Magazine Martedì 19 ottobre 2010

Uomini senza vento: torna Perotti, filosofo della vita lenta

Magazine - Simone Perotti ha spopolato tra i quarantenni con Adesso basta!, il manifesto del downshifting, ovvero il cambiare marcia, la semplicità volontaria. Ha scritto quel saggio e lo ha messo in pratica. Oggi vive facendo lo skipper d'estate, e scrivendo d'inverno. Era un manager tosto come il caffè, adesso è uno scrittore che ha scoperto una vena assonante, con al centro la vita che prima gli respirava sempre di lato, di traverso al proprio cuore.
Le ansie dei quarantenni di oggi, divisi tra una giornata in cui si inala soltanto lavoro, e poche sere in cui cercare qualcosa che ti faccia passare il senso di vuoto e le crisi di panico, Perotti le conosce bene. A Milano ha trovato quindici anni dove "fare terra", come si dice, e potersi riempire un'agenda di circa quattrocento indirizzi di giornalisti e scrittori. Al lavoro ha detto no, e con Adesso basta! ha toccato un successo palpabile. Oggi ha pubblicato un romanzo, di mare e scrittura, con qualcosa di nuovo addosso.

Uomini senza vento
(pag. 291, Garzanti, 17,60 Eu) è un libro di mare, lotte ambientaliste, uomini privi di una traiettoria e voglia infaticabile di vivere bene. Non più sprecando il tempo a lavorare come somari, soltanto perché ci hanno insegnato che così si deve fare, ma cercando anche di farlo fuori dal lavoro.
Il nocciolo sta tutto qui. Renato è un quasi quarantenne trapiantato a Milano dove si occupa di comunicazione per una grande società. È bravo nel suo lavoro, gli riesce benone, ma sente sempre una falla dentro di sé. Vive soltanto quando va in mare, con Makaia, la sua barca, e così parte all'improvviso per una vacanza di una settimana perché Antonio, il suo amico, lo chiama nel mezzo della notte con un tono diverso, atterrito. Qualcosa non va a Ponza. Renato parte senza sapere che quella vacanza gli cambierà tutti i connotati.

Non è un thriller ma ne ha i ritmi. Non è un saggio ma si capisce che dentro il romanzo Perotti stava già lavorando ad Adesso basta!: è un libro per ruminanti, dove i concetti te li culli per un po'.
L'idea è stata semplice: mollare il lavoro per fare ciò che più si ama. Scrivere ed andare per mare, facendo mestieri umili come lavare le barche o altro per vivere in semplicità. Ci vuole fegato, senso dell'economia domestica, e forse ce ne vuole ancora di più a stare dietro quella linea d'ombra per non superarla mai. È un atto di condanna per la nostra vita di adulti disagiati, ecco cos'è questo romanzo.
Il fine settimana segna per noi - quarantenni di oggi - il momento in cui vivere. Una condizione insopportabile. Guadagniamo molto per non avere niente, neanche una perfetta solitudine in cui contare i sogni. Come Renato.

Perotti ha trovato nella disperazione moderna un piede di porco per far saltare le cinghie. Certo, aveva gli strumenti. Cultura, conoscenza, assenza di legami e radici che potessero sanguinare se le tagliavi. Si è buttato, però. Ha lasciato una carriera sfavillante, ha abbandonato uno stipendio che funzionava da ansiolitico. Sa scrivere, in maniera aspra, come il salino con cui vive in simbiosi.
Un romanzo problematico, scandito con i ritmi del thriller, on un senso del mistero per cui il mare sembra sempre in procinto di sferrare un'ondata decisiva.
Perotti è uno scrittore generoso ?
Come coloro a cui la vita non ha fatto sconti, dice lui. Ha dribblato con la fantasia un'esistenza dove avrebbe contato soltanto il ritmo. Dei giorni, delle ore, e dei mesi tutti uguali. Ha preferito quello delle onde, tutte diverse. Come ogni pagina che scrivi.

Perotti incarna l'anima dello scrittore moderno, che lavora scrivendo nel fine settimana.
Oggi scrive tutti i giorni, se può, oppure va in barca e si prende aria, sole e pioggia. Può fumarsi una sigaretta alla sera, con la testa finalmente libera.
Chi è il folle?

di Giorgio Viaro

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