Magazine Giovedì 17 maggio 2001

Non leggete, guardate le figure!

Fumettaro o fumettista? Sono incerto, la prima mi dà più l'idea di un appassionato di fumetti. La seconda di uno che i fumetti li fa. E' la domanda che rivolgo subito a Riccardo Cima. "Sono un fumettista. Fumettaro è più romanesco". Dove ha pubblicato le sue tavole? Da nessuna parte: Riccardo disegna e disegna, tutte le notti, spedisce i suoi fumetti alla Bonelli e alle altre case editrici. Vende le illustrazioni a chi conosce, a chi gliele chiede. "Faccio lavoretti, traslochi, vado dietro il banco qualche sera". Insomma, per adesso non vive di fumetti. "Ma è questo il mio obiettivo. Trovare qualcuno che pubblichi le tavole. Nel frattempo disegno tutti i giorni, per tenere allenata la mano, per imparare, per essere pronto quando arriverà il momento buono". Ma Riccardo espone anche: l'ultima volta è stata una mostra del fumetto a Loano, non molto tempo fa.

Riccardo Cima ha 32 anni e disegna da sempre. Ha girato mezza Europa, ha fatto il madonnaro ad Amsterdam ("Ma non disegnavo madonne, rifacevo scene viste la notte prima"), poi a Londra. E Chiavari. "Ho frequentato la Scuola Chiavarese del Fumetto", spiega, "ho conosciuto dei veri maestri. Ad esempio, a 14 anni ho incontrato il mitico Galep, l'inventore di Tex: mi ha dato un consiglio che allora non capivo. Io non sono mai stato in America, mi ha detto. Oggi ho capito che se lui ha disegnato canyon e deserti senza mai averli visti, non c'è bisogno di cercare nel mondo, ma di guardare meglio vicino a noi". E tu lo fai? "Sì. Spesso sono fuori con gli amici e mi viene uno spunto per un'inquadratura o un fondale. Devo lasciare tutti e correre subito a casa a fissare l'idea sulla carta".

Come si lavora ad un fumetto? "Io uso esclusivamente i pennelli, e ci tengo, a dirlo. Niente inchiostro: prima la matita, poi pennelli di tutte le forme. Anche per fare i "grigi" o le sfumature". E lavori di notte? "Sì, di notte nessuno ti rompe le palle. E poi c'è un'altra atmosfera, pensi di essere l'unico sveglio, ti sembra di essere quasi un cospiratore. Tutti quelli che vogliono comunicare qualcosa lavorano di notte". Che cosa disegni? "Di tutto. Mi tengo allenato ricopiando Sommer o Magnus, i miei autori preferiti. Ma disegno anche comics e storie mie e dei miei amici, con i problemi di oggi e nei posti che si frequentano a Genova".

Che fumetti leggi? "Io non leggo i fumetti: guardo le figure. Non mi interessano le storie, ma come il disegni sono stati realizzati". Oltre a Magnus e a Sommer, ti piacciono anche fumettisti americani e giapponesi? "Mah, gli americani, specie quelli di oggi, sono pieni di eroi gonfiati e invincibili. A me piace la realtà nuda e cruda. I giapponesi invece proprio non mi piacciono: ti prendono in giro, non sanno disegnare". Se un ragazzo volesse fare il fumettista? "Direi di farlo, ma di evitare i licei artistici e frequentare scuole specializzate, tipo quella di Chiavari (che oggi è a Sestri Levante) o meglio ancora a Milano. Il lavoro, poi, è un posto al sole. Tutti cantano sotto la doccia, ma solo una decina di persone vanno a Sanremo". E' dura, quindi? "Sì, ma non bisogna mollare mai. Se molli, hai già perso. Io inseguirò il mio sogno fino a ottant'anni". Dopo chissà.

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Chi volesse contattare Riccardo Cima, può farlo telefonando al numero 010 2465469
di Alberto Rigoni

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