Concerti Magazine Giovedì 16 novembre 2000

CAVALLI il tour visto dall'interno

Magazine - Questa volta la mia faccia è sul cartellone.
Sono stato spesso ospite dei Cavalli Marci, ma sempre a Genova, e non nei teatri. Sono piuttosto emozionato, tre date a Modena, poi Tortona, Piacenza, Milano, farò tre, quattro entrate ogni sera, da solo con la chitarra.
Partiamo, sono in macchina con Passano, Rebaudengo e Roberts, ed è subito turné
Passano: - sì, però adesso basta. Non potete parlare di donne da qui a Modena...-
Rebaudengo: -esatto. Perché non si parla mai di filosofia, per esempio?-
Roberts: -Va bene; guarda che tette quella ragazza! Sembra Shopenauer-
Mi mancava l'atmosfera da tour; alberghi (lamentele dei vicini di stanza), cercare disperatamente un tabacchino; dormire costantemente meno del necessario; Pippo Lamberti con gli occhiali da sole al mattino che dice - il sonno non è un buon sostituto del caffé-
E' che la tentazione di far casino è troppo forte, soprattutto quando sei in giro con una compagnia teatrale di dieci amici che ridono 24 ore su 24; Rufus recensisce il frigobar "preziosissima bottiglia di aranciata S. Pellegrino scaduta a febbraio, se la bevi diventi invisibile; i classici bicchieri in plastica di Boemia, li fa Skhuravy tirando calci ad una lastra di plexiglas con una scarpa a forma di bicchiere". Il bello è che sembra di stare in vacanza fino a sera dietro le quinte, prima che si apra il sipario, quando tutti cadono in una sorta di trance ipnotica e si trasformano nella macchina da spettacolo che sono. Adrenalina, tempi fulminei, massima concentrazione.Da ospite io resto nel backstage, e me li vedo schizzare davanti lungo precise traiettorie, cambiarsi in sei secondi; spio i loro cori esatti e complessi. I Cavali Marci sono anche un esempio di rigore inflessibile. Da qua dietro mi sembra di vederlo, tutto il lavoro di cesello, tutto il perfezionismo necessario per dare alla gente uno spettacolo veramente divertente, di comicità semplice.
Non abbassano la guardia, non vivono di rendita. Lavorano duro e sempre, escogitano trovate sceniche, non sopportano la risata rubata con un "vaffanculo": rispettano l'intelligenza del pubblico. Secondo me hanno successo per questo.
Prima di andare in scena ci si riunisce come una squadra di basket e si grida la parola portafortuna (ovviamente segreta). La prima data va bene, anche se alla fine c'è un equivoco: il responsabile di sala non fa partire la musica e la gente non capisce che lo spettacolo è finito. Loro se ne accorgono, si scambiano un paio di frasi concitate e vanno dritti: altri venti minuti fuori scaletta. Controllo totale, cose che fai con naturalezza dopo un migliaio di date.
La seconda sera il teatro è sempre pieno. Tre bis e la gente chiama ancora. Allora entriamo tutti in scena, saltiamo giù dal palco e li accompagnamo fino alla porta, li salutiamo sul marciapiede. Continuano a sorridere metre ci stringono la mano -mo siete proprio bravi ve! Tè sei un nuovo acquisto?, mo allora copriti bene che ti prendi un malanno qua fuori solo con la magliètta...-
Vorrei fare questa vita tutto l'anno. Ci ripenso in albergo, mentre faccio le sei del mattino guardando una lezione di papirologia su rai2, ma domani posso dormire quanto voglio, loro no, al mattino lavorano al soggetto del film: le riprese cominciano a giugno, le prove a gennaio. E poi cè il libro che sta uscendo, con videocassetta, tutta la carne al fuoco possibile.
Tournée: impossibile farsi un'idea della città in cui sei: si vive tra l'albergo e il teatro, non ho visto il centro di Modena, non un monumento, una piazza. La cosa più caratteristica del luogo è una inserzione che leggo sul giornale mentre faccio colazione: Accompagnatrice, emiliana verace, ti accoglie in locale climatizzato per illustrarti l'arte bolognese, e siamo già da un'altra parte in un altro albergo, con un altro giornale...

il sito sei cavalli marci: www.cavallimarci.com

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