz'altro talentuoso. Ha trent'anni, e una rispettabile carriera alle spalle: «Il mio sogno più grande è riuscire a fare quello per cui ho sempre lottato: esprimermi con la musica. E poterci campare».

È approdato a Sanremo, grazie alla Sugar dell'intramontabile Caterina Caselli. Follia d'amore s'intitola il suo brano, scritto prodotto e arrangiato da Raphael stesso. Si porta a casa anche il premio della critica Mia Martini e quello della sala stampa Radio Tv.

«Sono profondamente onorato di essere arrivato su questo palcoscenico prestigioso, onorato di lavorare per un'azienda come la Sugar: ho fatto un'audizione per pianoforte e voce, e dopo due settimane Caterina mi ha chiamato per un contratto».
Tira fuori poche risicate parole, davanti alla platea di giornalisti accreditati al Roof dell'Ariston: «Raphael è sempre modesto e sintetico - interviene Caselli in soccorso - ma efficace nelle risposte. La mia soddisfazione per il risultato di ieri sera è incontenibile. Questo risultato è un segno di rispetto per la musica. Raphael soffre, se non suona il pianoforte quattro ore al giorno. È bello che Sanremo abbia messo in luce un artista come lui. Il suo talento ha origini da un mondo poco italiano, ma l'italianità viene fuori dai suoi testi».

«Ho provato una forte emozione, quando l'ho sentito suonare al pianoforte per la prima volta Duke Ellington, durante il provino - continua Caselli - Ho capito che eravamo di fronte ad un artista completo. Gliel'ho detto. Lui mi ha corretto: sono un artigiano. Gli abbiamo dato a disposizione tutti i mezzi possibili, perché potesse esprimere la sua creatività, come abbiamo fatto con Elisa e i Negramaro. Raphael è il tipico talento. Non si può rimanere indifferenti, un uomo con una grande sensibilità e questo arriva a tutti noi attraverso la sua musica».

Perché tra i giovani e non tra i big? «Le regole di Sanremo non le facciamo noi - spiega Caterina - Raphael non era popolare per questo non è finito tra i big».
«Con i miei colleghi più giovani si è creato un bel rapporto umano - spiega lui - Credo abbiano affrontato il festival con il giusto spirito, la musica unisce».

Caterina Caselli è come il wwf, fa ricerca, anche se nella sua scuderia entra anche chi si è fatto conoscere attraverso i talent-show: «Non bisogna dare la colpa alle case discografiche. Investire su un nuovo talento è difficile e costoso: occorre affiancarlo a professionisti di grande qualità. Aldilà dei talent show, ci rimane poco spazio per presentare nuovi progetti al pubblico. Chi fa televisione mira all'audience, lo capisco. Noi investiamo, con la speranza di rientrare. La qualità costa, ma poi premia. Come la verità, ha tempi lunghi».

Raphael scende dal palco della sala stampa, subito si dilegua verso l'uscita. Lo blocca una telecamera di Canale 5 prima che prenda l'ascensore. Si schernisce, si vede che non ha voglia di parlare, le chiacchiere non sono la sua cifra. La giornalista gli chiede se è fidanzato. Guarda la telecamera di traverso. Curvo e impacciato, risponde: «Preferisco parlare solo della mia musica». Raphael, per il momento, non ha bisogno di rispondere a domande come queste. È già una grande vittoria conquistare il grande pubblico con la qualità. Per il gossip c'è tempo.

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