Magazine Mercoledì 1 settembre 2010

Mamma single, figlio adolescente e l'assenza di un compagno

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Magazine - Sono una ragazza madre di trent'anni e ho un figlio di undici anni, avuto molto presto, che ho scelto di crescere anche da sola perché l'ho subito amato fin dal primo giorno. Non posso negare che è stata ed è molto dura da sola, non avendo nemmeno la famiglia dalla mia parte: per loro sono quella che ha sbagliato e che ne paga le conseguenze.
Vivo da sola con mio figlio in una città che non è nemmeno la mia, lontana da tutti; per fortuna ho tante amiche che mi vogliono bene, ma io mi sento molto sola.
Ho sempre cercato di non far entrare nessun uomo nella mia vita per proteggere mio figlio, anche perché non ho mai incontrato nessuno all'altezza, ho sempre avuto paura di un estraneo per lui. Poi sono molto impegnata con mio figlio che non ne ho nemmeno il tempo.
Ora però sento come se il mio tempo stesse per scadere, sento che sto invecchiando anche se suona strano, ma sono le mie sensazioni: io ho sempre desiderato una famiglia e tanti figli, ma non sono stata capace di construirmelo. La mia domanda è: questa mia tristezza sarà dovuta alla mancanza di un compagno? Vorrei aggiungere che con ogni uomo che ho conosciuto (sempre senza coinvolgere mio figlio), arrivata ad un certo punto della 'chiamiamola storia' sono come scappata, ho sempre chiuso nettamente di colpo. A volte non mi capisco, si può desiderare un compagno e contemporaneamente scappare da tutti?
Grazie anche solo di aver letto questa lettera.



Cara triste,
lamentati pure, hai diritto. La tua non è stata la migliore delle vite possibili e un figlio -diciamolo, che è ora!- non è tutto. Per fortuna. Sennò ci appiccicheremmo a lui come sanguisughe e faremmo carte false per non perderlo.
E qui ci avviciniamo a uno dei punti che ci interessano, anche se lo hai affrontato indirettamente: tuo figlio. Che ora ha undici anni ed è -come si dice- un preadolescente. Che vuol dire: ci siamo quasi, il primo, il più importante dei distacchi, si avvicina.
Non so quanto il ragazzino sia già indipendente ma, pensaci molto ma molto bene sopra, non è possibile che la tua tristezza tutt'altro che inspiegabile provenga della perdita imminente?
È bene che tu ci rifletta perché, se arrivi in tempo, sarai capace -da buona madre- di ricordarti che il tuo dovere è renderlo indipendente e non il contrario. Così ti sarai messa in grado con largo anticipo di aiutarlo a percorrere una strada nuova, che fa paura a te quanta ne fa a lui, benché ne sia inevitabilmente e giustamente attratto.

Ora che ho giocato d'azzardo ma non troppo, leggendo la tua mail tra le righe, passiamo alla questione compagno. Nessun uomo è all'altezza, né lo è nessuna donna. I principi e principesse azzurri non esistono e lo sappiamo. E tuttavia conosco molte coppie che si sono incontrate tardi e sono molto felici. Non rassegnate a quel che passa il mercato, felici. Perché sono state capaci di aspettare e si sono trovati, di solito -questo sì come nelle favole- quando meno se lo aspettavano.
Hai scritto una frase rivelatrice: «ho sempre avuto paura di un estraneo per lui». Certo che hai paura di un estraneo, non hai mai voluto andare in profondità nelle relazioni, per paura di trovare un non estraneo, qualcuno che finisse per guadagnarsi l'affetto di tuo figlio e te ne portasse via una parte. Questo mi fa pensare che il primo lavoro che dovrai fare su di te -magari con le amiche- sarà un bell'esame della relazione con il preadolescente e, mi sa, correggere un po' il tiro.

Quando, invece che sentirti rassegnata alla perdita, riuscirai a vedere la futura trasformazione del ragazzino e del rapporto come un momento meraviglioso e molto difficile da affrontare insieme nel senso dell'indipendenza reciproca, sarai poronta a ammettere che -almeno in questa società- una figura maschile non fa male. Specialmente in questo preciso momento di crescita.
Che non vuole dire: cerca un padre per tuo figlio, vuole dire che anche su questo argomento devi spostare lo sguardo dal negativo al positivo.
E smettere di avere paura. Ce l'hai fatta da sola finora, giusto? Ora sarai un po' più stanca, ma molto più matura e consapevole.
Auguri cara, spero di esserti stata d'aiuto,
Antonella

di Matteo Paoletti

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