Sarah Kane. Una stagione al Royal Court - Magazine

Teatro Magazine Martedì 22 maggio 2001

Sarah Kane. Una stagione al Royal Court

Magazine - Crave
di Sarah Kane
con Eileen Walsh, Andrew Scott, Alan Williams, Ingrid Craigie
regia Vicky Featherstone
scene Georgia Sion
luci Nigel Edwards
suoni Ric Featherstone
produzione Paines Plough

4.48 Psychosis
di Sarah Kane
con Daniel Evans, Jo McInnes, Madeleine Potter
regia James Macdonald
scene Jeremy Herbert
luce Nigel J Edwards
suono Paul Arditti


Triste e difficile è parlare di un’autrice giovane che si è tolta la vita, rispondendo in modo drammatico a “the pain of life”. Eppure “the show must go on”, e il Royal Court Theatre - che l’aveva lanciata nel 1995 con Blasted - le dedica una stagione Sarah Kane Season.

È di certo un’occasione unica vedere Blasted, Crave e il suo ultimo 4.48 Psychosis nelle loro messe in scena originali.
Un’occasione unica il poter associare due dei tre testi (Crave e 4.48 Psychosis) e vederli nella formula inglese del double bill, che rende una semplice serata a teatro, l’occasione speciale di un piccolo festival.
È un’occasione – speriamo non unica – assistere alla capacità narrativa ed evocativa dei testi della Kane, e stupirsi di fronte alla forza delle sue battute, dense di tradizione poetica e letteraria e, allo stesso tempo, elaborazioni autentiche e irriverenti di un male di vivere totalmente moderno.

Crave rappresenta un momento di scrittura in cui l’autrice arrotonda le parole, domina la disperazione e la rivolge non all’intero scibile, bensì all’esperienza emotiva dell’amore e delle conseguenti esperienze di perdita, desiderio e mancanza di comprensione.
In questo “drama”, quattro personaggi - due uomini e due donne - procedono senza tregua, come su un binario, lungo i loro assillanti monologhi, che a tratti si intersecano, diventando quasi possibilità comunicative tra vicini. Più spesso restano disperati tentativi di uscire dalla morsa della pressione di passioni irrisolte, desideri non condivisi, rapporti di coppia non possibili.
Crave, insomma, rispetto al resto dei lavori della Kane raccoglie esistenze in frantumi, ma definitivamente spezzate, dirottate e smarrite, ma non totalmente sperse e ancora tese a resistere e reagire.

L’altro testo 4.48 Psychosis è il testamento del suicidio di Sarah Kane. È, né più né meno, la sua malattia. È il suo confrontarsi con medicine e medici. È il suo disprezzo nei confronti di chi mostra una finta comprensione, fatta di sorrisi e frasi di convenienza, e non comprende la sua necessità di morire, né il suo totale spaesamento nei momenti di maggior disagio: “Despair propels me to suicide
anguish for which doctors can find no cure
Nor care to understand
I hope you never understand
Because I like you”. Il testo è un nflusso indistinto e interminabile di parole che confondono testo e indicazioni didascaliche in un unico profondo e liricamente inteso poema della distruzione. La struggente bellezza di questo Atto di morte è accelerata dalla regia di James Macdonald – già regista di Blasted – che, con estrema accortezza, legge gli sparsi sensi della Kane e li proietta in immagini altrettanto eloquenti che lavorano con gli attori in scena quasi come fossero anch’esse corpi in movimento. I tre attori, che impersonano un unico e molti personaggi nella stessa finale condizione, sono soli con un tavolo che è anche lavagna e una finestra che a tratti appare sulla scena. Sono in una gabbia, che è quella della loro follia. Sono nel carcere della loro stanzetta personale o ospedaliera, pur sempre cupamente e inesorabilmente bianca di un dolore giovane, ma insanabile.

È un’occasione unica di vedere una scrittrice di grande talento rivivere sulla scena insieme ai suoi insani e meravigliosi frutti, che le hanno dato tanto dolore ma forse anche ne hanno ritardato il destino, finché era possibile.

Crave e 4.48 Psychosis sono al Royal Court Theatre fino al 9 giugno. Il teatro è a Sloane Square – che è una fermata della circle line della metropolitana londinese.
Il sito lo trovate

Gli altri lavori della drammaturga inglese sono:
Phaedra’s Love, Cleansed, Skin

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