Concerti Magazine Venerdì 18 febbraio 2011

Festival di Sanremo 2011: che fine hanno fatto i giovani?

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Magazine - Si chiamano Micaela, Eraldo e Giuseppe, Gabriella, Stefano e Marco e sono alcuni fra i giovani del Festival di Sanremo. Oggi puntiamo i riflettori su di loro, perché la kermesse quest’anno pare averli abbassati, tra la gara sul web che ha eliminato la curiosità per l’inedito, i grandi nomi della canzone italiana, che finalmente hanno fatto ritorno sul palco dell’Ariston, e la scaletta delle serate, che penalizza gli emergenti, com’è nella tradizione, forse da riconsiderare, del Festival.

Micaela, 17 anni, è la mascotte dell’edizione numero 61 e presenta il brano Fuoco e cenere, che porta lo stesso titolo dell'EP in uscita ad aprile. Viene dallo Zecchino d'oro e dall'edizione 2009 di Ti lascio una canzone, ma ha avuto il coraggio di staccarsi dal gruppo della Clerici, per intraprendere un proprio percorso artistico: un mix di musica leggera tradizionale con gospel & spiritual. Il suo mito è Mia Martini, della quale ama riproporre E non finisce mica il cielo, perché afferma grintosa: «La fine di un amore non è la fine di tutto». Del cast canoro dei giovani 2011, le piace il fatto che tutti insieme rappresentano i diversi generi musicali, dall'R&B al jazz, dal reggae al melodico e al pop rock. Micaela ha già ottenuto una prima vittoria a Sanremo: sabato ritirerà il prestigioso Premio Afi presso l'Hotel Royal.

Eraldo e Giuseppe sono i BTwins, un gioco di parole in inglese, che significa essere gemelli (be twins). E chi meglio di loro? Due gemelli di 19 anni, autori, compositori e arrangiatori dei loro brani. Forti della formazione al CET, Centro Europeo Toscolano, la scuola di musica fondata e diretta da Mogol, e del loro pezzo Mi rubi l'amore (testo di Saverio Grandi e musica di Cesare Chiodo, gli autori di Vasco e della Pausini), con la spavalderia tipica dell’età non si pongono limiti, nonostante l’eliminazione di ieri sera: «Ci ispiriamo ai Beatles e a Battisti, perché ci piacciono e perché puntiamo in alto».
Con i BTwins vogliamo ricordare quanto il Festival continui a rappresentare, nell’era dei talent show, una vetrina importante per gli emergenti, perché spesso la canzone di Sanremo fa da apripista ad un progetto più ampio, con tante ore di lavoro alle spalle e la collaborazione di grandi musicisti. Mi rubi l’amore è legata all'album in uscita questo mese, dal titolo BTwins, che contiene, fra l'altro, You shine, scritto per loro da Mogol e tradotto in inglese.

«La musica prende il sopravvento su tutte le altre cose che mi piacciono». Così parla di sé Gabriella Ferrone, selezionata dall'edizione 2010 di Area Sanremo. Il brano R&B Un pezzo d'estate le ha permesso di dimostrare al meglio le sue doti di interprete. «Il testo non parla necessariamente d'amore. È la voglia di rivalsa alla fine di un rapporto, anche d'amicizia, con una persona, che ti ha deluso». Purtroppo l'eliminazione è avvenuta al primo turno. «È stata comunque una grande emozione. Sono veramente soddisfatta e felice». Le sue fonti d’ispirazione? «Sofia Loren, perché se ce l'ha fatta lei, senza l'aiuto di nessuno, ce la posso fare anch'io. E mi piace molto la carriera della Tatangelo».

Stefano Bannò sceglie il nome d'arte di Anansi in riferimento ad una creatura della mitologia afro-caraibica, un ragno che può assumere qualsiasi sembianza e che vince sugli avversari grazie all'astuzia, anziché alla violenza. Il suo brano Il sole dentro, dalle sonorità reggae e decisamente radiofonico, è fra i preferiti di Belen Rodriguez, come lei stessa ha dichiarato.
«Le prime esperienze, che ho avuto da artista di strada in Irlanda – ricorda Anansi -, sono state il primo test, molto formativo, per capire se la mia musica funzionava, perché dovevo far fermare la gente. Sono state come delle lezioni all'università della vita. Un altro botto è stato, nel 2009, salire sul palco del Primo Maggio a Roma con Roy Paci e la sua band, gli Aretuska».

Un Cenerentolo, infine, Marco Menichini, di Sezze, in provincia di Latina. Classe 1990, arriva a Sanremo Giovani 2011 da indipendente, grazie ad un video inviato dal papà. La sua favola ieri sera ha subito una battuta d’arresto, con l’eliminazione del brano Tra tegole e cielo. Ma il ragazzo non dimentica l’esperienza, fatta di persone giuste, umanamente e musicalmente. «Gianni Morandi, per esempio: da uomo e da artista mi ha trasmesso un grande senso di onestà».

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