Magazine Venerdì 29 ottobre 2010

Attacchi di panico: il significato

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Buongiorno,
sono una ragazza di 24 anni. Da un periodo di tempo a questa parte mi succede di avere spesso degli attacchi di panico, mi viene come un nodo alla gola, sudo freddo, comincio a tremare e non mi sento più in grado di fare le cose, e poi mi blocca la fame, non riesco più a mangiare.
Sono sempre triste, e piango per niente.
Per calmarmi prendo delle gocce, l'ho comprate in erboristeria ma a volte funzionano, altre no. Cerco di non prenderle sempre, le prendo quando non ce la faccio a farmelo passare da sola.
Ne ho parlato anche in casa e mi hanno detto che devo combattere. Quindi quando mi succede cerco di mettermi a fare qualcosa. Ma non sempre ci riesco. Mi chiudo in me stessa e non faccio più niente.
Non capisco cosa sia che mi fa avere questi stati d'animo. Penso anche di avere qualcosa che non va e di andarmi a far vedere da un medico.
Con questo la saluto e spero di essere stata esaudiente nel raccontargli il mio problema.
E mi possa dare un consiglio.
Grazie per ora.

Magazine - Buongiorno ragazza di 24 anni.
Cosa le sta succedendo? Ecco, da quello che mi racconta, credo proprio che lei soffra di attacchi di panico. Ma detto cosi non andiamo avanti di molto, perché, in effetti, sotto questa definizione vi è una sindrome piuttosto complicata. Innanzitutto perché fa stare molto male, cosi male che sembra di essere impotenti di fronte a qualcosa di terribile ed imminente. In più spaventa il fatto che non si riesce capire perché e come mai ci stia succedendo di stare così. E questo non sapere non solo aumenta la sensazione di pericolo ma ci convince, ancora di più, che siamo, davvero, senza difese. Infine, spesso, anche le persone che ci stanno intorno non capiscono e reagiscono così male che, invece di aiutare, rincarano la dose e talvolta colpevolizzano o, quanto meno, si defilano nascondendosi sotto inutili frasi fatte.
Ma non si puo certo fargliene, e farsene, una colpa, perché, in effetti, il meccanismo degli attacchi di panico è davvero cosi bizzarro da risultare ai più poco comprensibile.

Ora, se pure in modo molto sintetico, cercherò di spiegarglielo meglio che posso. Diciamo che è come se noi avessimo, davvero, una paura (più o meno fondata) di una certa cosa, che chiameremo X, e che questo X se ne restasse cosi nascosto, dentro di noi, da essere quasi dimenticato. Poi, nei momenti più impensati, alcuni dettagli della vita quotidiana hanno qualcosa che assomiglia ad X e la nostra percezione inconscia coglie questi dettagli e automaticamente li lega a X. In questo ci fa reagire come se questo X fosse, di colpo, presente e minaccioso. È cosi che ci assale, improvvisamente, la paura di X anche se, a parte il dettaglio non vi è, al momento, alcun motivo per temere X.

È per via di questo automatismo, forse per un eccesso di zelo, che ci ritroviamo colpiti da un'emozione negativa improvvisa e, senza che vi sia un motivo realmente plausibile, stiamo malissimo e non riuscendo a capire perché, proprio adesso, ci sentiamo cosi tanto male, ci spaventiamo e aumentiamo la sensazione di angoscia.
La mancanza di un nesso evidente, oltre che a noi, spiazza ovviamente anche un osservatore esterno che, appunto, non capisce e di conseguenza tende a dare ben poco aiuto.

Come vede, quello che le sta succedendo è complicato ma non sconosciuto. Ma proprio perche è veramente difficile (e guardi che io ho molto semplificato il processo), le consiglierei di affrontare il problema scegliendo un bravo psicoterapeuta che la possa aiutare e consigliare su come affrontare questa cosa che sono gli attacchi di panico e magari capire anche cos'è questo X che, evidentemente, ha bisogno di essere finalmente risolto o semplicemente, conosciuto per quello che è.
A questo punto mi sento di dirle che l'aspetto ironico in tutto ciò è che, spesso, questo famigerato X a conoscerlo non è neanche poi questo granché.
Saluti,
Ventura

di Marco Ventura

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