Magazine Domenica 27 maggio 2001

Giorgio Gaber: da Celentano a Pozzani

Magazine - Non è come il pesto, ma poco ci manca: un prodotto della cultura - se non ancora della tradizione - genovese che esportiamo all’estero (in Francia, ma anche in Finlandia).

Il Festival Internazionale di Poesia giunge quest’anno alla settima edizione. La formula è la solita: incontri con scrittori - e non solo - di tutto il mondo nell’atrio di Palazzo Ducale. A cambiare è la data. Per far spazio al G8 il festival viene anticipato, si svolgerà dal 5 al 16 giugno, con un’appendice dal 2 al 5 luglio al Teatro della Corte.

“Questo ci mette in difficoltà, perché finiamo quando solitamente cominciavamo: gli appassionati che ci seguono da anni rischiano di rimanere spiazzati. Vorrà dire che incrementeremo il battage pubblicitario, e i tempi sono piuttosto stretti”. A parlare è Claudio Pozzani, fondatore del Circolo Viaggiatori del Tempo e organizzatore dell’evento. È giustamente preoccupato “C’è anche il problema del cantiere in Piazza de Ferrari, che rende difficile l’accesso e la circolazione all’interno del Ducale” ma ha un asso nella manica “Cominciamo il 5 con Giorgio Gaber, fresco di Celentano e di cd. Sarà una serata a sorpresa: non sappiamo ancora cosa farà, se canterà anche qualche canzone coi suoi musicisti, che sono genovesi”.

È restio a darmi altre anticipazioni: “Renderemo noto il programma il 30 maggio in conferenza stampa. Stiamo anche ricostruendo il sito (www.pozzani.org , il vecchio url è finito a un giapponese; dico io, che se ne fa di un indirizzo col mio nome?), dove sarà possibile trovare tutte le notizie. Comprenderà anche una Enciclopedia Universale della poesia, con oltre 600 autori”.

Insisto, e qualcosa riesco a scucirgli “Il 5 luglio chiuderemo con un tributo poetico-musicale a Jim Morrison. Ci sarà anche Manzarek, il tastierista dei Doors”. Una commemorazione del re lucertola, il poeta prestato alla musica, nel trentennale della morte, avvenuta il 3 luglio del 1971.

Un festival molto musicale, quindi…
“Già l’anno scorso i giornalisti me l’hanno menata chiedendomi dove fossero gli scrittori, solo perché avevo invitato Vecchioni e Morgan dei Bluvertigo. Ma erano qui perché avevano scritto dei libri. E comunque è ora di finirla con le distinzioni accademiche: io sono stato invitato a Pistoia Blues, un festival musicale, a leggere, e noto che anche scrittori di sessant’anni e più ormai gettano un ponte significativo verso la musica”.

C’è ancora una data importante “Sabato 16 giugno ci sarà la premiazione del concorso: sono arrivate oltre 2000 poesie”.

Grande successo e grande lavoro per la commissione giudicatrice. Ma non è la fatica di concetto che preoccupa Pozzani, quanto la brama di vittoria dei poeti:

“Come ogni anno renderò noto solo all’ultimo il presidente di giuria, per evitare che tutti vadano da lui in cerca di un’occhiata benevola al loro testo”.

di Donald Datti

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