Magazine Lunedì 21 maggio 2001

Una vignetta per ridere della realtà

“La vignetta fa parte di me, ho sempre riso di tutte le cose più tristi della mia vita. L’umorismo mi ha salvato la vita più volte. Quando avevo tre anni, per esempio, volevo suicidarmi cacciando giù un mattoncino Lego. Non l’ho fatto solo perché mi è scappato da ridere”.

Sandra Messina è divertente e divertita, guardandola penso che anche sotto tortura le sarebbe impossibile non confondersi con il suo mondo a fumetti. È inutile, c’è dentro fino al collo, un personaggio a china pure lei: buffa e irriverente.

Ebbene, da oggi mentelocale avrà le sue vignette, create dalla mente diabolica di Sandra, pittrice, disegnatrice nonché vignettista. Tutti noi potremo godere della sua cattiveria, almeno due volte alla settimana, e senza controindicazioni potremo ridere di G8, di Destra e di Sinistra, di governi, di preti, di biotecnologie… Insomma Sandra è pronta a fare sua la Rete. Eccola!

Da dove è nata tutta questa voglia di “tratto” dissacrante?
Ancora prima di parlare, disegnavo. Poi da quando mi sono resa conto di avere un cervello non ho mai smesso di usarlo. Per questo mi diverto alle spalle di chi mi vuole costringere a prendere tutto troppo sul serio.
Cosa vogliono dire le tue vignette?
Non ho la smania della comunicazione, l’unica cosa che mi interessa è far vivere un’esperienza a chi ha voglia di viverla. Penso sia importante soffermarsi sulle cose e guardare il reale stravolgendone la prospettiva.
Quali sono i tuoi bersagli preferiti?
La mia stessa vita e quello che vedo intorno a me: ogni cosa può farmi cadere nella tentazione di fare satira, di farmi delle gran risate.
A Genova c'è mercato per questo genere d’espressione?
Di mercati in questa città conosco solo quello di piazza Palermo! Per il resto nulla di nuovo all’orizzonte. Vorrei cambiare aria, andare a Roma, una città dove potrei trovare il “giusto” calore, per rendere il mio lavoro ancora più folle.
di Daniela Carucci

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