Weekend Magazine Venerdì 1 giugno 2001

Quattro ruote in linea

C’erano una volta i pattini a rotelle. Quelli normali, quattro ruote su due assi. Poi, e sono ormai una decina di anni, sono arrivati i Rollerblade, che li hanno in gran parte sostituiti.
Ne ho parlato un po’ con Alessandro e Alexis, due ragazzi che pattinano ormai da tempo ed hanno provato entrambi. “Il segreto dei Rollerblade – mi spiegano - è che sono più facili da usare, e non si cade all’indietro. Inoltre consentono un approccio più istintivo e acrobatico al pattinaggio. Chi sa sciare si troverà subito bene.”
Così l’altra sera li ho seguiti durante una dei loro “giretti” in Corso Italia. In compagnia di Patrizia, Sarah e Matteo, alla sua prima esperienza sulle ruote.

“Corso Italia è un buon posto dove pattinare qui a Genova - mi dice Alexis. Sulle mattonelle ben levigate si fila come razzi. E poi c’è qualche spunto divertente lungo il percorso”. Per esempio le panchine: “ci scivoli sopra facendo il grind o lo slide- mi spiegano". Si arriva spediti e convinti, si salta sul bordo, poi si continua strisciando lungo la base del pattino per tutta la lunghezza della panchina. "Se provi lo slide con i pattini normali però li distruggi - mi avvertono. Ci vogliono dei pattini specifici, gli aggressive, molto più robusti e rinforzati alla base da un telaio di metallo.”
Dopo qualche minuto di salti e strisciate sul cemento si riparte; passiamo al salto del panettone, quelle coppe di cemento disposte in Corso Italia per impedire alle auto di posteggiare sul viale. “Ci arrivi bello veloce e lo salti, raccogliendo bene i piedi; non è difficile - assicurano entrambi”.
“Se voli alto puoi anche provare un grab – continua Alessandro - cioè afferrare uno dei pattini con la mano.”
E poi ci sono le scale. Mi spiega sempre Alessando: “Vedi … metti le gambe più o meno così – postura innaturale che mai avrei immaginato – e poi ti lasci scivolare giù, toccando appena i gradini”. Stasera però non vogliono provare, sono entrambi senza protezioni. “Se sbagli sei carne trita - mi avvisa Alexis - Per fare certe cose devi essere predisposto, soprattutto mentalmente. Se pensi seriamente che potrai cadere o sbagliare sei già per terra. Ci vuole assoluto ottimismo e un po’ di incoscienza. Le protezioni, casco, guanti, ginocchiere e gomitiere servono anche a questo. Hanno un loro impatto anche sul morale”.

Io sono impressionato da quanto mi hanno fatto vedere. Loro però puntualizzano: “In realtà siamo meno bravi di quanto appare qui, nelle foto che ci hai fatto. In giro ti capiterà di vedere ragazzi ben più gagliardi di noi. Gente che si allena spesso e viene qui diverse volte ogni settimana”.

Mi assicurano però che imparare a stare in piedi non è difficile. Patrizia e Sarah hanno cominciato da poco e sono in grado di spostarsi agilmente sulla strada (anche se non saltano panchine e panettoni). Matteo, dopo un’oretta, ha già smesso di cadere e rimane dignitosamente in piedi. E ha già scritto qualcosa su questa esperienza: Leggi l'articolo .

Sopra: Alexis al “grind” della panchina.
Sotto: Alessandro vola sopra il panettone.

Oggi al cinema

Io sono Ingrid Di Stig Björkman Documentario Svezia, 2015 Uno sguardo dietro le quinte della vita straordinaria di una giovane ragazza svedese che divenne una delle attrici più celebri del cinema americano e mondiale... Ingrid Bergman. Guarda la scheda del film