Concerti Magazine Domenica 20 maggio 2001

Un Gorillaz preso nella Rete

A poco meno di due mesi dall’uscita del primo album omonimo dei Gorillaz, tutte le leggende sorte attorno a questo pop group virtuale cominciano a chiarirsi.

Innanzi tutto, l’idea di creare una formazione di questo tipo è venuta a Damon Albarn (cantante dei Blur) e a Jamie Hewlett (creatore di Tank Girl), mentre giocavano al computer: hanno voluto provare a costruire una rock-band, invece delle solite città fittizie. Ai due si aggiunge una squadra di collaboratori eccellenti quali Dan “The Automator” Nakamura, produttore di Hip Hop, il rapper Del tha Funky Homosapien, Miho Hatori, ex Cibo Matto, Tina Weymouth, ex Talking Heads e Tom Tom Club, Roisin Murphy, di Moloko, Ibrahim Ferrer, una stella del Buena Vista Social Club, e il virtuoso dello scratch Kid Koala.

Da un gruppo di personaggi tanto eterogenei nasce una musica che va dal dub al country, dal trip hop al lounge, dalle atmosfere cubane al punk funk, all’hip hop, fusa con abili artifici digitali. Albarn definisce la sua creatura come un “caleidoscopio mosso dalla meraviglia”, e sottolinea come alcuni degli spunti armonici si siano sviluppati a partire da certe sonorità e canti tradizionali sardi, oltre che dalla sua infatuazione per il sound giamaicano… quando si dice la contaminazione!

Ma la vera particolarità dei Gorillaz è che non esistono al di fuori della realtà virtuale e bidimensionale dei loro video. Dal loro sito www.gorillaz.com , si viene a sapere, ad esempio, che Noodle, la chitarrista giapponese, ha 10 anni ed è arrivata nel gruppo imballata in un poster dei Fed-Ex, e che la band è diretta da Murdoc, sinistro bassista inglese ventiquattrenne, con precisi gusti musicali e una storia che prelude alla fondazione del gruppo, che di recente ha dichiarato: “Solo per il fatto che siamo disegnati, non significa che siamo dei fantocci, come possono esserlo le boy band in carne ed ossa”.
Realtà virtuosa. Quattro personaggi con una consistenza ed un’autonomia ben delineate, con un frontman, 2D, dotato di una filosofia molto interessante: “Il rock’n’roll è come lo spazio, no? È infinito. Quindi tu puoi, per dire, essere qualsiasi cosa. Ed io sono qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa in movimento. Chiaro?”.

Nel cd si trova anche una sezione multimediale che contiene uno screen saver, una galleria di immagini del gruppo, un video divertente da cui è possibile connettersi ad una zona “privata” del sito. C’è anche una traccia segreta, una versione dub-acida di “Clint Eastwood”, piacevole ma meno bella dell’originale. Purtroppo il mini-tour estivo non arriverà in Italia e la data più vicina a noi sarà quella inaugurale del 22 giugno al Cigale di Parigi. I Gorillaz suoneranno dal vivo, coperti da un telo su cui verranno proiettate le immagini dei loro cartoon, o forse dei videogame, e le immagini dei loro concerti saranno trasmesse in rete.
Meglio della realtà reale.


Annalisa Rosso

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