Magazine Venerdì 6 agosto 2010

Amore: «i miei genitori non approvano questa relazione»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Buon giorno dottore,
sono una ragazza di 22 anni e da un anno e mezzo sono fidanzata con un ragazzo di 23 anni. Il problema è che i miei genitori non approvano in nessun modo questa relazione per il solo fatto che questo ragazzo lavora in un maglificio e non frequenta l'università come me.
Lui è una persona squisita, innamorata veramente di me, un ragazzo d'altri tempi, che nonostante sia al corrente di tutto quello che i miei pensano di lui (pensano che sia un totale fallito e che sto facendo l'errore più grande della mia vita) è rimasto sempre al mio fianco con la speranza e la volontà di risolvere questa situazione.
I miei non hanno mai avuto il buon senso di parlarci almeno una volta con lui e non hanno alcuna intenzione di farlo. Lo evitano neanche fosse un lebbroso. Lui ovviamente non ha messo al corrente la sua famiglia sul fatto che sia fidanzato con me. Tutto questo ha portato a parecchi problemi.

Ci vediamo poco, e molto spesso siamo costretti a fare cose di nascosto come due clandestini. Non sono libera di vederlo quando voglio e di andare a fare una passeggiata senza aver paura di tornare a casa e subire affronti verbali e anche fisici dai miei (è gia successo molte volte). Tutto questo mi sta portando ad allontanarmi da lui, a dubitare del nostro futuro insieme, ad avere paura di domani.
Ho un profondo malessere e senso di sconforto e ho provato più volte anche ad allontanarmi da lui. Non riesce ad accettare l'idea di perdermi e al solo pensiero si sente morire. Dice che sono la persona più importante della sua vita, che ha solo me, che ama solo me, che sono tutto il suo mondo e che preferirebbe morire se non può avermi. Io mi sento impotente davanti ad una simile situazione perché penso che lui stia soffrendo per colpa mia (della mia situazione, della mia famiglia). Non credo che riuscirò più ad avvicinarmi a nessuna persona per paura di farla soffrire così.
Lui dice solo di voler stare con me e farebbe qualsiasi cosa. Ma non c'è soluzione. Vorrei lasciare a lui la possibilità di essere felice con un'altra persona, di non restare con lui solo per il mio egoismo.

La novità è che adesso vivo male anche per un'altro motivo: ho visto su facebook la foto di un ragazzo che vive nel mio stesso paese. Lui fidanzatissimo da anni con una ragazza e non sa neanche che esisto.
Per lui ho una forte attrazione fisica e non riesco a liberarmi dalla mania di pensarlo e vedere continuamente le sue foto. Farei qualsiasi cosa per far scomparire lui dalla mia testa. Vorrei tanto sapere se questa persona, che non so come mi ritrovo a pensare giorno e notte, sia entrata dentro la mia testa per via della situazione che ho con il mio ragazzo.
E vorrei più di un consiglio su come comportarmi con lui. Sto dubitando del mio amore per lui, che ovviamente non sa di tutto questo. Sa che sto male per la mia situazione familiare. Lo lascio e poi mi manca. Sto con lui e mi sembra di vivere con un peso enorme che mi sta esasperando. In tutta questa confusione devo concentrarmi sullo studio e sugli esami.
Dottore, sono in crisi, mi aiuti. Aspetto al più presto la Sua risposta.


Buongiorno ragazza di 22 anni. In effetti la sua è proprio una storia complicata. Anzi direi che sono tre le storie che lei racconta. Tre storie che si intrecciano in modo complicato.
Vediamo se riusciamo a dipanarle.

Storia numero uno: l'amore osteggiato. Direi che è un classico. I genitori non approvano le scelte dei figli in fatto di partner. Credo che ci siano montagne di libri e di film che ne parlano. Da Romeo e Giulietta a Indovina chi viene a cena. Perché lo fanno? In genere per proteggere i figli. Ma è una scusa che non regge.
Questa ipotetica tutela si basa spesso su banali pregiudizi e su vecchi stereotipi. E ovviamente non si dovrebbe fare cosi. Prima di giudicare bisognerebbe capire, parlare, conoscere. Ma questo vale in tutti e due i sensi. Ovvero tutti dovrebbero poter capire i punti di vista degli altri. Dei figli e dei genitori. Questo significa che se trovo veramente estremo che vi sia una chiusura cosi netta da parte dei suoi genitori solo perché lei frequenta un ragazzo non laureato. Allo stesso tempo, prima di andare oltre nell'esprimere giudizi, vorrei essere certo che non vi siano altri dettagli che lei ha trascurato di citare, tipo che si è dimenticata di dire che il suo lui è un Klingoniano radioattivo e i suoi genitori sono Ufficiali sulla Star Trek. E sempre per capire meglio la situazione sarei molto interessato al motivo per cui lui ovviamente non ha parlato di lei ai propri genitori. Forse che teme di essere criticato perché esce con una ragazza che va all'università?

Storia numero due: io non voglio che lui (e nessun altro) soffra per me. Lei lo ripete più volte ma, scusi, non riesco a capire il suo ragionamento. È inevitabile che la passione (amorosa) sia proprio questo: grandi gioie e grandi sofferenze. E credo che lei non possa neanche pensare di poter alterare questa alchimia. O questi sensi di colpa riguardano e coprono qualche cos'altro?

Storia numero tre: sto con il mio fidanzato ma mi piace (anche) un altro. Colpo di scena. L'attrazione sfugge alla logica, ma questo getta una nuova luce su tutto quello appena detto. Forse i suoi genitori avevano sbagliato il motivo, ma avevano ragione nel dubitare delle sue scelte? Forse. Si ha ragione: ci sono troppi forse ed il risultato è che lei si trova davvero in una situazione complicata.
Complicata anche dal fatto che lei ha 22 anni, periodo in cui i punti di vista sul senso della vita e su quello che si crede essere il nostro ruolo, subiscono grandi rivoluzioni nello spazio di pochi giorni.
Quindi credo che uno dei problemi stia nel fatto che lei sta drammatizzando troppo, ovvero che lei esagera quello che le sta succedendo. Forse le situazioni che ha descritto dovrebbero essere vissute senza considerarle come se fossero davvero definitive e assolute. E visto che siamo ad agosto la vorrei invitare a partire per le ferie non solo fisicamente ma sopratutto mentalmente. E poi vorrei che lei mi scrivesse, di nuovo, a settembre. Se la sua situazione sarà la stessa di adesso le prometto che ne parleremo più dettagliatamente. Ma potrebbe anche essere che durante questo periodo particolare, ci siano stati, naturalmente cosi tanti cambiamenti da rendere inutile parlare di cose che si sono risolte da se. E può essere che, nel frattempo, lei abbia scoperto di avere nuove passioni e nuove idee.
In ogni caso aspetto sue notizie.
Saluti

Ventura

di Martina Guenzi

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