Magazine Lunedì 4 ottobre 2010

I misteri di Saint‑Exupery: alla scoperta del mito

Magazine - I Misteri di Saint – Exupery (pagg. 158, euro 16,00) è l'inchiesta letteraria di Jean Claude Perrier che la Cavallo di Ferro, editrice di fiuto, ha mandato in libreria. Era già apparsa sulle colonne di Le Figaro in alcuni articoli in cui il giornalista tentava di trovare un senso ad una vita da fiaba terminata con una morte... da fiaba. Solo che dalla fiaba per bambini sono scappati anche i pensieri cattivi.

La famiglia Saint – Exupery – d'Agay ha ricevuto una diffida dalla Paramount. La major americana si è dichiarata esclusiva proprietaria dei diritti cinematografici sul Piccolo Principe. Le prove sono alcune lettere usate da Consuelo, la moglie sudamericana di Saint – Ex. Peccato che quelle lettere, considerate valide da un Tribunale americano, siano il frutto di interpolazioni operate dalla vedova per assicurarsi i diritti sull'opera del marito. Un falso, insomma. Che aveva spinto la madre di Saint – Ex a cercare comunque una transazione con Consuelo per non far emergereuno scandalo a scapito della memoria di uno scrittore da 130milioni di copie in tutto il mondo.

Saint – Ex viene descritto – in campo sentimentale – come un traditore seriale. Però malinconico. Alto circa due metri, con spalle enormi, una testa da batrace, metteva l'inchiostro a servizio anche degli affari di cuore. Pare che in un giorno potesse scrivere lettere infiammate a due donne diverse. Il bello è che tutti i suoi amori finivano male. Annette Dorè dice che «In tutte le cose, Saint – Ex puntava all'essenziale». Per lui l'essenziale era la letteratura: «La letteratura fine a sé stessa mi fa orrore. Ho potuto vivere di fatti concreti perchè ho vissuto con passione. È il mestiere che ha delimitato il mio dovere di scrittore». Il suo mestiere era l'aviatore. Cercava un contatto con le nuvole, con le stelle, con qualcosa che per terra non riusciva a trovare.

Era un ciclotimico. Allegro, scanzonato, suonava Mozart come un violinista ispirato. Era solare tanto quanto capace di rinchiudersi dentro una corazza foderata di pensieri. Eclettico, lo definirà Camus, e mai definizione fu più azzeccata. I Taccuini – che Gallimard pubblicò a Parigi nel 1953 (Carnets) – sono uno zibaldone dove tutti i pensieri di Saint – Ex diventano visibili. I suoi interessi erano estremamente differenziati: dalla politica alla letteratura, dall'aviazione all'economia, dall'amore alle stelle. Però i Taccuini restano tutto sommato una specie di riflessione ai margini della profondità oceanica in cui Saint – Ex si immerse in ben altri testi. E del mare in cui fece perdere le proprie tracce. Scomparso in una notte d'estate a picco sul mare. Un barbaglio di luce nel cielo, almeno una stella avrà sicuramente assistito alla sua discesa tra le onde. Poi, il silenzio.

In una lettera datata 30 luglio 1944 e indirizzata all'amico Pierre Dalloz scriveva: «Se mi ammazzano, non rimpiangerò assolutamente nulla. Il futuro termitaio mi spaventa. E odio la loro capacità di comportarsi come automi. Personalmente, ero nato per essere giardiniere». Profetico. E dignitoso. In qualche modo, quella fiaba che ha stregato milioni di persone – se ci pensiamo – non è del tutto umana. È una stella collassata di luce, catturata da un poeta con il corpo di un uomo ed una sensibilità da bambino. Il suo modo di morire, di scomparire, è stato fiabesco. Con quell'aereo potrebbe essere volato anche su un altro pianeta o essere trapassato in un'altra dimensione. Di lui, di quell'uomo sempre con il naso all'insù verso la luna, è rimasta una lezione di scrittura insuperabile: «Quando scrivi all'uomo, carichi una nave», dice Saint – Exupery in Cittadella. «Ma ben poche navi arrivano a destinazione. Poche frasi continuano a risonare attraverso la storia». La sua nave viaggia per sempre. Chissà come ha fatto a caricarla così. Devo ricordarmi di chiederglielo.

di Giorgio Viaro

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