Concerti Magazine Sabato 27 maggio 2000

Poppi, la bagascetta

Magazine - Quando era bambina, a Sant'Olcese, dove abitava, c’erano solo prati e un’osteria. La sera l'unico posto per ritrovarsi con gli amici era proprio l’Ostaja, dove strani tipi passavano le notti a cantare: i trallallero.
Poi è cresciuta, si è trasferita in città, ma la voglia di fare musica in compagnia non l’è passata e così è diventata, quasi per caso,una canterina, nonostante la tradizione vieti alle donne di cantare il trallallero.
Ma Laura Parodi, in arte Poppi, fa la parte della bagascetta come la farebbe un uomo, anzi molti dicono meglio di un uomo, e così, anche i più scettici hanno dovuto arrendersi e considerarla una di loro.

Scusa Laura se sono indiscreta, ma cosa vuol dire essere bagascetta?
La base canora del trallallero è composta dal tenore, detto u primmu, perché dà il via al coro e dal contralto, un uomo che canta in falsetto e che è chiamato appunto à bagascetta. Poi c’è il baritono detto u cuntrubassu e à chitara, così si definisce il canto di chi imita il suono della chitarra. E poi naturalmente non possono mancare i bassi. Come vedi essere bagascetta non è niente di particolarmente audace.
E il trallallero cos’è?
E’ una forma di canto polivocale in cui è fondamentale l’effetto timbrico, sonoro e ritmico, mentre ha meno importanza la comprensibilità delle parole, quindi, il testo. La leggenda narra che i primi trallallero siano stati i giovani mozzi che cantavano nelle taverne dell’angiporto. Ma sono solo racconti, non c’è niente di scritto.
Una cosa è sicura, che questo canto della nostra terra, si è sempre tramandato per via orale. Tutte le sue regole, le sue musiche, i suoi racconti sono stati trasmessi cantando.
Non mi dirai che nessuno si è mai messo in testa di documentare un così importante patrimonio culturale?
Certo, soprattutto negli ultimi anni ci sono stati importanti etnomusicologi che hanno tentato, attraverso incisioni e altri tipi di documenti, di conservare e classificare questa realtà. C’è stato Edward Neil, lavora in questo senso Mauro Balma, ultimamente Luca Vitone ha girato anche un video che ha intitolato Stundàiu, con il Gruppo Spontaneo Trallallero, che è il coro di cui faccio parte, e altre squadre. Ma i “ vecchi ” dicono che in questo modo il trallalero morirà.
Come hai fatto a farti accettare da uomini di una certa età, orgogliosi della mascolinità del proprio canto e con mogli al seguito?
Mi rapporto con loro come se fossi un uomo, uso lo stesso linguaggio, gli stessi modi e ho sempre evitato di indossare minigonne o scollature vertiginose. Non c’è voluto molto perché sia mogli che mariti capissero che stavo cercando solo di fare musica. E poi mi piace molto stare insieme agli uomini, canto in altri due gruppi, e anche in quei casi sono l’unica signora.
Dove si possono ascoltare i Trallallero?
Ogni anno a Genova si organizza il Festival Canti di Terra e di Mare, rassegna di musica popolare in cui sono sempre invitati anche i trallallero, poi andiamo in giro per l’Europa soprattutto in Francia e in Ungheria. Ma chi è curioso di conoscere il vero spirito del trallallero, ogni sabato pomeriggio, nel bar di Piazzetta Luccoli, troverà i canterini insieme a qualche buon bicchiere di vino.

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