Concerti Magazine Venerdì 18 febbraio 2011

Festival di Sanremo 2011: ripescati Tatangelo e Al Bano

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Magazine - Cortesissimi lettori, dal Salone delle feste del teatro Ariston di Sanremo ecco un sommario resoconto della serata musicale di ieri sera, 17 febbraio, organizzata in occasione del sesquicentenario dell'Unità d'Italia.

Mille lire al mese: Ci voleva Patty Pravo per restituire a questo vigoroso fox trot del Maestro Carlo Innocenzi tutto il suo brio, la sua folgorante attualità. Qui nel palco reale la si è ascoltata sorseggiando punch.

Il mio canto libero: Nathalie è sul palco da martedì sera, ma ne sembra come scollata, staccata (definizione dell'ottimo Francesco Spaggiari). Non di meno, una versione partecipe e rispettosa.

'O Surdato 'Nnammurato:
l'anziano cantante napoletano di Carate Brianza trasforma una beguine gloriosissima in una specie di tarantella. Tutti cantano ovunque, noialtri ci s'è accesi un toscano e s'è assistito con un po' di sgomento. Buona la pronunzia dialettale.

Il Cielo In Una Stanza: sono anni che, in concerto, Gino Paoli fa cantare questa canzone dal pubblico presente, tuttoduntrattoilcoro. Versione inutilissima, con melismi improbabili e la solita fonazione malaticcia.

La Notte dell'addio: bella canzone di Testa-Diverio-Remigi-Amadesi, portata a modesto successo da Remo Germani e soprattutto Iva Zanicchi nel 1966. Qui splende di luce nuova, per la voce del Madonìa e la garbata direzione d'orchestra del Maestro Battiato. Da applausi, qui s'è stappato un Fernet Branca in suo onore.

Mamma Mia Dammi Cento Lire: solo Max Pezzali poteva scempiare un classico in questa maniera. Ci ha provato, ci è riuscito: complimenti, vero. Se lui era Wess, Arisa al suo fianco era una Dori Ghezzi sovrappeso e meno intonata.

Parlami D'amore Mariù:
il vècchio Joe Giovanardi se la cava dignitosissimamente con il classico valzerino di Neri e Bixio. Il ragazzo cresce bene, dài.

'O Sole Mio: infatti puttroppo, no? Anna Oxa ha oscurato il sole.

La Ballata di Sacco e Vanzetti: cioè, Emma Marrone che canta un pezzo di Morricone e Vanzetti è come dire che lo scriba gioca in doppio con Rafa Nadàl. Andé a laurà, sü sü.

L'italiano: quando Toto Cutugno entra e attacca la seconda strofa, fioeui, quelli son brividi. Gran momento di teatro e musica, migliori in campo.

Va' Pensiero: il trio con la moglie di Alberto Sordi e un talquale preso da un film con Carmelo Zappulla.

Mamma: c'è un limite al kitsch e al camp. Anna Tatangelo lo supera di continuo. Da spedirla a casa con un intercity che ci mette 2 giorni per arrivare a Partenope, veramente.

Addio Mia Bella Addio: Luca Barbarossa canta qualsiasi cosa come fosse Roma spogliata, la ragazza boh, non s'è ancora ben capito che c'entri.

Viva l'Italia: questa è la canzone più vècchia del gruppo. Ambigua quando uscì, circa mille anni fa, oggi francamente incomprensibile. Van De Sfroos non aggiunge né toglie una virgola.

A fine serata ripescati Anna Tatangelo e Al Bano, che si è aggiudicato anche il premio per la migliore interpretazione del brano dei 150 anni.

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