Magazine Venerdì 14 gennaio 2011

Amanti: lui tradisce la moglie, lei si interroga sul futuro insieme

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Magazine - Ci siamo innamorati follemente. Io sono disposta a cambiare la mia vita, trovo in lui tutto ma veramente tutto e mi sembra anche lui. L'importante è che non parli del nostro futuro insieme. È lo schiavo di sua moglie, la odia profondamente tanto che aveva pensieri omicidi, ha figli con lei e si fa scudo di questo.
Non ha vita privata, nè amici al di fuori della coppia, nè possibilità di frequentare la famiglia di origine. Vive subendo angherie che dice di accettare perché ormai l'ha sposata, a volte lamenta di voler trovare il coraggio di lasciarla ma non riesce a decidere di andare a terapia.
Ha una doppia vita, una doppia linea telefonica, una doppia sessualità, è stanco di destreggiarsi fra bugie che scaturiscono dai ripetuti ossessivi controlli di lei ai quali lui si sottopone senza reclamare. Eppure, quando siamo insieme il suo carattere c'è, la sensibilità, l'amore, il sesso, gli interessi e la voglia profonda di vivere e condividere. La felicità nel vedere che si può anche vivere da uomini liberi.
Ci amiamo e ci siamo scambiati situazioni mai provate, eppure siamo abbastanza navigati ma comunque abbiamo saputo darci cose nuove.
Analizzo la mia dipendenza in questo amore, analizzo anche il fatto che lui abbia identificato la mamma nella moglie. D'accordo, ma c'è un limite? La vita vale di più dell'infelicità che ci si porta dentro nella schiavitù di un rapporto che non ti lascia respirare. I figli sono importanti nella misura che lo sono io! Madre e persona, non posso annullare la mia esistenza, ma come si può vivere così? Io prendo quello che mi piace, sacrifici in questo senso non voglio farne se non per motivi nobili. Quando siamo insieme abbiamo tutto, ma poi lui ha i sensi di colpa per i figli, e cambia. Si dimentica di come stavamo.
Quando ci ritroviamo (e non è mai certezza) siamo alle stelle, poi ritorna a casa. Non ha nemmeno più il coraggio di raccontarmi per non essere spronato e per non dover prendere decisioni, Perché sa cosa penso e cosa dovrebbe fare, eppure ha anche la possibilità economica e logistica di andarsene. Mi dice che forse non sarebbe nemmeno nel momento migliore per vivere con un'altra donna.
Non ha hobby, non fa sport, non coltiva interessi, ha solo mezza giornata al giorno ed il week-end per essere comandato a bacchetta e lo fa cercando di drogare i suoi pensieri per acconsentire a tutto. Fa il papà, si finge marito, delega lei per organizzare il suo tempo in tutto e per tutto anche contro la sua volontà.
Di tanto in tanto litiga, non si rispettano eppure vanno avanti. Per ciò che mi sembra di vedere, lei non ha idea di chi sia suo marito, al nudo delle sue espressioni. Eppure, lui sceglie. Io vorrei sopprimere il tutto, e ci ho provato con scarsi risultati. Ma so che se mi impegno, ci riesco. Eppure non voglio. Mi dico che deve avere un senso questa storia.
Perché lo amo così tanto? Perché ci siamo presi così fortemente? Perché sono pronta a ricostruire di nuovo anche con un figlio nostro? Perché devo far sfumare questa energia positiva che c'è tra di noi?
Mi chiedo, anche se non ora, ma ci sarà speranza? Appena mi inoltro in questo campo lui si sente male, scappa dai problemi ed è terrorizzato di affrontare. E non li affronta nemmeno per i figli che vivono una coppia genitoriale che si odia e se lo dimostrano apertamente. Per me la forza trainante verso lui non ha limiti, posso fare tutto il lecito esistente. Ma sto dando troppo? Oppure il giorno che vorrei arriverà? Altrimenti perché perdere tempo? Oppure, per un sentimento così grande vale sempre perderci tempo? Sono molto confusa ed anche triste.


Bella lettera! Grande storia di passione! E dunque perche voler mischiare, a tutti costi, passione e ragionamento? Non conosco lei e non conosco lui, ma la trama non è nuova. Lei si chiede perché, lui, non cambia? Perché sopporta la sua triste vita familiare e non sceglie l'amore? Si chiede come fa a subire e a vivere una doppia vita.
Intanto non sarebbe l'unico al mondo ad avere due o più vite parallele senza, per questo, essere confuso. Poi c'è da considerare il fatto che le persone, quando raccontano della loro vita (o di una delle loro vite), spesso la romanzano e ne distorcono i contorni o dimenticano alcuni particolari, arrivando a fornirne una versione più melodrammatica di quanto non sia davvero.
Ma sopratutto ci sarebbe da riflettere su un altro aspetto più intrapsichico: e se per lui questa vostra storia di passione fosse l'altra faccia della stessa medaglia?
Se la trasgressione creativa e prorompente non potesse esistere senza la tensione accumulata nel subire la tradizione della famiglia? Se le due vite fossero necessarie una all'altra? Ecco, in questa prospettiva tutto diventerebbe più comprensibile. Si spiegherebbe, così, come mai non smette di subire e perché, nonostante le ore di passione, rimane in famiglia e non solo non prova a uscirne del tutto ma neppure ne vuol sentir parlare.
Perché lui sa, o sente, che smettendo di sacrificare una parte della sua vita agli obblighi familiari smetterebbe anche la spinta a trasgredire e a vivere passionalmente la sua avventura.
Detta così non sembra una cosa completamente illogica, vero? Ma come dicevo all'inizio, i ragionamenti e la passione non vanno molto d'accordo.
Dopo tutto condivido la sua tristezza; perché, se fosse come dicevo prima, la sua, la vostra storia, potrebbero essere una relazione che ha la possibilità di esistere soltanto a queste condizioni. Dunque senza troppe speranze di grandi evoluzioni, visto che l'annullamento della dimensione familiare porterebbe inevitabilmente anche al ridimensionamento della relazione passionale.
Ma, a questo punto, cosa vuol significare quando dice di avere la sensazione di perdere tempo? La situazione passionale è fantastica proprio perche è senza tempo, senza progetti, senza altri obiettivi che non la passione stessa, e dunque? Non ha gia quello che vuole? Non è già questo il vivere per cui vale la pena di vivere? E se continuasse così non sarebbe entusiasmante ogni giorno?
Oppure c'è dell'altro? Pensa che con una persona cosi sarebbe bello metter su famiglia? Non le viene il dubbio che sia proprio il contrario di quello che state vivendo assieme? E che sia proprio quello da cui lui fugge per vivere (con lei) dei magici momenti da uomo libero? Per poter essere un amante appassionato e non per dover essere un marito o un padre? E non potrebbe essere proprio questa scheggia di entusiasmante libertà e spontaneità ad averla fatta innamorare follemente?
Perché non è certo la parte del devoto e sottomesso marito che l'ha affascinata. E davvero vorrebbe ricondurlo in quel ruolo?
Ma non conosco cosi bene nè lei nè lui nè, tantomeno. mi permetto di fare il gioco di tirare a indovinare. Però resta il fatto che nonostante ciò che si narra nelle favole, l'"amante perfetto" difficilmente riesce a trasformarsi nel "marito perfetto". E viceversa.
Che altro dire? Ci pensi su, potrebbe bastare. Oppure no!
Saluti,
Ventura

di Marco Ventura

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