Magazine Mercoledì 26 gennaio 2011

«Sono gay o etero?» I dubbi di un diciottenne

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Magazine - Salve.
So di essere quasi in una fase ossessiva, mi impegnerò per uscirne. Sono gay?
Premesso questo, le spiego: ho una sessualità particolare (o forse no) e vivo questa cosa bene solamente a fasi.
Non ci pensavo quasi da anni, perchè ho avuto un bellissimo rapporto reale con una ragazza (io sono molto giovane) alla quale raccontavo tutto, e lei mi amava tranquillamente.
Poi mi ha lasciato, ho avuto un lutto in famiglia, non trovavo nessuno che mi stesse vicino... questo dubbio è riapparso prepotente in me, ed ora non vivo più.
Il rapporto con la mia ragazza è finito per il motivo inverso a quello che si potrebbe sospettare leggendo il titolo di questo post:io volevo stare con altre ragazze.
A me piacciono davvero tantissimo, mi piace tutto di loro, mi innamoravo delle bambine fin da quando ero piccolissimo.

Parallelamente, però, vivo una vita
masturbatoria a carattere bisessuale. Mi spiego: fantastico sia su uomini che su donne, e mi masturbo guardando in internet ad esempio foto sia di maschi che di femmine, solo che le donne le desidero, i maschi li guardo e basta.
Come negli spogliatoi, come alle finestre (ora sto esagerando perché non accade da millenni, però sono nel tunnel!) io non distinguo osservazione e fantasie da effettiva attrazione.
Le aggiungo un dato curioso e sfiancante: nelle mie fantasie, e questa è l'unica cosa che ricordo fin da bambino, ero attratto dai piedi maschili, e non da quelli femminili, tranne quelli della mia ragazza e delle ragazze con cui sono stato.

Vivo una vita di immagini internettiane ed una vita reale esclusivamente etero.
Ora, mi hanno detto che il mio è solo un doc suscitato dalle fantasie, che sono un gay latente ma non credo (non essere attratto dai ragazzi, non volerli toccare e niente, e soprattutto non sentirsi gay in alcun modo non possono far di te un omosessuale!), che sto aggravando una situazione di immedesimazione in figure maschili che vorrei essere (le risparmio la mia triste infanzia), che tutto sta passando ma mi ossessiono e quindi si trattiene, che la mia attrazione per le donne sparirà del tutto (impossibile, credo), che sono malato e pervertito...bu!
Io adesso ho perso ogni interesse perché come le dicevo non sono più obiettivo e tutti i dati sembrano convergere verso il lato bisessuale, ma anche impegnandomi a sognare di stare con un maschio, vede, proprio non mi interessa. Poi nell'ultimo anno mi ero del tutto convinto di essere etero (il rapporto con la mia ragazza che finiva perché da tantissimo tempo volevo stare con altre e non riuscivo a trattenermi, quasi): le giuro, mi piacevano tutte. Poi a settembre vedo un film drammatico a tematica gay e mi ricordo queste mie particolarità come una disdetta atomica. Ora non starò mai più con una femmina, mi sforzerò di innamorarmi di un uomo e sarò infelice per i prossimi dodici anni. Sicuro. Non perché diventerò gay, ma perché non mi sento tale. Inoltre come posso dire ad una futura fidanzata «ciao, ti amo e mi piaci ma capita che mi masturbo guardando materiale gay e piedi maschili?».

Starei qui tre ore, ho scelto lei perché risponde cose lunghe e non le tre righe «sei solo fissato vai da un medico». Vorrei un suo parere ed anche un consiglio, magari, perché le giuro che sta diventando il fardello insostenibile ed inconfessabile della mia vita. Sono distrutto. Ad ogni modo la saluto e la ringrazio anticipatamente.
Un diciottenne ossessionato


Saluti a lei diciottenne ossessionato!
Come lei ha gia capito il vero problema è, appunto, l'essere ossessionati. E di questo dovremmo occuparci e non già dei contenuti delle sue ossessioni che, anche se le sembrerà strano, tolto l'aspetto ossessivo, che li ingigantisce, restano solo dei dettagli quasi trascurabili.
Ma il lavoro terapeutico sulle origini e sul mantenimento dei comportamenti ossessivi, proprio perché importante non possiamo liquidarlo in due righe e così non resta che parlare, appunto, dei dettagli. Che più che altro ci danno qualche indicazione sulle sue inclinazioni più che sui suoi limiti.

Ma allora ci sarebbe da fare anche una piccola riflessione sulla sua intensa (?) attività auto erotica che forse potrebbe indicare che lei ha scelto di trovare le sue soddisfazioni attraverso una via sin troppo facile. Ed anche su questo ci sarebbe da chiedersi su che basi poggia questa scelta. E chissa che questo non sia collegato anche ai motivi che sostengono le sue fantasie.
Ma a questo punto bisogna fare un passo indietro.
Riassumendo un secolo di studi sull'argomento, si potrebbe dire che l'attivita sessuale, nata originariamente con una funzione procreativa, nel corso dei millenni nella specie umana ha sviluppato una serie di funzioni collaterali a quella della continuazione della specie.
Dunque, a volte, i comportamenti sessuali, possono servire come scarico tensionale o come compensatori di una mancanza di gratificazioni.

Ovviamente, come in altri ambiti, puo essere che la quantità (o l'esclusività) sia eccessiva e dunque, come sempre per gli eccessi, segno di un disequilibrio o di un malessere.
Per quanto riguarda le fantasie, invece, sono appunto, al di fuori della realtà e possono avere diverse funzioni tra le quali, a volte, una funzione eccitatoria. Anche se pescano in reconditi meandri della mente, la loro manifestazione, nella nostra mente, non può essere confusa con la realtà delle cose.
Certo, avere fantasie di un tipo piuttosto che di un altro ha sicuramente un suo percorso che meriterebbe una considerazione se non altro per ricavarne degli indizi su di uno stato generale, ma lo stesso discorso potremmo farlo anche sui gusti alimentari o sulle scelte nell'abbigliamento o nel tipo di lavoro. Che denotano sicuramente qualcosa, ma che non per questo devono essere considerate patologiche, a meno che non diventino così predominanti da inquinare la vita di relazione.

Ma se veramente abbiamo la sensazione che sia giunto il momento di fare chiarezza dentro di noi allora tutta questa attenzione e tutto il lavoro introspettivo dovrebbero essere rivolti al perché sono ossessionato dalle fantasie non tanto per quello che sembrano indicare ma al contrario proprio per quel qualcos'altro che cercano di nascondere. E di sicuro quindi non certo le sue fonti di eccitazione.
Quindi no, non penso che il suo problema stia nell'omosessualità o nelle sue (più o meno strane) fantasie sessuali. Non credo neppure che lei sia un gay latente, sempre ammesso che questa definizione voglia dire qualcosa.

Invece sarei più propenso a sostenere l'ipotesi che questa sua ossessione di essere diverso e forse anche sbagliato abbia radici che vanno ben oltre a quello che le appare. E presumibilmente hanno origine in quella triste infanzia che sicuramente dovrà essere riconsiderata e rimessa nella giusta prospettiva.
Forse sarebbe utile che lei si chiedesse cosa la disturba di sé o della sua storia, lasciando però perdere il paravento dell'omosessualità. E poi se le viene in mente qualcos'altro e ha piacere a scrivermi di nuovo sarò lieto di poterle rispondere ancora.
Saluti
Ventura

di Marco Ventura

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