Magazine Lunedì 21 maggio 2001

Ti ricordi il razzo tritura asteroidi?

Amo i computer ma odio le playstation: non riesco a identificare il PC come mezzo di puro svago, sono legato all’immaginario del flipper e dei primi videogiochi.
Trovo noiose e allucinanti le simulazioni troppo perfette: sono affezionato al gioco astratto e/o schematico, quello costruito sulla pura materia onirica, come è appunto il flipper, oppure su un grado di astrazione geometrico-matematica, come il famoso muro da abbattere con le palline.

La mia ultima infatuazione è stata il Tetris, quindi sono un po' indietro (di cottura). Ho ritrovato con piacere in un cd prestatomi da un amico la versione per windows del gioco degli asteroidi, si chiama Winroids, non ricordo come si chiamasse quando si trovava soltanto nelle sale dei videogiochi. Gli appassionati se lo ricorderanno come uno dei più difficili: era durissimo rimanere integri per molto tempo in quella tempesta di meteoriti in bianco e nero. Era però affascinante nella sua essenzialità e tremendamente stimolante per il grado di abilità che pretendeva. E’ stato inoltre uno dei primi videogiochi a introdurre la “relatività” della posizione del giocatore: con il razzetto tritura asteroidi, si poteva sfrecciare oltre i limiti dello schermo oltre ad andare in qualsiasi direzione facendo esperienza della totale assenza di attrito del vuoto cosmico.

Un’esperienza esaltante, da odissea nello spazio: altro che Space Invaders

Altur
di Daniela Carucci

Potrebbe interessarti anche: , Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti , Rosso Barocco, «l'arte può diventare una passione pericolosa»: l'ultimo noir dei fratelli Morini , Superman, a fumetti la storia dei suoi creatori: eroi del quotidiano con il dono di saper far sognare , Il segreto del mercante di zaffiri di Dinah Jefferies, una drammatica storia romantica , Maurizio De Giovanni, Il purgatorio dell’angelo: tempo di confessioni per il commissario Ricciardi

Oggi al cinema

Il cittadino illustre Di Gastón Duprat, Mariano Cohn Drammatico Spagna, Argentina, 2016 Daniel Mantovani, premio Nobel per la letteratura, da cinque anni non scrive niente di nuovo, e sono più gli inviti che rifiuta di quelli che accetta. Quando però arriva via lettera una richiesta da Salas, minuscolo paese argentino, decide... Guarda la scheda del film