Attualità Magazine Martedì 28 settembre 2010

Separazione e affido: non soffrono soltanto i genitori

Continuano ad arrivare in redazione messaggi che riguardano il problema dell'affido dei figli nelle cause di separazione. La prima lettera di Micheal R., pubblicata il 17 settembre, ha sollevato un polverone, aprendo la strada a molte altre testimonianze. Questa settimana riceviamo e pubblichiamo i messaggi provenienti da due voci femminili: nel primo caso si tratta di una ragazza che ha vissuto una separazione dolorosa come figlia, e manda un messaggio a Roberto I., la cui lettera è stata pubblicata la scorsa settimana; nel secondo caso di una donna che, insieme ad un amico, ha fondato un gruppo di supporto e sostegno per i genitori coinvolti in questo genere di cause.

Magazine - Caro giovane padre,
mi sono commossa leggendo la tua storia, la tua solitudine e la tua impotenza davanti a una situazione ingiusta. Ingiusta per te, ma anche per la tua bambina, che non ne ha nessuna colpa.

Non so cosa significhi essere un giovane padre che perde da un giorno all'altro la possibilità di viversi la propria figlia, ma so bene cosa significhi essere una bambina che perde da un giorno all'altro la possibilità di essere messa a letto dal proprio papà. Anche io, caro giovane padre, inizio soltanto ora a rendermene conto, 22 anni dopo che i miei genitori si sono separati. Inizio a rendermi conto di quanto abbia sofferto per questa separazione, di quanto mi sia mancato mio padre. Già, perché all'epoca avevo solo sei anni e per non pesare ulteriormente sulla situazione mi ero convinta, facendolo credere a tutti, che per me in fondo la separazione non fosse un gran problema. E a chiunque mi chiedesse se soffrivo, rispondevo di no, perché il mio papà, anche se meno, lo vedevo lo stesso. Fortunatamente, infatti, i miei genitori hanno mantenuto un rapporto discreto e mio padre l'ho continuato a vedere tutti i weekend. Certo, quel "tutti i weekend" che mi faceva sentire fortunata, oggi mi rendo conto che in realtà non mi bastava per niente.

Soltanto oggi, appunto, inizio a rendermi conto del grande vuoto che per anni mi sono portata dietro, di quanto fossi impotente davanti a quella situazione e quanto in realtà mi sia mancato quell'uomo, quell'uomo di cui ogni figlia si innamora perdutamente da bambina. Però, finalmente, ora posso decidere io quando vedere mio padre, posso decidere io come gestire il mio rapporto con lui. Certo, il rapporto, dopo quel vuoto di anni, è praticamente da costruire dall'inizio, però... meglio tardi che mai e io voglio almeno provarci. Oggi, posso almeno provarci.
Caro giovane padre, il consiglio che mi sento di darti è di non smettere mai di lottare e soprattutto di non smettere mai di far capire alla tua bambina il bene immenso che le vuoi: prima o poi riavrete il vostro rapporto. Ti auguro che questo avvenga il prima possibile. E il mio augurio è anche che la madre della bimba si renda conto che più che fare un torto a te, togliendoti tua figlia, lo fa a lei. Coraggio!

Giulia R.


Mi chiamo Daniela,
sono stata per cinque anni la compagna e da due sono la moglie di un padre separato. Ho vissuto accanto a lui, giorno dopo giorno, anni estenuanti: di cause, sofferenze, drammi che una separazione tra coniugi, nella quale è coinvolto un figlio minore, hanno comportato. Ho inevitalmente dovuto annullare la mia vita, i miei sogni e i miei desideri per aiutare mio marito a portare il peso di questa lacerante vicenda. Mi è capitato di avere dei momenti di debolezza, nei quali avrei voluto arrendermi ed allontanarmi da una realtà insostenibile, ma l'amore e l'affetto per mio marito e suo figlio mi hanno impedito di fare tutto ciò e mi hanno dato coraggio per restare con lui e sostenerlo.

Quando vivi un'esperienza di questo tipo nella tua vita non puoi restare indifferente alla sofferenza di quanti vivano lo stesso dolore e in collaborazione con Mauro Merlino - anch'egli padre colpito dalla separazione dalla figlia - abbiamo a tal scopo deciso di dare vita ad un progetto importante e concreto di sostegno alle famiglie.
L'organizzazione che abbiamo fondato si chiama MG INFORMARE E DIVULGARE e ha sede nel Nord Italia, con collaboratori in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
Nasce con lo scopo di fornire assistenza gratuita a padri e madri coinvolti nei problemi di separazione e divorzio, e nel difficile mondo del rapporto tra minori e giustizia.

Perseguiamo questi obiettivi fornendo assistenza umana e professionale, raccogliendo testimonianze, analizzando vicende e cercando di accompagnare i genitori che a noi si rivolgono verso una gestione dei rapporti più efficace e meno conflittuale. Divulghiamo inoltre i casi di mala giustizia e segnaliamo i più gravi alle figure competenti.
È possibile contattarci in qualsiasi momento: la nostra mail è mginformaredivulgare@tiscali.it.

Daniela G.

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