Concerti Magazine Martedì 23 novembre 2010

Luigi Campoccia: 'On the way to Damascus'

Magazine - On the way to Damascus è la rappresentazione di un percorso, un sentire artistico che supera l’idea di contaminazione per ritornare alle radici del jazz, la cui anima risiede nella condivisione di un’esperienza musicale.
Pianista, cantante, compositore e arrangiatore, Luigi Campoccia individua verso Oriente la strada maestra di questo suo ultimo lavoro (il terzo in quattro anni), un percorso che si realizza non tanto nella meta finale quanto nell’esperienza di un cammino comune.

Trame musicali sottili ma intense, le composizioni di Campoccia offrono, infatti, piena libertà agli altri musicisti di non adattarsi ma interagire con il loro personale sentire musicale, di proporsi con attenzione e libertà espressiva, costruendo un dialogo musicale raffinato e pieno di personali sfumature. Oltre che da Daniele Malvisi (sax), Rossano Gasperini (contrabbasso) e Paolo Corsi (Batteria), Luigi Campoccia, da sempre attento conoscitore dei suoni del Mediterraneo, sceglie come compagni di viaggio i musicisti turchi Onder Focan (chitarra) e A. Senol Filiz (ney).

Uscito a novembre 2010 con l’etichetta Dodicilune (distribuzione IRD), On the way to Damascus realizza il tentativo di uno scambio, di una partecipazione tra linguaggi musicali.
C’è una grande attenzione intorno al ney, strumento musicale dal passato millenario (uno dei più antichi ancora in uso), chiamato anche la voce divina per la sua forte valenza religiosa. Sembra che il ney di A. Senol Filiz abbia circa 250 anni di storia, forse il più antico in circolazione.

Titolare della cattedra di pianoforte presso l’Accademia Siena Jazz, di cui è cofondatore, e docente alla Facoltà di Scienza della Comunicazione dell’Università di Siena con il corso Musica e Comunicazione, Luigi Campoccia è anche il direttore artistico del Mediterraneo Jazz Festival. Per 15 anni è stato pianista, arrangiatore e vocalist di Giorgio Gaber.

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