Concerti Magazine Mercoledì 16 febbraio 2011

Festival di Sanremo 2011: con Morgan, per l'Unità d'Italia

Magazine - Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, è al quarto posto tra i cantanti di Sanremo più downlodati da Itunes. Il suo brano è uno dei più richiesti dalle radio, nonostante le stroncature di alcuni giornalisti e critici per la prova di martedì sera.

Criniera bionda sciolta, occhiali scuri d'ordinanza, Patty Pravo sembra in gran forma. Strascica un po' le parole, tutto normale quindi: «Ieri mi sembra sia andato tutto bene, anche se non si sentiva la voce. Forse, ho solo cantato un po' bassa una nota».
«Ci sono stati dei problemi tecnici, che non dipendevano da noi», spiega Diego Calvetti, autore del Vento e le rose. È lapidario: «Credo che di fronte a una signora della musica ci voglia rispetto».

«Come una cogliona sono andata avanti - ribatte Patty - avrei dovuto fermarmi e dire in diretta che le cose non stavano funzionando». Una canzone con un certo contenuto erotico, ma nessuno ha battuto ciglio, sono cambiati i tempi da quando Ornella Vanoni, 41 anni fa, creò scandalo con strofe, del tipo mentre dormi accanto a me.

«Non è un brano volgare - spiega Calvetti - racconta una scena d'amore, una domenica mattina, un uomo e una donna nel letto. Stai benissimo su di me: se lo canta Patty, una signora della musica, assume una connotazione quasi al limite. Mi fa sorridere il fatto che si parli di sesso in ambienti dove non se ne dovrebbe parlare proprio per niente. Al Festival mi pare più che lecito».

Una canzone che racconta di una coppia, chiusa nel suo nido e che ha voglia di lasciare tutto il mondo fuori dalla porta. «Un brano che ho scritto non appena ho cominciato a lavorare con Patty», continua l'autore. Un'esperienza forte essere al suo fianco: «Quando ero piccolo, per me era un'icona».

«All'inizio avevamo scelto un pezzo più rock, La vita è qui - spiega Calvetti - ma per Sanremo non è l'ideale». «Il vento e le rose invece è un canzonetta - continua Patty - la chiamo così perché non è un termine negativo. Non sento cantare più la gente per strada. Ecco, vorrei che questa canzoncina fosse cantata da tutti».

Il nuovo disco si intitola La terra dei pinguini: «È un posto meraviglioso, dove si torna bambini e si può pensare con la propria testa - spiega Patty - alla televisione vedi persone che si squarciano tra di loro o bambini assassini. Quando leggo i giornali, salto subito alla ventesima pagina. Non se ne può più. Invece la Terra dei Pinguini è un posto dove possiamo vivere liberi e non condizionati».

«Mi sono trovata molto bene a Sanremo rispetto ad altri anni: è tutto più organizzato, c'è più rispetto per gli artisti. Poi sono stata fortunata, prima di me c'era Battiato, che ha ripulito la scena», cosa voglia dire con questo commento, lo lasciamo intendere al lettore.

Una veterana del Festival come lei, non si annoia a calcare il palco dell'Ariston? «Ne avrei fatto volentieri a meno, però è sempre piacevole. Comunque, piuttosto che fare venti passaggi brevi è meglio venire qui, di fronte a una grande platea».

Domani sera, giovedì 17 febbraio, nella serata dedicata all'Unità d'Italia, canterà Mille lire al mese: «Non è che io sia una grande sostenitrice dell'Italia unita», commenta. Per la serata indosserà un abito minimale, in sintonia con la canzone: «Un vestito da morta di fame», così lo descrive.

Venerdì sera, invece, "Il vento e le rose" insieme a Morgan: «Perché l'hanno escluso l'anno scorso e quest'anno lo fanno partecipare?» - si chiede Patty - «Morgan è stato sincero, viveva un momento difficile e aveva bisogno di farlo sapere a tutti. Devo dire che alle prove è sempre stato puntuale. Speriamo sia così anche venerdì sera».

Si alza Patty, la attendono al varco i fotografi. Ora pare stanca, ha dormito appena tre ore. Si mette a canticchiare: «Nella vecchia fattoria ia ia o». Chissà con chi ce l'ha, con il carrozzone del Festival o con tutto il Paese?


L. Gu.

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