Concerti Magazine Lunedì 4 giugno 2001

Pornoshock, dal Ducale al Goa Boa

Magazine - Alex e il Giallo, basso e voce dei Pornoshock. Li incontro nel dehors di mentelocale, eccentrici come al solito, per fargli qualche domanda, visto che suoneranno al Goa Boa il 27 giugno prima di Elisa.

In netta ascesa (dopo un solo anno di esibizioni) stanno per disputarsi la finale di Rock Targato Italia, all’Idropark di Milano il 7 luglio. Al concorso hanno suonato in playback, suscitando lettere di protesta delle altre band. Durante una delle selezioni hanno dato una bustarella alla giuria (foto in alto).

Come mai lo avete fatto?
Per stupire. E poi perché non crediamo molto nei concorsi. Attenzione però! –fa il Giallo- Era una bustarella trasparente, con dei versi e un filo rosso, il filo che unisce ogni nostra azione…
[Il Giallo non ha bisogno di domande. Ha le idee molto chiare e va avanti da solo, come un panzer foderato di paillettes]
E’ la filosofia Pornoshock. I nostri concerti non sono solo concerti. Sono performance. Almeno nelle nostre intenzioni. E’ per questo che stupiscono, perché abbiamo un modo piuttosto forte di proporci. L’importante è che ci sia dietro qualcosa, il nostro pensiero. Che non è “violento”, anzi. E’ un insieme di impulso e riflessione…
Giallo...
Sì?
Le novità.
Stiamo masterizzando il cd che abbiamo prodotto noi, nel frattempo c’è la finale di Rock Targato Italia, poi faremo la performance al Ducale da voi il 22, e il Gay Pride a Milano, il 23 giugno.
Organizzerete qualcosa per il concerto da noi?
Sì, si chiamerà “codebar” e avrà a che fare con il G8 e la globalizzazione. Assumeremo diversi ruoli, ci saranno molti codici a barre. E daremo delle rose al pubblico. Ma non voglio dirti tutto se no rovino l'effetto.
E del Goa Boa che mi dite?
L’anno scorso l’abbiamo visto, e abbiamo pensato “l’anno prossimo dobbiamo farlo”. E’ andata proprio come speravamo, dopo un anno esatto che lavoriamo a questo progetto. Suoneremo vestiti di bianco.
Perché bianco?
Perché siamo dark. Perché è l’opposto di quel che oggi si intende per “essere cazzuti”, perché è estate, e poi Raffaella Carrà si veste sempre di bianco alle prime... Ovviamente ci sarà anche del nudo... Diciamo che suoneremo semivestiti di bianco.
Non vi spaventa il fatto di essere il gruppo di supporto? A volte i supporter hanno la vita difficile...
No, affatto. Se negli spettacoli vuoi provocare, devi metterti in gioco di continuo. E se c'è qualcuno che ti dà del buffone, te ne devi stare. Il giudizio fa parte del gioco. Anzi fa parte dello spettacolo.
Ma nella vita cosa fate? Oltre ai Pornoshock, intendo.
Abbiamo dei lavori che ci permettono di vivere. E manteniamo sui medesimi il più stretto riserbo. D’altronde i boa di struzzo costano cari.
Eh, già! Anche la biancheria intima commestibile… Ma cosa ci fate ancora a Genova?

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il sito: www.pornoshock.it

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