Magazine Martedì 22 maggio 2001

Se non hai paura di questa potenza...(1)

Come Candido difese i fumetti e pretese assurdamente di convincere gli inconsapevoli lettori

Esiste una nutrita cerchia di persone, che, avendo vissuto la propria infanzia nel corso degli anni Ottanta, ha passato le giornate all'ombra dei mitici cartoni animati, allineando i propri sogni alle avventure di quegli eroi che riempivano le loro menti acerbe con ideali di giustizia e coraggio. Gli anziani di questa setta, al giorno d'oggi, sono dei ragazzotti al limitare dei trent'anni e la loro mente è affollata da indiscutibili doveri, come il lavoro, lo studio, il matrimonio, il sesso, il calcio… Anche i più giovani hanno terminato ormai da tempo l'età dei robottoni componibili e delle bambole a cui far indossare vestiti (o a cui toglierli, come i più perversi avranno certamente pensato). Insomma, sembra che per certe facezie non ci sia più posto.
Ma saranno davvero sparite le tracce di quella rivoluzione animata che conquistò ai tempi ogni possibile canale televisivo? Io non credo proprio. Ho davvero perso il conto di amici e conoscenti con cui mi è capitato di rievocare, con febbrile esaltazione, le gesta di Goldrake o Lupin, le lapidarie frasi di Daitarn III, le assurdità demenziali di Arale o Gigi la trottola. Chissà quante volte, poi, mi è successo di suonare la chitarra ad una festa e di infiammare- mio malgrado- la platea intonando le sigle dei vari cartoni. Tuttavia, riesco sistematicamente a stupirmi della forza con cui sono memorizzati i nomi, le trame, le strofe, i dettagli di quelle colorate pellicole: di certo, se è vero che nessuno ha più tempo da dedicare a queste "cose per bambini" e nessuno ne rivendica l'importanza, devo interpretare tutto ciò come una dimostrazione di potenza dei loro neuroni, una vera "scianca" tra connessioni sinaptiche!
Va beh, era solo per dirvi che il Giappone ultimamente ha operato una seconda opera di colonizzazione dello stivale italico, in effetti non così efficace come la precedente, ma solo perché estranea alle capacità subliminali del mezzo televisivo. Sto parlando dei manga- così si chiamano i fumetti del Sol Levante- i genitori cartacei di quelle animazioni di cui parlavamo qualche riga fa, vero e proprio compendio della personalità e della cultura giapponesi. Il loro mercato, inesistente prima degli anni Novanta e ridotto fino a pochi anni fa, ha conosciuto una crescita esplosiva e rapidissima, soprattutto grazie a singole testate di successo e, ancor più, grazie alla pubblicità fornita dalle trasposizioni televisive (Dragonball, Cowboy Bebop, Escaflowne, Slam Dunk) e da sottoprodotti commerciali (Pokemon). Il mondo dei manga è estremamente variegato, innumerevoli i personaggi, le storie, gli autori, tanto più se si considera che, a differenza degli standard nazionali, in Giappone gli argomenti trattati o i toni che un fumetto può assumere sono i più diversi: si passa dall'avventura fantastica con tanto di lotta tra il Bene e il Male, all'erotismo sottile e ironico, dalla sanguinaria saga epica, all'amore omosessuale, fino ad arrivare al demenziale e all'affresco storico.
Molto spesso capita che i generi vengano abilmente mescolati, come se gli autori, una volta assorbite le regole e gli sfondi di certe ambientazioni, riuscissero a manipolare il materiale a loro piacimento, dando vita a irrepetibili ibridi. In questa libertà espressiva, a mio parere, si nasconde, in parte, il segreto della loro bellezza. Caratteristiche distintive dei manga sono la peculiare stilizzazione dei personaggi (tanto per farvi capire, gli occhioni grossi quanto metà viso), l'impaginazione scostante e innovativa, il prolungamento di una stessa storia per molti numeri, anche fino a 60 o 70, i soggetti di carattere adolescenziale (ma ciò non esclude che spesso la lettura sia adatta a un pubblico adulto), l'autoironia e, infine, la lettura "alla orientale", ovvero partendo da quella che in Occidente è considerata l'ultima pagina del volume. Qualche nome da consigliare? Bastard!!, Berserk (fantasy per stomaci forti), Evangelion, Akira (fantascienza), Video Girl Ai (sentimentale), Dragonball (avventura), Ranma 1/2 (comico) oltre ai moltissimi manga di cui è stata trasmessa la versione animata in Italia (col vantaggio di non accusare nessuna censura o storpiatura in fase di doppiaggio): da Ken Shiro a Gigi la trottola, da Mazinga a Lamù, da Devilman a City Hunter.

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Candido
di Francesco Tomasinelli

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