Concerti Magazine Lunedì 13 dicembre 2010

Regali di Natale: Bruce Springsteen e Miles Davis in edizioni deluxe e cofanetti

Magazine - Raschiare il fondo del barile. È questa l'espressione che ricorre con maggiore frequenza leggendo qua e là delle strategie dell'industria discografica in vista delle imminenti festività natalizie. Siamo, e continueremo ad essere, sommersi da una valanga di riedizioni, cofanetti più o meno lussuosi, deluxe edition e album singoli gonfiati fino a duplicare o triplicare, e il tutto non fa che confermare la necessità di ricorrere al passato per colmare un gigantesco vuoto del tempo attuale.
Naturalmente la tattica è studiata con attenzione, al fine di pescare nel mercato degli acquirenti, diverse fasce di pubblico: da chi desidera ben figurare con un dono sontuoso fino all'appassionato che, pur di non perdere la traccia o il concerto inedito, è disposto a sobbarcarsi l'ennesimo acquisto dell'album già posseduto in vinile, cd e magari su file mp3.

Prendiamo alcuni esempi. È stato osannato quasi all'unanimità The Promise: Darkness on the edge of town, il box dedicato al quarto album di Bruce Springsteen, pubblicato nel 1979 ed oggi ripresentato in lussuosa veste composta di tre cd - l'originale rimasterizzato più un doppio di semi inediti – e ben tre dvd con documentario sul lavoro in studio, concerti d'epoca e concerto del 2009 con l'intera scaletta dell'originale. Costa circa 100 Eu e per gli appassionati è una pura manna, ma a ben ascoltare qualche perplessità può anche considerarsi non peregrina. Molti brani, considerati poco adatti al clima plumbeo di un lavoro dedicato al lato duro della vita di provincia in America, aggiungono poco a quanto già si conoscesse della poetica operaia del nostro, mentre in altri casi si tratta di tracce poi evolutesi in pezzi diversi, o addirittura di riproposizioni di cose strasentite (come Because the night o Fever).

C'è anche chi si è chiesto: ci sarà una ragione se fino ad oggi tutti quegli inediti sono rimasti tali? Sui dvd credo sia più facile trovare consensi, ma considerando quanti concerti di Bruce sono usciti negli ultimi tempi, il problema è trovare ancora posto negli scaffali di casa.

Spostandoci sul versante del jazz, per non urtare troppo la sensibilità dei militanti springsteeniani, ecco l'ennesima ristampa del capolavoro di Miles Davis Bitches Brew. Qui siamo al parossismo, se si considera che Bitches Brew: 40th Anniversary Collector's Edition (Sony) è, salvo errori, la decima riedizione del famoso doppio lp uscito nel 1970 e considerato l'archetipo della fusione fra jazz e rock.
Il cofanetto che celebra i 40 anni dell'opera contiene due CD con i pezzi originali e 6 bonus tracks, più un terzo cd con una performance inedita del gruppo di Miles, un dvd live del quintetto di Miles, con Wayne Shorter, Chick Corea, Dave Holland e Jack DeJohnette, a Copenhagen, nel novembre 1969 e la riproduzione del doppio LP in vinile 180 grammi. Il tutto, corredato da ricco apparato critico storiografico costa circa 80 Eu. Un oggetto affascinante, certo, ma considerato che pochi anni fa era già uscito The Complete Bitches Brew Sessions con 4 cd contenenti tutte le storiche registrazioni del 1970, c'è da chiedersi se non si sta davvero esagerando.

E allora, chiederete, alternative in musica per Natale? Mi concentro e sparo: il libro A Jazz life (Taschen), il resoconto di un reportage on the road svoltosi nel 1960 sulle tracce del jazz in America, scritto e illustrato dal fotografo William Claxton e dal musicologo Joachim Berendt e uscito da poco con un corredo discografico di accompagnamento su cd. Si tratta di una ponderosa raccolta di immagini, racconti e note di musicisti jazz famosi o meno, trasferite in presa diretta dalla vita alla carta.
Anche in questo caso parliamo del passato, ma il tuffo all'indietro è pienamente giustificato.

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