Magazine Domenica 3 giugno 2001

Le dame licenziose di Ivan Arnaldi

Le dame di cuori trafitti di Ivan Araldi
philobiblon edizioni
lire 26.000


Posso scegliere due strade per presentare Le dame di cuori trafitti, romanzo di Ivan Arnaldi, scrittore e giornalista originario di Castellaro, autore, tra l’altro, di La vita violenta di Benvenuto Cellini per Laterza e di Il bisonte bianco per Einaudi.

La prima è quella pruriginosa, libertina, un po’ osé. Posso stuzzicare la vostra morbosità (o, se preferite, sana curiosità in materia erotica) parlandovi di sveltine, belini, rapporti sessuali intriganti con donne mascherate, stupri, sodomie e travestitismo. Posso dirvi che narra le avventure di due cavalieri singolari a zonzo per l'Europa in cerca di dame compiacenti con le quali sperimentare le gioie del sesso. Posso dire che Don Giovanni e Don Chisciotte si sfiorano nel “paese del peccato”, la Spagna del Siglo de Oro, decadente nei costumi nonostante la grandezza politica e militare.

La seconda via è quella del romanzo storico. Posso parlare di fin’amor, di dame galanti e dame preziose, di asag ed essai, pratiche della tradizione cavalleresca provenzale. Posso parlare di amor cortese, di femmes tres lubriques et fort putains, posso parlare di Tristano e Isotta, di Lancillotto e Ginevra, della Tavola Rotonda e del Santo Graal. Posso dire che il romanzo è frutto di una documentazione ricchissima e molto dotta. Potrei spiegare che è un roman de queste, che poi significa romanzo di ricerca: ricerca di avventure - da parte di un cavaliere - con le quali consacrare il suo nome alla leggenda. Ricerca di un ideale cavalleresco in declino, che può esprimersi attraverso il sesso cortese o attraverso il duello.

Ora, qualsiasi sia la strada che io decidessi di scegliere, starei comunque parlando dello stesso romanzo. Perché se il protagonista è un tale Cavaliere del Belino, bibliotecario degli Spinola a Castellaro - borgo del ponente ligure -, scopriamo che Belenus era dio Celtico della fertilità e della luce, simbolo di vita. Che a Castellaro ci sono delle terre rivolte al sole che si chiamano appunto “terre belene”. Ma questo personaggio lo seguiamo nelle sue peregrinazioni erotiche lungo Francia e Spagna, e allora il belino torna ad essere l’organo sessuale, e la dimensione sensuale torna ad affiorare prepotente.

Insomma, un libro con diverse sfumature, che può essere letto in più direzioni (a patto di non aspettarsi un romanzaccio da “estate erotica 2001”), che non deve scoraggiare chi non sia un appassionato di letteratura romanza e di saghe di cavalier armi ed amori (audaci imprese ecc..., per dirla con l’Ariosto). Un libro piacevole, di facile lettura, adatto ai pomeriggi sotto l’ombrellone ma anche a una lettura più attenta agli aspetti storico-letterari. Insomma, un libro da leggere.

Il bisonte bianco, Ivan Arnaldi
Einaudi, pp. 224 ca, Euro 7.75 Prezzo di copertina




di Donald Datti

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