Concerti Magazine Lunedì 21 maggio 2001

Musica globale per il G8 (parte II)

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Gli U2 terranno un concerto proprio a fine luglio, ma a Torino. Chissà che Bono non faccia un salto a Genova visti i suoi innumerevoli sforzi per cercare di aggiudicarsi il premio Nobel per la pace, ma conoscendolo sicuramente si accomoderebbe al tavolo degli Otto Grandi bevendo una bottiglia di Fontana di Papa. Ci sarebbero i Rage Against The Machine, ovvero quelli che con una loro esibizione a Wall Street sono riusciti a bloccare la borsa per un giorno. I Rage si mischierebbero volentieri con gli anti-globalizzatori, ma finirebbero per essere i manifestanti più estremisti, con pericolo per la città di Genova, già abbastanza sconvolta dai cantieri. In realtà ci vorrebbe qualcuno di mediatico, altro termine così in voga, qualcuno che sappia comunicare con tutti, che magari sappia anche apprezzare l’anima di Genova.

Chi meglio di Manu Chao dunque, al secolo Oscar Tramor. Nel suo disco, Clandestino, usa quattro lingue diverse (spagnolo, francese, portoghese e inglese), canta di frontiere da abbattere, soprattutto quella tra il Sud e il Nord del mondo, lui che è nato a Parigi da madre di Bilbao e da padre originario della Galizia, lui che è vissuto e si sposato in Africa, a Dakar, che gira continuamente il mondo prima a capo dei Mano Negra, dal 1987 al 1994, ora come solista col suo circo ambulante “Feria de las mentiras”. Per accedere alle sue esibizioni non ci sono biglietti da staccare, un giorno lo trovi in un’università, com’è successo di recente a Milano, il giorno dopo in un locale di Barcellona o ad una festa popolare a Rio De Janeiro. Il suo disco ha venduto due milioni di copie nel mondo senza spendere una lira per la promozione, ma semplicemente grazie al passa parola, diventando un caso discografico senza precedenti (senza contare tutte le copie duplicate e prestate). Nelle sue canzoni ricorre spesso il tema del viaggio, delle frontiere come Gibilterra, tra Spagna e Maghreb, il sogno americano di chi fugge dal Messico. Gli strumentisti che lo accompagnano sono di ogni razza e da ogni parte del mondo, in futuro si parla addirittura di un progetto con i Prodigy (sì, proprio quelli della “punk-techno”). Tra i suoi riferimenti c’è Bob Marley, “perché nessuno ascolta in un villaggio africano Frank Sinatra o Bob Dylan, mentre la musica di Marley raggiunge tutta l’Africa, il Sudamerica o la periferia di Parigi”. Il suo prossimo disco, in uscita il 4 giugno, si chiamerà “Proxima Estacion: esperanza”. Se invece vorrete vederlo dal vivo recatevi a Genova a fine luglio, durante il G8, la sua presenza viene data quasi per certa. Dove esattamente? Provate nel centro storico o dalle parti del Porto Antico, se sentirete parole come queste allora l’avete trovato Mi chiamo il desaparecido/ Quando arrivo sono già andato via/ (…) Ho nel corpo un motore/ Che non smette di funzionare/ Ho nell’anima un cammino/ Destinato a non finire.


Nicola Calabria

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