Magazine Martedì 3 agosto 2010

«Penso di amarlo, è sposato: ho paura»

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Magazine - Antonella,
ho letto la tua risposta ad una lettera con una situazione simile alla mia, mi è piaciuto molto il tuo modo di dire la cruda verità, forse è quello che mi serve, anche se spero in una bella verità.
La mia storia inizia anni fa, inizio un nuovo lavoro e c'era questo collega (protagonista della mia gioia e del mio dolore); da subito c'è stata una forte attrazione e un dialogo davvero stupendo; lo sapevamo tutti e due di essere attratti, ma lui era ed è a tutt'ora sposato. Nessuno dei due aveva il coraggio di andare oltre. Sta di fatto che vengo trasferita per 10 mesi, durante i quali l'ho pensato sempre e anche lui a me, ma nessuno faceva niente data la situazione. Dopo questi 10 mesi ci siamo ritrovati, eravamo felici ma altrettanto paurosi della rinnovata vicinanza quotidiana; ogni giorno con le chiacchierate gli sguardi ecc.
La nostra attrazione si è nutrita fino a non poter fare a meno di cedere alla tentazione, abbiamo fatto l'amore, pensando che fosse solo un capriccio da assecondare per farla finita. Ma non è andata cosi, ci siamo sempre più desiderati, e sempre più avevamo bisogno (non solo per fare l'amore) l'uno dell'altro.
Lui è sposato, quando lo conobbi, non aveva ancora figli; poi sì, ma nel frattempo non ci eravamo sbilanciati. Con la moglie dice che non vanno male le cose, nel senso che non stanno sempre a litigare o roba varia; con me dice che ha provato sensazioni ed emozioni mai provate, e io non so perché ma gli credo al mille per mille; dice che vorrebbe stare con me sempre, vivere la vita con me, svegliarsi con me, mangiare con me, ecc. Una volta mi ha addirittura chiesto nel caso due persone si separano, i figli a chi restano; alla mia risposta (nella maggioranza dei casi alla mamma) si è come congelato.
Ora mi hanno ritrasferita, e non ci rivedremo tutti i giorni come prima: a me questa cosa fa stare male, e anche a lui, io non ho mai preteso nulla da lui (del tipo lasciare la moglie per me) anche se in cuor mio lo vorrei. E lui nemmeno ha mai parlato di farlo, però continua a dire che il pensiero di non rivedermi gli fa sentire un pugno allo stomaco e un nodo in gola. La mia domanda è: quest'uomo mi ama davvero? E se mi ama, riuscirà mai a lasciare la moglie per me? All'inizio ho scritto «penso di amarlo» perché spesso ho pensato che magari mi sbaglio, sarà solo un capriccio. Ma cos'è quando senti un vuoto se pensi alla tua vita senza una persona? Io penso che sarebbe fantastica una vita con lui, ma ho paura di metterlo di fronte ad una scelta, non voglio che soffra, forse è meglio lasciare le cose cosi. Oppure vale la pena combattere per la propria felicità? Non lo so!



Cara anonima,
dal mio punto di vista e secondo la mia esperienza l'uomo ti ama, ma non abbastanza. La vostra storia è troppo lunga per essere soltanto un capriccio, un'evasione da parte di lui, ma non penso che lascerà la moglie per te. Né sono sicura che la domanda sui figli fosse in buonafede. Era un modo per ricordarti la sua situazione e per "spostare" la sua scelta di non scegliere su una pretesa impossibilità di scegliere.
Non ti sto dicendo di lasciarlo, ma di approfittare del trasferimento per liberarti con calma di lui, grazie a un'altra vita, altre persone, altri impegni.
Sei giovanissima e hai voglia di una vita di coppia. Non precluderti la possibilità. Lui non ti ama abbastanza e tu, non lo so, non so se sei "in guerra" per prendertelo o se sei davvero innamorata, dalla mail non riesco a giudicare. Pensaci tu, ci vedi abbastanza chiaro quando vuoi. Basta che - lo dico sempre e tuttavia mai abbastanza - ti ricordi di mettere da parte l'orgoglio, il senso della lotta e della conquista. Se sgombri mente e cuore da queste emozioni fuorvianti, capirai da te.

Auguri,
Antonella

di Valentina Tubino

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