Magazine Martedì 22 maggio 2001

Byron? È un poeta grasso

Margaret Power, seconda moglie di John Gardiner, conte di Blessington, giunge a Genova sul finire del marzo del 1831. L’accompagna the Blessington Circus, appellativo affibiato al variegato gruppo fatto dal marito, un carico di notevoli dimensioni e altre singolari figure.

Ha attraversato la riviera di ponente a dorso di mulo, provenendo da Nizza, che non le è piaciuta, nonostante fosse stata recentemente eletta a dimora prediletta degli aristocratici inglesi.

Ha molto amato, invece, il paesaggio di Oneglia, di Finale Ligure e Noli. Ha apprezzato i costumi rozzi ma spontanei degli abitanti, che ingoiano maccheroni come i fachiri indiani ingoiano le spade.

Genova le appare misteriosa e notturna, con migliaia di luci che si riflettono sulla superficie nera del mare.

Pernotta all’Hotel della Villa, del quale apprezza la ricchezza: “è un vero palazzo in confronto a quelli dove siamo stati alloggiati di recente. Ovunque si volga lo sguardo, vi sono pareti e soffitti dipinti, ricche decorazioni. Le camere sono ampie e spaziose con balconi di marmo. Dalla mia finestra si vede il mare ove si riflettono le migliaia di luci sulla riva”.

Annotazioni da comune turista. Ma lady Blessington non è una semplice turista. È una donna affascinante (e, a questo proposito, va annotato che il ritratto di Thomas Lawrence in mostra a Viaggio in Italia non le rende affatto merito), intelligente e colta - scrittrice di romanzi e novelle - che ha saputo creare nel suo palazzo londinese di St. James’s Square un salotto culturale e mondano di grande richiamo.

Quando mette piede a Genova quello che più la affascina è l’idea di essere nella stessa città di George Gordon Byron. La figura del poeta l’intriga: ha letto il Childe Harold e ricerca nello scrittore il protagonista del pellegrinaggio. Tante donne ci sono cadute e si sono invaghite dell’eroe romantico, del mito byroniano che ci è stato tramandato fino ad oggi.

Ma lady Blessington non è una donna comune. La sua reazione, incontrando Byron, è di profonda disillusione e delusione. Il poeta è grasso, e “un poeta grasso è un'anomalia”. Non è brutto, è arguto, ma non trasmette quel fascino che traspare dalle sue pagine. Ha un occhio visibilmente più grande dell’altro, un naso elegante di profilo e massiccio frontalmente. Ha una bocca meravigliosa, ma è trasandato nel vestire.

Insomma, l’uomo che deve resistere alle avances delle ammiratrici, che vanta di aver concepito una figlia durante una rapporto “più subìto che voluto”, che ha scandalizzato l’Inghilterra con i suoi comportamenti licenziosi, non ha nessun ascendente su questa donna. Probabilmente questo fatto le guadagna la sua stima, tanto che è felice di incontrarla quotidianamente, in un periodo nel quale è alla ricerca di tranquillità e rifugge i rapporti sociali e la mondanità.


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Contributi bibliografici:
Viaggio in Italia. Un corteo magico dal Cinquecento al Novecento, catalogo della mostra (Electa);
Alla scoperta della Riviera, Domenico Astengo, Emanuela Duretto, Massimo Quaini (Sagep Editrice)
di Donald Datti

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