Concerti Magazine Martedì 5 giugno 2001

Manu Chao: Proxima Estacion Genova

Magazine - Quando nella seconda metà degli anni novanta, Manu Chao parlava della sua battaglia contro la dittatura del rock anglosassone, in pochi erano disposti a dargli credito. Invece, con il suo nuovo attesissimo album Proxima Estacion Esperanza, uscito il 1° Giugno e subito esaurito nei negozi genovesi, sembra proprio che la battaglia di Manu Chao stia continuando. Anche questa seconda opera solista richiama infatti suoni di tradizioni lontane, dai ritmi latinoamericani all'ondeggiamento del reggae giamaicano, riversati e shakerati lungo la direttrice Parigi-Paesi Baschi-Nord Africa-America Latina.
Preceduto e lanciato sul mercato dal singolo Me Gustas Tu, Proxima Estacion sembra, ad un primo ascolto, un vero e proprio sequel di Clandestino, un seguito dell’album precedente dal quale riprende anche molte melodie looppate, ripetute in nuove reinterpretazioni. E’ il caso di Mr Bobby e Homens, vere e proprie incursioni vocali sulla base del vecchio singolo Bongo bong, la prima dedicata a Bob Marley, la seconda reinventata in portoghese da una voce femminile.
In realtà Esperanza è diverso da Clandestino. Ne rappresenta il seguito naturale certo, ma è anche e soprattutto un lavoro più maturo, più completo. È un viaggio attraverso i confini del pianeta, compiuto da clandestini, suonando e cantando in strada tra la gente e spostandosi con mezzi di fortuna.
Una sorta di diario di bordo in giro per il sud del mondo fatto di melodie, rumori, cori di bambini, inserti di speaker radiofonici, reiterati ritornelli, slogan e persino estratti di cartoni animati. Attraverso i 17 brani di Esperanza, Manu Chao ed i suoi ospiti si esprimono in spagnolo, inglese, francese, portoghese, arabo, adottando addirittura in un paio di episodi il portuñol, l'idioma iberico inventato dai popoli di frontiera.
Il risultato è una musica universale, o meglio globale, dove però la lingua dominante non è l’inglese, ma una sorta di Esperanto dei popoli migranti, senza dimenticare, e qui sta un po' la novità rispetto a Clandestino, un piccolo, graditissimo recupero del passato dei Mano Negra e della contagiosa Patchanka, con Promiscuity e Trapped by love.

Che altro dire. Da quando l’ho acquistato non riesco a smettere di ascoltarlo.
Fatelo anche voi, e vi verrà voglia di viaggiare e di conoscere, di partire e seguire le orme del Clandestino. Oppure come accadeva con i Mano Negra con i loro show indimenticabili, di vederlo in concerto, a Genova, martedì 26 giugno nella nuova sede del Festival Goa-Boa (invece del 20 giugno come precedentemente annunciato), a Campi nell’autoporto dietro il mobilificio Ikea. Il biglietto d'ingresso sarà di 20.000 lire, mentre l'abbonamento per tutte le giornate del Festival di 60.000 lire, con t-shirt in omaggio.
"Inizialmente il concerto avrebbe dovuto svolgersi il 20 giugno come anteprima del Festival", racconta laconico Totò Miggiano dello Psyco, "in una piazza genovese, nella cornice più appropriata per una grande festa popolare. I cantieri aperti e i preparativi per il prossimo summit dei G8, hanno però reso impossibile la realizzazione di questa proposta. Il Comune di Genova aveva allora offerto lo Stadio Luigi Ferraris, ma la prevista ‘partita del cuore’, (a Marassi il 18 giugno), riduceva i tempi di allestimento oltre ogni accettabile rischio, per una prima nazionale tanto attesa come quella del Clandestino. Abbiamo così deciso di posticipare il concerto dal 20 al 26 giugno", conclude Totò. "giorno precedente l’annunciato inizio del Goa-Boa Festival".

I concerti ad oggi confermati di Manu Chao in Italia, saranno a:
Milano 21/6
Genova 26/6
Roma il 10/7
Tarvisio (Udine) il 12/7
Melpignano (Lecce) il 27/7
Bologna il 2/9

per ulteriori informazioni:
Francesco Caldarola: 338.4996071 pop press office promotion
Angelo Ridolfo: 02.3302081

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