Magazine Lunedì 7 febbraio 2011

'Perché io no?', il romanzo di Nicoletta Sipos

© Flickr - varun mehta

Vi proponiamo il primo capitolo del romanzo.

Magazine - 25 gennaio 2011

Mi chiamo Angelica, ho da poco superato i quarant'anni, e questa è la mia storia.
La storia di una donna che voleva avere un figlio. Ma non si tratta solo della mia vicenda personale. È la storia di molte amiche che hanno collaborato a questo libro e, più in generale, di tante donne in tutta l'Italia o nel mondo intero che per avere un bambino sopportano infiniti sacrifici. Ed è la storia degli uomini che queste donne le hanno in qualche modo assecondate. Spesso controvoglia, lamentandosi a volte più del giusto e non sempre restando accanto a loro fino alla fine del percorso. Un figlio che ti tiene con il fiato sospeso per anni mette a dura prova la relazione più solida. Figuriamoci poi cosa può succedere se nella coppia ci sono problemi più o meno nascosti già prima che inizi il percorso di procreazione assistita.

Trent'anni fa l'ipotesi che un giorno tutti i bambini (o quasi) sarebbero nati in provetta sembrava realistica e, anzi, a portata di mano. Ora sappiamo che la scienza non può offrire garanzie assolute di successo, ma i casi fortunati sono in netto aumento. Nel frattempo i problemi si sono aggravati. In Italia una coppia su cinque è infertile (c'è chi dice una su quattro) e ogni anno circa 60.000 nuove coppie chiedono aiuto alla scienza. Dati simili si rilevano in tutti gli altri Paesi, tant'è vero che l'Organizzazione Mondiale della Sanità considera infertilità e sterilità dei problemi universali, parte di una effettiva emergenza sanitaria. In base alle statistiche, in Italia su 100 casi di procreazione medicalmente assistita (PMA) in media se ne concludono felicemente una ventina. Molto dipende dall'età della donna: nelle ventenni si ottengono successi in 50 casi su 100, nelle ultraquarantenni si scende al 7 per cento. All'estero le cose vanno un po' meglio: la maggior parte dei Paesi europei dichiara successi tra il 25 e il 30 per cento dei casi trattati, mentre nei centri d'eccellenza americani si arriva al 35 per cento.

Il campo delle maternità difficili resta, per molti versi, tabù. Un'istintiva ritrosia ci impedisce di affrontarlo in pubblico. Se io ho trovato il coraggio di farlo, assieme alle mie amiche, gran parte del merito va ai gruppi di autoaiuto cui ci siamo accostate quasi per caso. Punti d'incontro virtuale, ma anche concreto, attraverso convegni in grande o riunioni famigliari, ma anche fonte di informazioni, scambi di giudizi, consigli e perfino farmaci. Gruppi come Cercounbimbo.net, cui va la gratitudine di tutte noi. Il detto «l'unione fa la forza» non è mai stato più vero.

In queste pagine troverete la testimonianza di molte donne che hanno lottato con tutte le forze per ottenere ciò che solitamente la natura concede senza problemi. Poche hanno avuto successo, molte hanno gettato la spugna. Alcune si sono arrese con grazia, altre si portano nel cuore un fardello di amarezza. Ma tutte ci siamo ritrovate con una forza interiore che non sapevamo di avere. E abbiamo scoperto una voglia, mai provata prima, di condividere le nostre esperienze. Per dirla con una delle nostre amiche: «Cercavamo un figlio, abbiamo trovato un mondo».

Tutte noi, chi prima e chi poi, abbiamo capito quanto poco sapevamo di quello che succede nel nostro corpo: dei problemi che possono impedire l'arrivo di un bambino desiderato e di come affrontarli.
Ma, soprattutto, abbiamo pagato a caro prezzo la mancanza d'informazione. Accettando cure che si sono rivelate inutili. E che ci hanno fatto perdere tempo prezioso con la penosa conseguenza di rendere ancora più vaghe le nostre prospettive di successo.
Ed è per questo che, accanto alle nostre testimonianze, troverete alcune spiegazioni essenziali e dei consigli esposti in box facili da individuare, e da leggere. Facilissimi anche da «saltare», quando la voglia di seguire il racconto supera la curiosità di mettere insieme informazioni pratiche.

Ci auguriamo che le nostre storie possano coinvolgere assieme alle lettrici anche molti lettori. Allo stesso tempo vogliamo sperare che finiscano per interessare non solo le tante donne in cerca di un bimbo, ma anche chi non vive in prima persona l'ansia di una gravidanza difficile. Pensiamo alle ragazze giovani che hanno il diritto-dovere di conoscere il loro corpo per fare, un giorno, la scelta di una maternità consapevole; agli uomini che vogliono capire i problemi delle loro compagne e i propri; alle mamme, zie, nonne curiose di scoprire a che punto è la ricerca e dove ci sta conducendo il dibattito morale, e politico, sulla procreazione medicalmente assistita.

Per raccontare quello che è successo devo fare un passo indietro nel tempo. Indietro di circa cinque anni, con una nota importante. Il mio percorso è iniziato infatti nel 2006, quando la legge 40 sulla procreazione assistita era nel pieno del vigore e restringeva in modo notevole le possibilità d'intervento dei medici.
Nel frattempo alcuni paletti sono caduti lasciando un alone di confusione..

Per gentile concessione dell'Editore. Proprietà Letteraria Riservata © 2011 Sperling & Kupfer Editori S.p.a

Potrebbe interessarti anche: , Rosso Barocco, «l'arte può diventare una passione pericolosa»: l'ultimo noir dei fratelli Morini , Superman, a fumetti la storia dei suoi creatori: eroi del quotidiano con il dono di saper far sognare , Il segreto del mercante di zaffiri di Dinah Jefferies, una drammatica storia romantica , Maurizio De Giovanni, Il purgatorio dell’angelo: tempo di confessioni per il commissario Ricciardi , SenzOmbra di Michele Monteleone, un racconto per ragazzi che piace anche ai grandi

Oggi al cinema

Ant-Man and the wasp Di Peyton Reed Azione U.S.A., Regno Unito, 2018 Scott Lang deve affrontare le conseguenze delle proprie scelte sia come supereroe sia come padre. Mentre è impegnato a gestire la sua vita familiare e le sue responsabilità come Ant-Man, si vede assegnare una nuova e urgente missione da... Guarda la scheda del film