Concerti Magazine Sabato 2 giugno 2001

Se un sabato ti svegli con i Pooh...

Magazine - Sabato mattina dormire dovrebbe essere possibile. Alle 10 ero in piena fase R.E.M., quando è arrivato a svegliarmi un uragano sonoro. Come un missile che parte con dentro il festival di Sanremo a manetta. Dopo qualche cisposa bestemmia, mi accorgo che la canzone (sparata a volume atomico) è “si può dare di più” di Morandi, Ruggeri, Tozzi. “Se la tua corsa … finisse qui.. forse sarebbe meglio così…” Che canzone stronza.

Il tutto proviene dalla scuola di fronte a casa mia: Elementare Ada Negri, a me tristemente nota per la sua produzione quotidiana di decibel ultrasonici di bimbi in acido. Vivere davanti alle elementari ti fa diventare un adoratore del silenzio, nonché accanito sostenitore della contraccezione. E poi “si può dare di più” mi fa venire in mente la denuncia dei redditi. Esco, cappuccino.

Qualcuno, nel campetto della scuola, comincia a cantare. Chitarra e voce. “Sarà una gara di Karaoke, sono ai confini della realtà” penso. Ma il cantante è intonato, troppo intonato, e canta “Piccola Ketty”.
Devo aggiornare la mia lista di cose belle della vita con la voce “svegliarsi con i Pooh”.

Seguono applausi. Poi attacca di nuovo:

– Non restare chiuso qui…–
E la gente – PENSIEEEERO!–
Vuoi vedere che ci sono i Pooh alle elementari di fronte a casa mia?
Non è possibile. Ma vado a vedere.

Nel campetto, attorniato da bambini urlanti, palloncini colorati, genitori e nonni, c’è Riccardo Fogli. Capello grigio, abbronzatura perfetta. Non ci posso credere. Per me Riccardo Fogli esiste solo dentro i tubi catodici. Solo sul palco dell’Ariston.

C’è casino nel campetto. Fogli chiede spazio, e fa un’altra canzone. Poi dice: “L’impianto ce lo siamo portato da casa. Lo so che non è un gran che, non si sente bene. Ma siamo tutti volontari qui: potevamo chiedere cinque milioni e fare un concerto con i fiocchi, ma sapete? Con cinque milioni possiamo dare acqua ad un villaggio, in Africa, e salvare trecento bambini”.

Sono basito. Chiedo. “Sono qui per la Partita del Cuore, lunedì 18, allo stadio Ferraris”.

Ora, Fogli non è Michael Jackson, non salta da un tour mondiale all’altro, però sono convinto che volendo potrebbe starsene in piscina a sorseggiare margaritas campando egregiamente con i diritti d’autore maturati ai tempi della zampa d’elefante. E invece me lo trovo qua, con la chitarra al collo in una scuola, sotto un sole da entroterra siciliano, ad un’ora in cui gli artisti di solito sono appena andati a dormire.

Massimo rispetto. Mi rimangio tutto quello che ho pensato, anche su “si può dare di più”. Basta guardarlo, Fogli, per avere stima di quel che sta facendo. Ci crede. E sabato due giugno è a Pegli, che dice “comprate i biglietti…Sì, Sì canto ancora. Più biglietti comprate più canto”.

Io posso farvi sapere che l’ho visto, e che secondo me una mano possiamo dargliela. Se volete informazioni sulla partita, i biglietti, e il resto, guardate il sito della Nazionale Cantanti cliccando

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