Magazine Venerdì 14 gennaio 2011

Apocalisse a domicilio: il nuovo romanzo di Matteo B. Bianchi

Magazine - Che cosa fareste se una sensitiva vi dicesse che tra due mesi morirete? Da qui ha inizio l'ultimo romanzo di Matteo B. Bianchi, Apocalisse a domicilio (Marsilio, 2010, 239 pp, 18 Eu), la storia di un giovane e brillante autore televisivo alle prese con una notizia scioccante, come quella di una morte annunciata.

È il fratello Stefano a dare al protagonista la strana notizia. Una sensitiva, che sembra conoscere i segreti più reconditi della famiglia, ha predetto la morte del giovane per il 5 agosto. Inizialmente il protagonista si mostra scettico, ma poi lo assalgono una serie di dubbi e paure: se la profezia fosse vera, sarebbe giusto sprecare il tempo che gli resta da vivere tra impegni, routine e lavoro? Così il nostro prende una decisione drastica, partire alla ricerca degli amori perduti. E davanti all’ipotesi della morte ecco che torna l’istinto all’amore fisico. Un atto vitale, anche fosse l’ultimo.
Dalla Sardegna a Roma, fino a San Francisco, tra avventure, amicizie e sesso, per rivivere gli incontri più significativi, rievocare ricordi e per dare un addio alle persone che hanno segnato l'esistenza.

Apocalisse a domicilio è un libro originale e provocatorio, che si discosta parzialmente dalla prima produzione di Matteo B. Bianchi, sia per una scrittura decisamente più matura, sia per una tematica, che non è prettamente ed esclusivamente quella omosessuale. L'autore è già noto al grande pubblico per Generations of Love, il romanzo cult per la comunità gay e per Esperimenti di felicità provvisoria, in cui si incrociavano le storie e gli amori di quattro personaggi. Tra i suoi lavori anche quello di autore radiofonico e televisivo, da Dispenser su Radio 2 a Victor Victoria su La7.

Il libro è coinvolgente, è difficile staccarsi dalla lettura. Specialmente perché, grazie all'uso della seconda persona, il lettore si ritrova a identificarsi con il protagonista: una tecnica che si riallaccia alla letteratura post-moderna, da Michelle Butor e il nouveau roman a Italo Calvino. Una scelta che si avvicina anche al linguaggio musicale e rock, in cui si cerca di parlare direttamente all'ascoltatore-lettore.
Come nella maggior parte della letteratura contemporanea, non mancano capitoli alternati in cui il protagonista cede il posto ad altri personaggi: in terza persona parla il fratello Stefano e in prima persona la sensitiva Giulia, una tecnica narrativa che cerca di dare un più ampio spettro sulla realtà, proponendone diversi punti di vista.

Non mancano riferimenti autobiografici: il protagonista è un autore televisivo ed omosessuale, anche se in questo caso, rispetto alla produzione precedente, l'omosessualità non è la chiave fondamentale per leggere il romanzo. La tematica è infatti universale: come reagisce l'essere umano di fronte alla morte?
Tuttavia la risposta che ne trae Bianchi non è delle più profonde, va bene cercare di portare con sé tutti i ricordi e le cose possibili (un po' come nella novella La Roba di Verga - Robba mia vinetene via con me - che è anche citata nel romanzo), ma andare alla ricerca dell'amore perduto, per poi vivere un incontro fugace e passionario, pare un po' banalizzante rispetto alla questione etica, da cui scaturisce il romanzo.

Dal canto suo, però Bianchi, presenta una scrittura piacevole, uno stile ironico e colloquiale, capace di suscitare interesse nel lettore, che difficilmente si staccherà dal romanzo prima di aver letto l'ultima pagina. Interessante anche l'analisi della vita degli omessessuali in un paese come gli Stati Uniti, dove l'amore può essere vissuto, non solo liberamente, ma anche legalmente, in confronto alle difficoltà e ai moralismi della società italiana. Certo non si può dire che il libro non induca a riflettere, non solo su ciò che dà senso alla nostra vita, ma anche su una quotidianità, che scorre troppo freneticamente, facendoci perdere spesso il gusto degli attimi più importanti.

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