Magazine Giovedì 3 febbraio 2011

«Esco col mio ragazzo, ma penso a un altro e sono infelice»

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Magazine - Buongiorno, da un po' di tempo mi capita di piangere senza motivo, anzi c'è: non riesco a essere felice, voglio tante cose, ma soprattutto voglio accanto una persona che mi sappia amare e ascoltare, non avendo né amiche né l'uomo accanto a me.
Mi sento sola e piango di continuo, anche a lavoro.
In questo periodo mi è successo qualcosa di anormale per me: sto frequentando un ragazzo ma il mio pensiero è rivolto a un'altra persona che vedo poco e non so cosa pensa del nostro rapporto. Ecco anche il motivo del mio stato d'animo!
Voglio la felicità con lui ma non riesco a prendermela!
Valentina


Cara Valentina,
mi spiace che lei si senta infelice ma temo che, almeno in parte, la sua situazione dipenda anche dal fatto che la felicità non la si può né volere né, tanto meno, prendere.
Non mi dice la sua età, ma visto che cita il lavoro suppongo che lei sia almeno maggiorenne. E allora perché ho la sensazione che lei descriva i suoi bisogni come se fosse una bambina piccola, rifugiandosi nel pianto sconsolato come se questo le garantisse l'intervento di un genitore in grado di donarle quanto da lei voluto?

Lei si dispera perché non ha una persona accanto che la sappia amare ed ascoltare. Non le sembra che sia una definizione un po' troppo idealizzata? Da perseguire certo, ma non da stupirsi o amareggiarsi scoprendo che è difficile da realizzare.
E poi, dopo essersi definita sola e senza amici, dice che frequenta una persona, ma pensa ad un altra. Strano no?

Forse, a questo punto, ci sarebbe da ricominciare da capo. Chiudere con i bisogni dell'infanzia, ridimensionare le frasi fatte che assomigliano più alle favole che non allo stato delle cose e riappropriarsi del suo essere qui ed ora con i suoi limiti, certo, ma anche con le sue risorse.

Nulla contro il pianto, ma se c'è un tempo per piangere c'è anche un tempo per sorridere o per guardare, serenamente, avanti.
Come dicevo la felicità non la si può né prendere né pretendere ma impostare meglio la propria vita sì, questo lo si può fare davvero. Gli interessi si possono coltivare, le amicizie si possono promuovere. Le relazioni si possono gestire.

Ci sono molte buone cose che si possono fare, con tempo e metodo. Vero è che bisogna cominciare per gradi e non aspettarsi tutto e subito. Io comincerei con lo smettere di piangere, mi rifarei il trucco e uscirei a guardare la vita con la testa alta.
Credo che sia stato Buddha a dire che la felicita consiste nel desiderare ciò che si ha. Io modestamente aggiungerei che è anche amare ciò che si è.
Saluti,
Ventura

di Marco Ventura

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